9 ottobre 2016

L’episodio evangelico della guarigione dei lebbrosi ci sorprende: dei dieci beneficati, uno solo sente il dovere di tornare a manifestare la sua gratitudine. Ed è un Samaritano. Gli altri probabilmente credono che ad essi tutto è dovuto. Ciò può verificarsi anche a livello di famiglia o di lavoro: basta poco per dire “grazie”.

ÀLZATI, LA TUA FEDE TI HA SALVATO

commento
Benché troppo umiliante per un uomo del suo rango sociale – capo dell’esercito del re di Aram – Naaman si fida dell’«uomo di Dio» e, lavandosi nel Giordano sette volte, ne esce guarito dalla lebbra (I Lettura).
Spesso la fede chiede all’uomo di sovvertire la propria mentalità, i propri schemi, i propri tempi, a volte chiede anche l’umiliazione del cuore, che, tuttavia, produce l’obbedienza della fede e la salvezza (Cfr. Sal 118,71). Tutto ciò prevede che moriamo a noi stessi e al nostro orgoglio, per condividere la croce di Cristo e così la sua gloria eterna (II Lettura).
L’esempio ci viene luminosamente dato da quell’unica persona lebbrosa che, debitrice del miracolo di Gesù, torna a ringraziarlo: è un Samaritano! Egli, considerato un reietto secondo i canoni del popolo di Israele, vince l’amor proprio e gli schemi sociali e, gettandosi ai piedi di Gesù, ottiene non solo la salute fisica, bensì ancor più la salvezza (Vangelo).

Tiberio Cantaboni

MARIA VERA MADRE DI MISERICORDIA

“Madonna della Misericordia”, quadro del 500. Cappella degli Angeli in Altavilla Alba (Cn). Foto Enzo Massa.
LA Mater misericordiae è la mater dolorosa che ha conosciuto sofferenze e dolori; ella è anche la madre del bell’Amore, che è Cristo, fonte della gioia! Il suo sorriso di sorella e di amica, così come la sua conoscenza del soffrire, hanno il potere di far entrare nel mistero e nel progetto della Trinità Santissima.
All’inizio della nuova Alleanza Maria è invitata a gioire in “Dio suo salvatore”: è la credente che ha accolto il chinarsi di Dio verso l’umanità in un continuo gesto d’amore. Assunta nella gloria, la sua gioia risuona nella Chiesa con il Magnificat: Dio, che con lei fu largo di misericordia, come lo fu con i padri e le madri d’Israele, lo è e lo sarà con tutti coloro che danno forma al “mondo rovesciato e benedetto” dove, in Cristo, gli umili sono innalzati e gli affamati vengono ricolmati di beni, anche e soprattutto dove ciò si realizza nell’innalzamento della croce e delle risurrezione.
La Chiesa non si stanchi mai «di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare… si faccia voce di ogni uomo e donna e ripeta con fiducia e senza sosta: «Ricordati, Signore della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre» (MV, 25). Prendersi cura della propria fede e della propria speranza è ecologia teologale; prendersi cura con carità sincera del prossimo è ecologia sociale; prendersi cura del cosmo e delle creature donateci belle e buone dal Creatore, è ecologia cosmica.

Salvatore M. Perrella, osm

APRIAMO GLI OCCHI

Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità. e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, la preghiera che ora eleviamo al Signore, sia oggi, come per il samaritano del vangelo, di ringraziamento autentico per tutti i benefici che ci vengono elargiti dalla sua bontà.

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. O Signore, fa’ che la Chiesa, comunità in cui sperimentiamo la forza della tua presenza, sia sempre più segno e strumento del tuo amore di Padre, noi ti preghiamo:

2. O Signore, effondi la tua pace sui popoli della terra, perché rifiutando la violenza e la menzogna, si aprano al Cristo, portatore di salvezza e di condivisione, noi ti preghiamo:

3. O Signore, per quanti si pongano sul nostro cammino con un gesto di bontà, non trovino in noi pretesa o indifferenza, ma un sorriso riconoscente, noi ti preghiamo:

4. O Signore, accogli come segno della nostra fede il rendimento di grazie che celebriamo in questa liturgia e fa’ che tutti i fratelli e sorelle di fede, possano manifestare insieme la gioia di essere cristiani, noi ti preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Salga a te la nostra lode, Signore del cielo e della terra, e la tua mano provvidente si estenda su di noi, perché possiamo camminare lieti verso la tua luce ammirabile. Per Cristo, nostro Signore.

