Domenica 21 settembre 2014

La vita cristiana, come ci indica il Vangelo, non si può organizzare su una contabilità di dare e avere rispetto a Dio, ma sulla sua grazia e i suoi doni che ci precedono sempre. Davanti al nostro egoismo, Dio manifesta la sua grande generosità

IL SIGNORE CI CHIAMA A TUTTE LE ORE DELLA GIORNATA

A uno dei primi il padrone disse: «Non posso fare delle mie cose quello che voglio? O tu sei invidioso perché io sono buono?».L’AMORE di Dio supera ogni forma di giustizia. Eccoci davanti ad una straordinaria parabola del Vangelo che indica l’apertura di Gesù verso tutti. La salvezza è iniziativa divina a cui ognuno è invitato a prendere parte, con gioia e senza limitazioni! Il nocciolo della parabola sta nell’atteggiamento degli operai della prima ora e di Dio nei confronti degli operai dell’ultima ora. Evidenziamo alcuni momenti: l’invito a lavorare nella vigna con uguale salario, il risentimento dei lavoratori della prima ora al termine della giornata. Dio chiama alla sua vigna tutti gli uomini a tutte le ore. I primi e gli ultimi sono tutti salvati dall’amore misericordioso di Dio, che supera ogni calcolo della giustizia umana. E l’apostolo Paolo (II Lettura) ci comunica il suo desiderio: agire come Cristo, glorificarlo nella vita. Per questo la celebrazione eucaristica, manifestazione di un amore puro e totale ci sollecita ad imitare il Padre celeste e a dire: «A quelli che si sentono lontani da Dio e dalla Chiesa, a quelli che sono timorosi e agli indifferenti: il Signore chiama anche te ad essere parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore!» (Papa Francesco, Evangelii gaudium n. 113).

A uno dei primi il padrone disse: «Non posso fare delle mie cose quello che voglio? O tu sei invidioso perché io sono buono?».

Mons. Alfredo Di Stefano, Segretario CAL

ALLELUIA: “LODATE IL SIGNORE”

Canto di preghiera nella Bibbia

Incipit dei Salmi. Nella lettera iniziale B al centro sono raffigurati in alto Dio benedicente e in basso Davide che canta i salmi. (Biblia Sacra, Codice di S. Antimo, XII sec. Montalcino, Museo Diocesano).INSIEME con le parole Amen (“è vero”, “credo”) e Osanna («donaci [o Dio] salvezza!»), il termine Alleluia è quello di origine ebraica che con più frequenza è ancora sulle nostre labbra e risuona nel canto durante le nostre celebrazioni. Nella sua origine ebraica, questo termine deriva dal verbo halàl, che significa “lodare”, e dal nome di Dio Yah, che è una abbreviazione di Yahwèh, “il Signore”. Il significato di Alleluia è quindi: «Lodate (in ebraico, allelù) il Signore (in ebraico, Yah)». È soprattutto il libro dei Salmi quello che, nella Bibbia, contiene maggiormente l’invito ai fedeli in preghiera a lodare il Signore con il canto dell’Alleluia. Questo spiega perché normalmente, (non in Quaresima), nella celebrazione eucaristica, ancora oggi l’Alleluia è inserito nel contesto del Salmo responsoriale, come canto di risposta alla Parola di Dio ascoltata e come lode di ringraziamento per il dono del Vangelo di Gesù Cristo, che verrà subito proclamato. Nel libro dei Salmi, inoltre va ricordato che alcune composizioni sono conosciute come Salmi alleluiatici (Sal 104-106; Sal 147-150: tutti contengono il canto festoso dell’Alleluia). Sono chiamate piccolo Hallel (= “lode”) le composizioni racchiuse nei Salmi 113-118, mentre il Salmo 136 è conosciuto come grande Hallel. Questi Salmi venivano cantati nelle grandi feste di Pasqua, di Pentecoste e delle Capanne: il loro contenuto, infatti, è una intensa lode al Signore per i grandi benefici concessi a Israele e per i suoi decisivi interventi nella storia della salvezza. Sono gli stessi Salmi cantati da Gesù e dai discepoli dopo la Cena pasquale, come un unico grande inno: «Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi» (Mt 26,30). Nel libro dell’Apocalisse, con il canto dell’Alleluia la comunità cristiana esprime la gioia di essere salvata e riconferma la sua fede nel Risorto con il suo corale Amen (Cfr Ap 19,1-8).

Incipit dei Salmi. Nella lettera iniziale B al centro sono raffigurati in alto Dio benedicente e in basso Davide che canta i salmi. (Biblia Sacra, Codice di S. Antimo, XII sec. Montalcino, Museo Diocesano). FOTO BONOTTO.

