8 novembre 2026

Siamo vigilanti e viviamo sempre in grazia. L'attesa dello Sposo non dev'essere passiva: riempiamo le nostre "lampade" con la preghiera e le opere di bene. Oggi ricorre la 76ª Giornata del ringraziamento.


«L'OLIO IN PICCOLI VASI»


La liturgia di oggi è ricca di simboli e paradossi: giorno-notte, veglia-sonno, incontro-attesa, fatica-riposo. Come a dire che nei suoi accadimenti la vita è uguale per tutti e tuttavia, nel suo fondo nascosto, per tutti non è uguale... Le vergini sagge, diversamente dalle stolte, «insieme alle loro lampade presero anche l'olio in piccoli vasi». Questo olio è simbolo dell'amore custodito nel tempo e proteso all'incontro con lo Sposo. Se l'amore, bene non negoziabile (cfr. Ct 8,7), è quanto di più personale, interiore e prezioso ci sia, cos'altro vuol dire prendere l'olio «in piccoli vasi» se non riversarne quanto è possibile nel "poco" di ciascun giorno e conservarlo nella lunga attesa dei giorni e delle notti? Il libro della Sapienza esprime questo lavorio segreto e continuo con i verbi cercare, desiderare, vegliare... propri di un cuore che ama. Amare è l'arte nobile della vita, la scommessa dell'oggi, la speranza che anima il presente ancorandolo al futuro. Sta a noi scegliere se vivere a metà pensando che basti avere una lampada tra le mani, anche se spenta, o investire oggi cuore, mente ed energie per preparare l'olio che un giorno la farà brillare.

Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)

Quando Bisanzio distrusse le "finestre sull'infinito"

Quest'anno ricorre il 1300º anniversario dell'inizio della controversia iconoclasta, uno degli episodi più drammatici e significativi della storia bizantina. Nel VII secolo l'Impero bizantino attraversava una crisi profonda e multiforme: le conquiste arabe sembravano inarrestabili, disastri naturali si susseguivano e divisioni interne ne minavano la coesione. In questo clima di angoscia e insicurezza, l'imperatore Leone III - salito al trono nel 717 e originario della Siria, regione fortemente influenzata dall'Islam - emanò nel 726 il primo editto contro la venerazione delle immagini sacre, dando così avvio a una lunga e dolorosa frattura all'interno della Chiesa. Le fonti coeve, prevalentemente di orientamento favorevole alle icone, riferiscono che Leone subì l'influenza dell'Islam, religione ostile alle immagini sacre che accusava i cristiani di idolatria. Convinto che la distruzione delle icone avrebbe purificato il culto e rinsaldato l'unità dell'Impero, l'imperatore ottenne invece l'effetto opposto: provocò una profonda spaccatura nella società bizantina. Le chiese vennero spogliate delle loro immagini, i monaci perseguitati e i fedeli si divisero tra chi vedeva nelle icone un sostegno prezioso alla preghiera e chi le considerava un ostacolo a una fede più pura e spirituale. Tra i difensori delle icone si distinse san Germano I, patriarca di Costantinopoli, il quale nel 730 preferì dimettersi piuttosto che piegarsi all'ordine imperiale. Anche i papi Gregorio II e Gregorio III difesero la tradizione condannando fermamente l'iconoclasmo, contribuendo così ad accentuare le tensioni tra Oriente bizantino e Occidente latino. La controversia sarebbe durata ancora vari decenni, diventando più dura con l'ascesa al trono di Costantino V, figlio di Leone. Il Concilio di Hieria del 754, dichiarando eretiche le immagini sacre, inaugurò un periodo di violenze e distruzioni sistematiche. Solo con il Secondo Concilio di Nicea nel 787 si sarebbe verificata la svolta decisiva, che avrebbe posto fine a questa lunga e dolorosa controversia con la definizione della corretta dottrina cristiana sulle immagini sacre. (continua)

don Michele G. D'Agostino, ssp

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, la Parola di Dio è la voce che ci desta dal sonno della distrazione e accende nelle nostre "notti" la fiamma della speranza, per accogliere vigilanti lo Sposo che viene.