A - Amen.

XXVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

10 L Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre. Il segno di Giona è la risurrezione, ma anche un appello alla conversione. In questo senso, Gesù è il segno per tutte le generazioni come fu Giona per gli abitanti di Ninive. S. Cernobio; S. Tanca; S. Daniele Comboni. Gal 4,22-24.26-27.31 – 5,1; Sal 112,1-7; Lc 11,29-32.

11 M Venga a me, Signore, il tuo amore. L’esteriorità e l’ipocrisia sono i nemici peggiori per il bene dell’anima. Non cadiamo nel rischio di comportarci come i farisei. Cerchiamo, invece, di vivere con coerenza la vita di discepoli di Cristo. S. Giovanni XXIII; S. Alessandro Sauli; S. Santino; S. Filippo diacono. Gal 5,1-6; Sal 118,41.43-45.47-48; Lc 11,37-41.

12 M Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita. Gesù rimprovera la vanità e l'ipocrisia, l'attenzione alla pulizia esterna, mentre dentro tutto è tenebra. Il Maestro stigmatizza anche l’incoerenza di quanti sono indulgenti con se stessi e rigidi verso gli altri. San Rodobaldo; S. Serafino da Montegranaro. Gal 5,18-25; Sal 1,1-4.6; Lc 11,42-46.

13 G Il Signore ha rivelato la sua giustizia. La raccolta dei “guai” è una occasione d’insegnamento contro il formalismo. Gli scribi veneravano i profeti perché non erano più vicini. È questa la loro ipocrisia, perché il vero profeta, Gesù, lo metteranno a morte. S. Romolo: S. Chelidonia; S. Venanzio. Ef 1,1-10; Sal 97,1-6; Lc 11,47-54.

14 V Beato il popolo scelto dal Signore. «Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati». È il coraggio il messaggio che Gesù trasmette a tutti noi. Occorre coraggio per annunciare il messaggio evangelico ed essere testimoni di Cristo davanti agli uomini. S. Callisto I (m.f.); S. Domenico loricato; S. Donaziano. Ef 1,11-14; Sal 32,1-2.4-5.12-13; Lc 12,1-7.

15 S S. Teresa d’Avila, vergine e Dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Hai posto il tuo figlio sopra ogni cosa. Per la riforma dell’Ordine Carmelitano sostenne molte tribolazioni, che superò sempre con animo invitto. Il cristiano che difende Gesù davanti al tribunale degli uomini troverà Gesù stesso che lo difenderà davanti al tribunale di Dio. S. Barsen; S. Tecla. Ef 1,15-23; Sal 8,2-7; Lc 12,8-12.

[16 D XXIX Domenica del T.O / C (S. Margerita M. Alacoque) Es 17,8-13; Sal 120,1-8; 2Tm 3,14 – 4,2; Lc 18,1-8].

Nicola Gori

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009.

Inizio: La creazione giubili (287); Ti celebriamo, Dio (206).
Salmo responsoriale: M° C. Carena; Ritornello: Popoli tutti, lodate il Signore (183).
Processione offertoriale: Cosa offrirti (272).
Comunione: Cristo Signore, tu vieni a noi (350); Pane e sangue della vita (371).
Congedo: Vergine dell’annuncio (225).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


INVITO AI LETTORI

È bello vedere dei carcerati che seguono la Messa con un sussidio liturgico. Versate la vostra offerta sul CCP n. 107.201.26 intestato a: LA DOMENICA, Piazza San Paolo, 14 – 12051 Alba (Cn). Grazie per quanto farete di cuore.

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