7 ottobre 2018

Gesù affronta un tema attuale, qual è il valore del matrimonio. Mettendone in luce l’origine divina, egli riafferma l’alleanza indissolubile tra lo sposo e la sposa. Il divorzio suppone una debolezza, che intacca il progetto d’amore pensato da Dio per l’uomo in ogni tempo.

ALL’INIZIO DIO LI CREÒ MASCHIO E FEMMINA

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IN questa Domenica la Parola di Dio ci consegna una meravigliosa catechesi sulla famiglia e sull’amore: è un messaggio che bisogna comprendere profondamente per non travisarlo o comprometterlo con le situazioni in cui ci troviamo nella società contemporanea.
Di fronte ai farisei che fondano le loro argomentazioni affidandosi al precetto di Mosè, Gesù spiega che il significato dell’essere famiglia non si basa essenzialmente su un contratto, deve essere fatto risalire al progetto creativo di Dio (Vangelo). Adamo infatti riceve da Dio un aiuto corrispondente a lui: cioè una persona da amare e non qualcosa di cui semplicemente servirsi (I Lettura).
Così facendo egli dichiara che l’amore e l’unione familiare hanno origine in Dio e da Dio. Solo mantenendo il suo primato nella vita umana, è possibile realizzare la pienezza dell’amore e costruire la famiglia su basi che non potranno sgretolarsi. Diversamente la durezza del cuore umano troverà sempre qualche appiglio per disintegrare ciò che credeva aver costruito, come quella casa costruita sulla sabbia, che al primo vento contrario rischia di distruggersi (Cfr. Mt 7,26-27).

Tiberio Cantaboni

MARIA CI CONDUCE A CRISTO

Madonna del Rosario, pittura del ‘600, Chiesa Madre di Buccino (Salerno).
RIFLETTIAMO sul Santo Rosario, preghiera di contemplazione che ci fa sentire popolo in cammino, con don Virginio Cuozzo, rettore del santuario dell’Immacolata a Buccino in provincia di Salerno.
Recitando i Misteri gaudiosi (Incarnazione-famiglia di Nazareth), luminosi (vita pubblica di Gesù), dolorosi (la Passione di Cristo) e gloriosi (la Risurrezione), contempliamo il Cristo da una prospettiva mariana.

Quali sono le origini del Santo Rosario? 

«Il santo Rosario ha origini dalla trasformazione del Salterio biblico (recita di 150 Salmi) in uso nelle comunità monastiche irlandesi del IX secolo che, per rendere la preghiera fruibile anche a laici non istruiti, sostituirono i Salmi con il Padre Nostro.
Solo dopo si diffonderà il Saluto Angelico (la prima parte dell’Ave Maria) al posto del Padre Nostro trasformando il salterio biblico in un salterio mariano. Nel XIV secolo il certosino Enrico di Kalkar lo suddivise in quindici decine inserendo tra una decina e l’altra il Padre Nostro. Nel 2002 per volere di san Giovanni Paolo II Papa, da quindici si passa a venti decine con l’aggiunta dei misteri della luce».

Lo scopo?

«Attraverso questa struttura semplice, ripetitiva e litanica, è data a tutti l’opportunità di meditare la Parola di Dio e ripercorrere la storia della salvezza».

Quando recitarlo?

«La recita del Santo Rosario, inno di ringraziamento e di lode a Maria che con il suo sì a Dio si è resa collaboratrice speciale del suo progetto di salvezza per l’umanità, è raccomandata agli ammalati, alle famiglie, tra i giovani, in ogni momento e situazione perché strumento sicuro di salvezza».

Lucia Giallorenzo

PICCOLI GESTI DI SOLIDARIETÀ

Piccoli gesti di solidarietà possono aiutare i carcerati a prendere parte alla santa Messa con il foglio di liturgia e di catechesi “La Domenica”. Versate la vostra offerta sul CCpostale n. 107.201.26 intestato a “La Domenica”, Piazza San Paolo 14, 12051 Alba (Cn). Un vivo grazie per quanto farete.

