20 settembre 2026
L'invidia è veleno, ma la bontà di Dio sovverte le nostre logiche: impariamo a gioire del bene altrui come se fosse un dono fatto anche a noi. Oggi è la Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero.
IL SALARIO SARÀ IMMENSO!

P erché dare il medesimo salario a chi ha lavorato l'intera giornata e a chi ha lavorato solo un'ora? Questa la nostra reazione spontanea alla parabola del Vangelo. Ma, a dire il vero, perché non farlo? Perché essere invidiosi? Perché Dio sarebbe costretto ad agire secondo i nostri criteri? In realtà, sapere che i disegni e i modi di fare di Dio non sono simili ai nostri è un lietissimo annuncio: vi è una speranza sulla terra e per l'eternità che va ben oltre i nostri meriti! La tenerezza di Dio si espande su tutte le creature e la sua misura è di non avere misura, per riprendere le parole di san Bernardo. Ne era convinto l'apostolo Paolo. Per lui, vivere, vivere pienamente non è cavarsela e costruirsi un futuro con le proprie forze: per lui vivere è Cristo! Bisogna acconsentire a un disegno divino che non nega ma sovrasta il nostro pensiero. La vita vera è vivere di Gesù, con Gesù e per Gesù. In qualunque ora della nostra vita ci troviamo, il Padre ci chiama a vivere di Gesù lavorando con impegno alla vigna dell'amore reciproco. Il salario sarà immenso. Sempre sproporzionato rispetto al nostro lavoro!
fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. de Jérusalem - Vézelay FR
L'abbraccio con "sorella Morte"
Che cos'è il morire di un seme se non il suo puro abbandonarsi alla madre terra che lo ha accolto? Così, come un piccolo seme, frate Francesco morente «si fece deporre nudo sulla nuda terra». Un gesto simbolico, quasi liturgico: il ritorno al grembo originario che lo aveva partorito e che ora, come uomo, lo generava alla vita eterna. A contatto con la terra respirava il proprio humus, ciò di cui l'umano è plasmato e, per questo, libero, cantava: «Laudato si', mi' Signore...».
Dopo otto secoli questa immagine, suggestiva e sobria allo stesso tempo, sembra ridire all'uomo la grande verità che spesso dimentica: è nella nudità e fragilità della condizione umana che ritroviamo la bellezza della nostra forma originaria, quell'umiltà (da humus) che ci restituisce a noi stessi, liberi di essere quello che siamo realmente. Spoglio di ogni apparenza, l'uomo rimane quello che è, riconciliato nel suo limite creaturale, nudo senza provare vergogna o voler intrecciare foglie di fico per coprirsi, consegnato nella sua verità più profonda. Poiché «tanto vale l'uomo quanto è davanti a Dio e non di più» (san Francesco).
Francesco abbracciava sorella Morte segnato già da un altro abbraccio: quello con Cristo crocifisso, che aveva impresso nel suo corpo i segni del suo amore trasformante: a ricordarci che andiamo a Dio con tutto quello che siamo e che, ciò che ha bagnato di amore e di dolore la nostra vita, diviene, in Cristo, evento pasquale.
San Francesco ci ricorda anche che con il corpo si vive, con il corpo si muore, ma anche che con il corpo si risorge! Poiché è «morendo che si risuscita a vita eterna» (Preghiera semplice). La morte non è solo il passaggio all'eternità della nostra anima immortale, ma la promessa che risorgeremo con tutto quanto siamo stati. Il nostro «corpo spirituale» (cfr. 1Cor 15,44), come seme germogliato, lascerà trasparire dalle sue stesse ferite i segni della sua identità umano-divina più personale e profonda.
Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, l'amore di Dio supera ogni regola di giustizia umana e dona con generosità anche a chi arriva per ultimo. Affidiamoci alla sua sapienza infinita, perché anche il nostro desiderio di giustizia sia sempre radicato nell'amore.
Lettore - Con fede diciamo:
Donaci, Signore, un cuore umile.
1. Per la Chiesa: aperta al mondo con il cuore di Cristo, sappia testimoniare con gioia la carità e la misericordia di Dio. Preghiamo:
2. Per la nostra società: offra ai giovani messaggi veri e pieni di speranza, li accompagni nella scoperta della loro vocazione e li ispiri ad abbracciare la concretezza della speranza cristiana. Preghiamo:
3. Per i nostri sacerdoti: siano sostenuti dalla preghiera e da gesti di generosa vicinanza, così che possano dedicarsi con rinnovato entusiasmo al ministero dell'annuncio del Vangelo e ai Sacramenti. Preghiamo:
4. Per quanti lavorano nella "vigna del Signore": vivano il proprio servizio come un onore e una grazia, con gioia e fedeltà. Preghiamo:
5. Per la nostra comunità: alimentata dalla Parola di Dio e dall'Eucaristia, sperimenti intensamente la fraternità come dono prezioso dello Spirito. Preghiamo:
Intenzioni della comunità locale.
C - Padre santo, che scruti i cuori e accogli con tenerezza chi si avvicina a te con umiltà filiale, metti nei nostri cuori quell'amore che non giudica e non condanna, ma si fa dono generoso. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
21-27 settembre 2026
21 L S. Matteo ap. ev. (f, rosso). Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. Dio non cerca i perfetti, ma chi ha bisogno di essere guarito. S. Maura. Ef 4,1-7.11-13; Sal 18; Mt 9,9-13.
22 M Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi. Camminare nella volontà del Padre e sentire Dio nella vita ci rende veri parenti di Gesù. S. Emerita; S. Maurizio; S. Silvano. Pr 21,1-6.10-13; Sal 118; Lc 8,19-21.
23 M S. Pio da Pietrelcina (m, bianco). Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. Gesù ci invita ad andare nel mondo senza zavorre, testimoniando il Regno che viene. Ss. Zaccaria ed Elisabetta; S. Lino. Pr 30,5-9; Sal 118; Lc 9,1-6.
24 G Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. La domanda di Erode, «Chi è dunque costui?», è decisiva per ogni discepolo. E per me chi è Gesù? B.V. Maria della Mercede; S. Rustico; S. Pacifico. Qo 1,2-11; Sal 89; Lc 9,7-9.
25 V Benedetto il Signore, mia roccia. Il vero ascolto nasce dalla preghiera che diventa annuncio e conoscenza della volontà del Padre. S. Sergio di Radonez; B. Marco Criado. Qo 3,1-11; Sal 143; Lc 9,18-22.
26 S Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. Annunciando la sua passione, Gesù invita a una fede che non si ferma all'entusiasmo, ma accoglie anche ciò che è difficile da comprendere. Ss. Cosma e Damiano (mf); S. Nilo. Qo 11,9 - 12,8; Sal 89; Lc 9,43b-45.
27 D XXVI Domenica del T.O. / A. XXVI sett. del T.O. - II sett. del Salterio. S. Vincenzo de' Paoli; S. Caio; S. Bonfilio. Ez 18,25-28; Sal 24; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32.
Proposte per i canti
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Padre, che hai fatto ogni cosa (698); La creazione giubili (668). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Gustate e vedete (101). Processione offertoriale: Signore, fa' di me (726). Comunione: Un solo Signore (756); Passa questo mondo (702). Congedo: O povertà (696). 

