27 Ottobre

Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio è la risposta di Gesù a una domanda tranello. È chiaro che solo a Dio si deve dare tutta la nostra persona e che, al contempo, va dato il proprio contributo leale alle istituzioni civili. Questo Gesù lo insegnerà con la sua vita e l’obbedienza della Croce, quando i suoi avversari sceglieranno di stare dalla parte del potere umano e non dalla parte di Dio. Oggi ricorre la 97a Giornata missionaria (colletta obbligatoria).

 
 
 

Il coraggio di gridare la vita

Dopo la distruzione di Gerusalemme (587 a.C.), durante l’esilio, il profeta Geremia intonava le prime note di una melodia colma di speranza, invitando il “resto d’Israele” (il cieco, lo zoppo…) a cantare sin da allora la gioia della salvezza promessa dal Signore (I Lettura). C’è ancora chi, nel buio, sa “gridare” la propria speranza? Quante grida restano sepolte sotto la coltre del dolore! O quante altre si disperdono in suoni afoni di sterili lamentele! Ma il grido di quest’uomo cieco, di nome Bartimeo, infrange la barriera del suono con una limpidezza interiore disarmante (Vangelo). Bartimeo introduce la strategia più geniale che la sua creatività gli lascia intuire: lui grida, non ha altro. Non grida qualcosa, ma grida a Qualcuno. Questo grido ha la fede di chi, nel dolore, rimane tenacemente a contatto col proprio desiderio di vita e lo riversa in una relazione: il suo grido di fede è la “preghiera del cuore” che si lancia nel cuore di Gesù. Come “sacerdote compassionevole” (II Lettura) Gesù se ne fa carico, al punto da portarlo al Padre, con la voce della sua stessa umanità, sull’altare della croce. Oggi è qui, in questa Eucaristia, per portargli anche il nostro.

Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)

I canti del pellegrinaggio verso Gerusalemme

La meta principale dei pellegrini medievali era la Terra Santa e, soprattutto, Gerusalemme, il luogo che aveva visto compiersi i “misteri” della vita, morte, risurrezione e ascensione del Signore Gesù Cristo. Il viaggio era compiuto, solitariamente o in compagnia, nella dimensione devozionale o penitenziale, la cui finalità era soprattutto la remissione dei peccati; così, anche i canti del pellegrinaggio avevano il duplice contenuto laudativo e penitenziale.

Durante il lungo percorso, i pellegrini – differenti per terra d’origine, lingua e ceto sociale – incontravano le tradizioni musicali etniche (da quelle franche a quelle italiche, da quelle balcaniche a quelle orientali) che destavano in loro meraviglia e ammirazione, sebbene il maggior coinvolgimento fosse riposto nei canti che avrebbero ascoltato proprio a Gerusalemme.

Qui, gli antichi viandanti si immedesimavano negli eventi vissuti da Gesù, riproposti efficacemente nelle “liturgie mimate” delle liturgie gerosolimitane (come quelle della Settimana Santa) con i loro suggestivi canti dei primi secoli, poi arricchiti dalle melodie bizantine. L’esperienza personale dei pellegrini, perciò, si completava con la dimensione ecclesiale del canto liturgico che, proprio a Gerusalemme, vibrava nei cuori con particolare intensità. Già la testimonianza resa dalla pellegrina Egeria nel IV secolo è eloquente: nel suo “diario di viaggio” ella narra delle celebrazioni partecipate da moltissimi fedeli che accorrevano per assistere ai suggestivi riti con «inni adatti al giorno e al luogo», la cui memoria spirituale avrebbe accompagnato il viaggio di ritorno.

Se in partenza il pellegrinaggio era sottolineato dal canto, così lo era anche il ritorno: prima di apprestarsi al viaggio, infatti, i riti prevedevano già alcuni canti durante la benedizione e la consegna delle “insegne” del pellegrino (bastone, borsa e mantello); al ritorno, invece, il canto era frutto di un cuore rinfrancato dalla rigenerazione interiore vissuta negli ipsissimis locis (stessi luoghi) della nostra salvezza.