Lettore - Con fede ardente diciamo:
 Padre, donaci la sapienza del cuore.

1. Per la Chiesa, sposa di Cristo: sia fulgida lampada sempre accesa per irradiare nel mondo la sua luce e far conoscere a tutti il Vangelo della salvezza. Preghiamo:
2. Per l'umanità: tra le attrattive e le false attese del mondo cresca il desiderio della pace, nell'autentico progresso umano e nella ricerca dei mezzi per conseguirlo. Preghiamo:
3. Per "sorella nostra madre Terra": questa Giornata del ringraziamento ci trovi più custodi e meno sfruttatori nel collaborare con Dio all'opera della creazione. Preghiamo:
4. Per i più bisognosi nel corpo e nello spirito: il sonno dello sconforto non spenga in loro la fiducia per scegliere e coltivare il bene prezioso della speranza. Preghiamo:
5. Per ciascuno di noi: ci sia dato sempre di amare e vigilare, custodendo ogni giorno con sapiente cura l'olio dell'amore nell'attesa dell'incontro con Cristo. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Padre buono, nessuna stanchezza o fatica della vita ci distolga mai dall'attendere con cuore vigilante il tuo Figlio, per prendere parte con lui alla festa di nozze nel tuo Regno. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.

9-15 novembre 2026

9 L DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE (f, bianco). Un fiume rallegra la città di Dio. Solo alla luce della risurrezione comprendiamo che Gesù è il tempio di Dio: la Chiesa è suo corpo e sua sposa. S. Elisabetta della Trinità. Ez 47,1-2.8-9.12 opp. 1Cor 3,9c-11.16-17; Sal 45; Gv 2,13-22.
10 M S. Leone Magno (m, bianco). La salvezza dei giusti viene dal Signore. Il credente vive l'obbedienza come risposta gratuita a Dio, non come merito da rivendicare. S. Oreste; S. Andrea Avellino. Tt 2,1-8.11-14; Sal 36; Lc 17,7-10.
11 M S. Martino di Tours (m, bianco). Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Solo il Samaritano, che torna per ringraziare è non solo guarito, ma anche salvato per la sua fede. S. Teodoro Studita; S. Marina di Omura. Tt 3,1-7; Sal 22; Lc 17,11-19.
12 G S. Giosafat (m, rosso). Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe. Il regno di Dio non viene in un modo eclatante che attiri l'attenzione: bisogna saperlo riconoscere. S. Macario; S. Diego. Fm 7-20; Sal 145; Lc 17,20-25.
13 V Beato chi cammina nella legge del Signore. Nessuno è padrone della sua vita: possiamo fare mille progetti, ma non possediamo il nostro tempo. S. Imerio; S. Omobono; S. Agostina L. Pietrantoni. 2Gv 1a.3-9; Sal 118; Lc 17,26-37.
14 S Beato l'uomo che teme il Signore. Come la vedova ottiene giustizia con insistenza, così la fede perseverante è certa della risposta di Dio. S. Teòdoto; S. Rufo; B. Maria Luisa Merkert. 3Gv 5-8; Sal 111; Lc 18,1-8.

15 D XXXIII Domenica del T.O. / A. XXXIII sett. del T.O. - I sett. del Salterio. S. Alberto Magno; S. Sidonio; S. Leopoldo il Pio. Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127; 1Ts 5,1-6; Mt 25,14-30.

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Signore, sei venuto (728); Rallegratevi, fratelli (711). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: A te, Signore, innalzo l'anima mia (93). Processione offertoriale: Conducimi tu (629). Comunione: Dio è mia luce (638); Sei tu, Signore, il pane (719). Congedo: Chi è mia madre? (575).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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