29 settembre 2019

La parabola del povero Lazzaro e del ricco benestante ci esorta a far buon uso delle ricchezze e ad avere premura per i piccoli e i poveri. Su queste cose saremo giudicati dopo la morte, per cui siamo invitati a convertirci finché c’è tempo.

L’ATTENZIONE AI POVERI VERIFICA LA NOSTRA FEDE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
DUE vie ci vengono presentate dalla parola di Dio: quella del giusto (II Lettura); e quella di chi gode con spensieratezza delle proprie ricchezze, senza preoccuparsi degli altri (I Lettura). Ritroviamo questo ritratto nel racconto del ricco dal cuore duro (Vangelo). Egli neppure si accorge del povero Lazzaro che siede alla sua porta, coperto di piaghe. L’indifferenza che vive oggi nel mondo che viene diverrà un muro invalicabile, che lo dividerà da Lazzaro.
Con un ribaltamento totale della situazione, il ricco sarà ora tormentato, mentre il povero Lazzaro gioirà nel seno di Abramo e di tutti i giusti. Chi ha creato questo muro, se non l’indifferenza del ricco? Ora lui chiede poco: non di essere liberato dai tormenti, ma di essere alleviato nella sua sofferenza con un po’ d’acqua. Ma neppure questo poco gli viene concesso, perché quando poteva farlo non ha saputo compiere il “poco” condividendo con Lazzaro ciò che cadeva dalla sua tavola. Egli poi domanda che Lazzaro vada ad avvertire i suoi fratelli. Non comprende che il vero segno da contemplare non è Lazzaro risorto dai morti, ma il povero che giace alla porta.

fr Luca Fallica, Comunità monastica Ss. Trinità di Dumenza

«CHE NON SI TRATTI SOLO DI MIGRANTI?»

Piccoli profughi del Sudan a Ventimiglia nel 2016. Foto Ansa / Luca Zennaro
NELLA Sacra Scrittura il comandamento dell’amore verso lo straniero è sempre inserito in una costellazione più vasta, cioè il rispetto e l’amore verso tutti coloro che sono in condizione di debolezza e di fragilità: l’anziano, l’orfano, la vedova, il cieco, il prigioniero. «Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli farete torto. Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lv 19,33-34).
Egli ha diritto alla nostra attenzione e al nostro aiuto per questo solo motivo: perché senza sostegno e bisognoso di tutto. Le stesse affermazioni le troviamo nelle parole di Gesù. Quando lasciamo che il nostro cuore si indurisca, si chiuda verso l’altro, chiunque egli sia, ecco che si inaridiscono in noi le fonti dell’amore.
Mi ha molto fatto riflettere quanto ci diceva mons. Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e Vescovo ausiliare di Roma: «Nell’inverno del 1989 morì a Roma di freddo un senza fissa dimora. Ci fu una indignazione generale, fino a chiedere le dimissioni del sindaco. In questo inverno sono morte a Roma di freddo dodici persone, nell’indifferenza e nel silenzio quasi generale». Che non si tratti solo di migranti? Che il nostro chiudere non solo i porti, ma i cuori, a chi cerca una salvezza, a chi fugge e spesso è vittima di tratta, non ci stia rendendo insensibili anche al grido di chi abbiamo vicino, e non stia impoverendo la nostra stessa umanità?

Don Giovanni De Robertis, Direttore generale Migrantes

RETE MONDIALE DI PREGHIERA DEL PAPA

Per l’Evangelizzazione: Perché il soffio dello Spirito Santo susciti una nuova primavera missionaria nella Chiesa.

Dei Vescovi: Perché il cammino catechistico e l’impegno missionario guidino alla conoscenza del mistero di Cristo, rivelato ai piccoli, ai semplici e ai lontani.

Mariana: Perché la Regina del Rosario ci sia maestra e modello di preghiera.

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, apriamo il nostro cuore a Gesù Cristo, la Parola di Dio, fondamento della nostra fede, nutrimento della nostra speranza e lievito di fraternità.