M° Sergio Militello

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, ammaestrati alla scuola del Vangelo, come mendicanti di luce rivolgiamo a Dio Padre il grido fiducioso della nostra fede.

Lettore - Pieni di speranza diciamo: Dio di misericordia, ascoltaci!

1. Perché la Chiesa, sacramento della misericordia di Dio, sappia ascoltare il grido silenzioso dei poveri del nostro tempo, facendosi voce di chi non ha voce. Preghiamo:
2. Perché le autorità civili, poste a servizio del bene, siano attente alle fasce sociali più disagiate, tutelandone i diritti e promuovendo la loro dignità. Preghiamo:
3. Perché quanti soffrono nel corpo e nello spirito non si chiudano sotto il peso del dolore, ma trovino nell’amore di Dio la speranza che apre alla vita. Preghiamo:
4. Perché ciascuno di noi, partecipe del comune sacerdozio battesimale, sia segno della cura compassionevole di Cristo per ogni persona che incontra. Preghiamo: Intenzioni della comunità locale.

C - Padre buono, fonte di gioia e salvezza per tutti i tuoi figli, ascolta l’umile preghiera che ti rivolgiamo nel nome di Gesù tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

Calendario liturgico: (28 ottobre-3 novembre 2024)

28 L Ss. Simone e Giuda ap. (f, rosso). Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Dopo una notte di orazione col Padre, Gesù sceglie i dodici apostoli, coloro che dovranno continuare la sua missione. S. Ferruccio. Ef 2,19-22; Sal 18; Lc 6,12-19.

29 M Beato chi teme il Signore. Il vigore contenuto nel granello di senape e nel lievito è simbolo del vigore insito nel regno di Dio, la cui potente forza è data dalla Parola. S. Onorato di Vercelli; S. Zenobio; S. Gaetano Errico. Ef 5,21-33; Sal 127; Lc 13,18-21.

30 M Fedele è il Signore in tutte le sue parole. La porta è stretta ma ancora aperta, perché chi vuole possa passare e salvarsi. S. Marciano di Siracusa; S. Germano di Capua. Ef 6,1-9; Sal 144; Lc 13,22-30.

31 G Benedetto il Signore, mia roccia. L’invito sensato dei farisei a cambiare strada per sfuggire a Erode è una tentazione. Gesù sceglie di procedere verso Gerusalemme. S. Quintino; S. Volfango; B. Tommaso da Firenze Bellacci. Ef 6,10-20; Sal 143; Lc 13,31-35.

1 V TUTTI I SANTI (s, bianco). Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore. Un cuore puro, uno spirito povero, una vita spesa per la pace e la giustizia, il coraggio di testimoniare Dio fino alla morte: ecco la carta d’identità dei santi. S. Cesario; S. Licinio. Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a.

2 S COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (viola). Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Chi crede nel Figlio avrà la vita eterna. La fede solleva lo sguardo oltre il dolore e la morte in una certezza di eternità. S. Giusto. Gb 19,1.23-27a; Sal 26; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40.

3 D XXXI Domenica del T.O. / B. XXXI sett. del T.O. - III sett. del Salterio. S. Martino de Porres; S. Berardo; S. Silvia. Dt 6,2-6; Sal 17; Eb 7,23-28; Mc 12,28b-34. Oggi si celebra nel Tempio di S. Paolo in Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de «La Domenica».

Lucia Giallorenzo

Salmo

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed.

Inizio: Tu, festa della luce (739); Mio Signore, gloria a te! (554).
Salmo responsoriale: M° S. Militello;
oppure: Il Signore è stato grande con noi (60).
Processione offertoriale: Conducimi tu (629).
Comunione: Come unico pane (628); Tu, quando verrai (451).
Congedo: Cristo, splendore del Padre (634)

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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