Primo Gironi, biblista

«Chiami tutti, Signore, a lavorare nella tua vigna. »

Chiami tutti, Signore, a lavorare nella tua vigna. C’è posto per tutti, ad ogni ora del giorno. Tanti vi hanno faticato più e prima di noi. Ci sono anche diversi operai dell’ultima ora. La paga è la stessa per tutti: sei tu stesso, Signore della vigna. Questo non sia mai per noi fonte di recriminazioni e di giudizio: anzi, fa’ che ci sentiamo onorati di averti prima conosciuto e servito e che esultiamo di gioia quando i più lontani si aprono alla salvezza.

A. G.

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, a Dio che largamente perdona, rivolgiamo la nostra preghiera. Egli che si manifesta in questa liturgia, facendosi vicino ad ognuno, ci conceda il suo infinito amore e il dono gratuito della sua salvezza.

Preghiamo insieme, dicendo::

A - Ascoltaci, o Signore!

1. Per la Chiesa, perché sia il luogo della misericordiagratuita dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato, incoraggiato a vivere il Vangelo, preghiamo

2. Per ogni famiglia, chiamata a trasmettere il dono prezioso della fede, perché i genitori educhino le nuove generazioni allo stile dell’accoglienza e della condivisione, preghiamo.

3. Per i giovani, che guardano il mondo del lavoro con grande speranza per il loro futuro, perché siano rispettate le attese e i diritti di ogni lavoratore, preghiamo.

4. Per noi qui riuniti, perché attraverso la celebrazione eucaristica domenicale, superiamo ogni forma di durezza e brevità di giustizia e di bontà, aperti al dialogo dell’amore tra Dio e l’uomo, preghiamo.

C - O Dio che ci concedi la possibilità di amare, rinnovando in noi il dono della salvezza, aiutaci ad avere i tuoi pensieri, a comportarci in modo degno del Vangelo, a glorificare in noi il Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

22 L Il giusto abiterà sulla tua santa montagna, Signore. Ecco la missione della Chiesa: irradiare nel mondo la luce di Cristo. Chi entra nelle nostre comunità deve poterla vedere. «Ognuno pensi che è trasmettitore di luce, altoparlante di Gesù». San Maurizio; San Silvano; Sant’Emerita. Pr 3,27-34; Sal 14, 2-5; Lc 8,16-18.

23 M San Pio da Pietrelcina, sacerdote. Memoria (bianco). Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi. La Chiesa non è una barriera al nostro rapporto con Cristo. Non è possibile incontrarlo standone al di fuori. Chi ascolta e vive la sua parola è la sua – e nostra – vera famiglia. Santi Zaccaria ed Elisabetta; San Lino. Pr 21,1-6.10-13; Sal 118,1.27.30.34-35.44; Lc 8,19-21.

24 M Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. Il Signore manda i Dodici in missione: l’unica forza in cui confidare è quella della parola che annuncia il regno di Dio e l’unico potere conferito è quello di risanare e portare salvezza. Beata Vergine Maria della Mercede; Sant’Anatalo; San Pacifico. Pr 30,5-9; Sal 118,29.72.89.101.104.113; Lc 9,1-6. 25 G Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. Il disincantato Erode non crede affatto alle voci popolari che ritengono Gesù il Battista redivivo. Ma il suo desiderio di vederlo non proviene da un’autentica ricerca. San Cleofa; San Sergio di Radonež; Beato Marco Criado. Qo 1,2-11; Sal 89,3-6.12-14.17; Lc 9,7-9.

26 V Benedetto il Signore, mia roccia. Chi è davvero il Signore per noi? La domanda fatta allora da Gesù rimbalza fino a noi come invito a penetrare il suo mistero seguendolo anche nel cammino della passione. Santi Cosma e Damiano (m.f.); San Nilo; Beata Lucia da Caltagirone. Qo 3,1-11; Sal 143,1.3-4; Lc 9,18-22.

27 S San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote. Memoria (bianco). Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. Non gli basta solo l’ammirazione, Gesù vuole il nostro amore. E l’amore vero sa condividere anche il dolore. San Bonfilio; San Caio. Qo 11,9 - 12,8; Sal 89,3-6.12-14.17; Lc 9,43b-45.

Agatino Gugliara, ssp

28 D XXVI Domenica del T. O./ A (San Venceslao)
Ez 18,25-28; Sal 24,4-9; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32].

Ricorda: Assisi, 28 settembre 2014 - Festa degli Angeli.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei 2009.
Inizio: Tu, festa della luce (380); Tutta la terra canti a Dio (310).
Salmo responsoriale: Modulo: M° A. Parisi;
Ritornello:Terra tutta, da’ lode a Dio (306).
Processione offertoriale: Molte le spighe (365).
Comunione: Mistero della cena (364); La buona novella (286).
Congedo: Sub tuum praesidium (221).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento

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