Preghiamo insieme e diciamo: Accogli la nostra preghiera, o Signore.

1. Signore, la tua Chiesa sia anche nel nostro tempo esempio di povertà evangelica e continui a testimoniare lo stesso spirito di solidarietà e di condivisione che ha caratterizzato la comunità apostolica, preghiamo:

2. Signore, i responsabili del bene pubblico siano impegnati a promuovere leggi che garantiscano una vita più dignitosa per i meno fortunati, preghiamo:

3. Signore, ognuno di noi possa leggere la propria vita come “buona battaglia della fede”, ravvivando il suo amore verso tutto ciò che è vero e buono, dà gioia e apre alla comunione, preghiamo:

4. Signore, la parabola del povero Lazzaro e del ricco epulone ispiri i membri di questa comunità all’uso saggio dei propri beni, con una gestione corretta e sempre attenta a chi è nel bisogno, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Signore Gesù, inviato dal Padre alla nostra umanità affaticata e oppressa, accogli la nostra preghiera e donaci una fede ricca di memoria e audace nella testimonianza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen

XXVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 2019

30 L S. Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Il Signore ha ricostruito Sion ed è apparso nel suo splendore. Il Vangelo invita ad usare nella nostra vita la logica del fanciullo. Il segreto della vera grandezza consiste nell’essere come i bambini, semplici e umili. S. Francesco Borgia; B. Felicia Meda. Zc 8,1-8; Sal 101,16-21.29.22-23; Lc 9,46-50.

01 M S. Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Il Signore è con noi. Gesù respinto dai Samaritani, che non lo vogliono nel loro villaggio, prosegue il suo cammino verso Gerusalemme. B. Luigi Maria Monti. Zc 8,20-23; Sal 86,1-7; Lc 9,51-56.

02 M Ss. Angeli custodi. Memoria (bianco). Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Gesù chiarisce ai suoi discepoli che per entrare nel regno dei cieli, occorre diventare come i bambini. I loro angeli vedono il volto del Padre che è nei cieli. B. Antonio Chevrier; S. Eleuterio. Es 23,20-23a; Sal 90,1-6.10-11; Mt 18,1-5.10.

03 G I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore. Gesù invia settantadue discepoli, a due a due davanti a sé, a preparare la sua venuta. Egli fornisce loro le indicazioni per l’efficacia della sua missione. S. Gerardo di Brogne; S. Candida; S. Dionigi l’Areopagita. Ne 8,1-4a.5-6.7b-12; Sal 18,8-11; Lc 10,1-12.

04 V S. Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Festa (bianco). Tu sei, Signore, mia parte di eredità. Gesù rende lode al Padre che ha rivelato il regno di Dio ai semplici e lo ha tenuto nascosto ai sapienti e ai dotti. Invita gli stanchi e gli oppressi ad accettare il suo “giogo” dolce e leggero. S. Petronio; S. Aurea. Gal 6,14-18; Sal 15,1-3.7-8.11; Mt 11,25-30.

05 S Il Signore ascolta i miseri. I discepoli rientrando dalla missione condividono il loro entusiasmo con Gesù. Il successo della predicazione rientra in una logica divina. S. Faustina Kowalska; B. Bartolo Longo; B. Alberto Marvelli. Bar 4,5-12.27-29; Sal 68,33-37; Lc 10,17-24.

[06 D XXVII Domenica del T. O. / C (S. Bruno) Ab 1,2-3; 2,2-4; Sal 94,1-2.6-9; 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10].
Oggi viene celebrata nel Tempio di San Paolo di Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de “La Domenica”.

Lucia Giallorenzo

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo
   
PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 
Inizio: Ti esalto, Dio, mio re (738); Tu sei come roccia (745).
Salmo responsoriale: da Il canto del salmo responsoriale (ElleDiCi 2011). Ritornello: Beato chi teme il Signore (401).
Processione offertoriale: Dov’è carità e amore (639).
Comunione: Mistero della cena (678); Lo Spirito di Dio (559).
Congedo: È un tetto la mano di Dio (643).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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