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, al Signore, che ci chiede di presentarci a lui con il cuore libero dei fanciulli, eleviamo la nostra preghiera comunitaria.

Preghiamo insieme, dicendo: Signore, fonte dell’amore, ascoltaci.

1. Per la Chiesa, perché, nelle situazioni concrete del vivere quotidiano, sia traccia dell’amore misericordioso del Signore che prende a cuore ogni uomo. Preghiamo:

2. Per gli sposi, perché nelle inevitabili difficoltà della vita, trovino sempre luce e forza da quell’amore che li ha uniti di fronte a Dio e alla Chiesa nel giorno del matrimonio. Preghiamo:

3. Per i fidanzati, perché, sorretti dall’esempio delle famiglie cristiane, sappiano cogliere il tempo del fidanzamento come occasione per scoprirsi, accogliersi, progettare insieme il futuro. Preghiamo:

4. Per ciascuno di noi, perché il perdono e l’accoglienza reciproca rendano autentiche le nostre relazioni così da offrirci sempre rinnovata speranza. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - O Padre, che nel tuo Figlio hai amato la tua Chiesa di un amore che non viene mai meno, accogli la supplica della nostra comunità: dirada le tenebre delle nostre disunioni e riportaci alla luce di una vita bella, serena e capace di carità autentica. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen

XXVII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

08 L Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza. Ereditare la vita eterna, è possibile: basta andare al di là del senso ristretto delle norme e farsi prossimo a chi è nel bisogno. S. Pelagia; S. Felice di Como; S. Reparata. Gal 1,6-12; Sal 110,1-2.7-10a; Lc 10,25-37.

09 M Guidami, Signore, per una via di eternità. L’ospite Gesù ci ricorda, attraverso le due donne, Marta e Maria, che di una sola cosa c’è veramente bisogno: ascoltare la Parola del Signore. Ss. Dionigi e c. (m.f.). S. Giovanni Leonardi (m.f.); S. Abramo. Gal 1,13-24; Sal 138,1-3.13-15; Lc 10,38-42.

10 M Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Gesù prega e insegna a pregare correttamente il Padre nostro: lode, attesa del regno, perdono, aiuto nel momento della tentazione. S. Cerbonio; S. Tanca; S. Daniele Comboni. Gal 2,1-2.7-14; Sal 116,1-2; Lc 11,1-4.

11 G Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo. Come ci dice Gesù, bisogna chiedere, cercare, bussare senza stancarsi, se vogliamo ottenere dal Padre il dono dello Spirito Santo. S. Alessandro Sauli; S. Santino; S. Giovanni XXIII. Gal 3,1-5; Cant. Lc 1,68-75; Lc 11,5-13.

12 V Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde: ecco il detto proverbiale che separa nettamente Gesù, e noi suoi discepoli, dai demòni e loro accoliti. S. Rodobaldo; S. Serafino da Montegranaro. Gal 3,7-14; Sal 110,1-6; Lc 11,15-26.

13 S Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. Una donna pronuncia una beatitudine all’indirizzo della Madre di Gesù, colei che è la prima vera credente, in ascolto e osservanza della parola di Dio. S. Romolo; S. Chelidona; S. Venanzio. Gal 3,22-29; Sal 104,1b-7; Lc 11,27-28.

[14 D  XXVIII Domenica del T. O. / B (S. Callisto I) Sap 7,7-11; Sal 89,12-17; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30].

Pasquale Giustiniani.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Padre, che hai fatto ogni cosa (698); Ti esalto, Dio, mio re (738).
Salmo responsoriale: Ritornello: Vita e benedizione (135); M° A. Parisi.
Processione offertoriale: Dov’è carità e amore (639).
Comunione: Amatevi, fratelli (611); Lo Spirito di Dio (559).
Congedo: Vergine del silenzio (595).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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