13 settembre 2026

Il perdono cristiano non ha limiti. Applica questa legge: quando il rancore ritorna, perdona ancora! Ricorda l'immenso debito che Dio ha condonato a te.


NON ODIARE... DIMENTICA GLI ERRORI ALTRUI!


«Se tuo fratello commetterà una colpa...». Gesù colloca la correzione fraterna nel cuore della vita comunitaria. Essa non nasce dal bisogno di avere ragione, ma dalla responsabilità per l'altro, per non lasciarlo solo nel suo errore. Prima ancora del peccato, viene la relazione. Il percorso indicato da Gesù è graduale e delicato: dal faccia a faccia, dove la parola può ancora salvare senza umiliare, al coinvolgimento della comunità, non per schiacciare ma sempre per sostenere e guadagnare il fratello. Il linguaggio è sorprendente: il fratello è un bene prezioso, che non si può rischiare di perdere, e la correzione è un atto di custodia. Ognuno deve sentire la responsabilità di essere come sentinella per il fratello (I Lettura) per vegliare su di lui come un angelo o un compagno di vita. Chi tace per paura o quieto vivere può cadere nella mancanza di amore, chi, invece, interviene è perché non si rassegna alla perdita del fratello e sa che anche la parola più scomoda può trasformarsi in luogo di salvezza perché «la carità non fa alcun male al prossimo» (II Lettura) in quanto diventa verità senza durezza, coraggio senza violenza, fedeltà anche quando costa.

don Tiberio Cantaboni

La «Regola» di san Benedetto. L'equilibrio della vita cristiana

Monumentale ed essenziale, esigente ed equilibrata, la Regola di san Benedetto da Norcia (480-547) è uno dei capolavori della letteratura religiosa cristiana. Scritta intorno all'anno 530, è un vero e proprio compendio della Sacra Scrittura: composta di 73 capitoli, espone le linee-guida per coloro che si avvicinano alla vita spirituale e chiedono di mettersi alla scuola del divino Maestro per progredire nella ricerca di Dio. Nell'intento di formare l'uomo delle Beatitudini, si incoraggia all'amore per Cristo, si sottolinea il valore e l'importanza del lavoro unito alla preghiera, si richiama alla cura dei rapporti di rispetto e di comunione tra i fratelli monaci che, sotto la guida dell'abate, devono rispecchiare l'ideale di vita della prima comunità di Gerusalemme, descritto negli Atti degli Apostoli e testimoniato esemplarmente dai primi Padri del deserto. La Regola, puntuale nel trattare anche gli aspetti relativi all'organizzazione del monastero e alle relazioni esterne ad esso, attinge anche alle fonti della spiritualità orientale, veicolando la bellezza di un'esperienza cristiana che si nutre della sapienza degli antichi Padri. Diffusasi velocemente in Occidente, essa divenne anche il testo di riferimento per monasteri non appartenenti all'Ordine benedettino, mentre in questi la consuetudine (che permane tuttora) di leggere ogni giorno un breve passo della Regola accomuna i monaci nella "memoria" della persona di Gesù, cercato e seguito in tutti i particolari della giornata. Fonte di una teologia che attinge all'esperienza di Dio verso il quale indirizzare l'intelligenza e il cuore, la Regola ci attesta il fascino e la serietà del cammino del ritorno a Dio «attraverso la solerzia dell'obbedienza a Colui dal quale ci si è allontanati per l'ignavia della disobbedienza» (Prologo 2). Un testo prezioso da conoscere per vivere il Vangelo come veri discepoli che vogliono seguire il cammino di Gesù, mettere ordine nella propria vita e desiderare di giungere alla lieta "visione" di Dio.

don Giuseppe Militello

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, benediciamo il Signore che ci ha colmati di benefici e ci corona di grazia e di misericordia. Grati della sua misericordia verso di noi, esaltiamo la potenza del suo nome con la nostra preghiera.

Lettore - Diciamo insieme:
 Dio d'amore, salvaci.

1. Perché la Chiesa sia, anche per i lontani, fedele amministratrice dei doni di Dio, servendo ogni persona con umiltà e gratitudine e obbedendo al Signore che vuole salvare tutti. Preghiamo:
2. Perché la testimonianza cristiana, alla luce dell'azione e dell'amore di Dio, superi la logica del mondo, spesso mossa da odio, collera e vendetta, portando riconciliazione e pace. Preghiamo:
3. Perché i peccatori sperimentino attraverso il nostro perdono le abbondanti ricchezze della misericordia di Dio. Preghiamo:
4. Perché la nostra vita e la nostra morte si compiano nella comunione con Cristo, che è morto e ritornato alla vita per essere il Signore dei vivi e dei morti. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Padre, che perdoni tutte le colpe e guarisci tutte le malattie, salva dalla fossa la nostra vita, non ci trattare secondo i nostri peccati e manifestaci ancora una volta la tua grande misericordia. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.

14-20 settembre 2026

14 L ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE (f, rosso). Non dimenticate le opere del Signore! Contempliamo Gesù sulla Croce, trono scomodo che rivela il suo amore per l'umanità e ci attrae a sé. S. Gabriele T. Dufresse. Nm 21,4b-9 opp. Fil 2,6-11; Sal 77; Gv 3,13-17.
15 M B.V. Maria Addolorata (m, bianco). Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida. Gesù affida la Chiesa a sua madre nel testamento d'amore: la nuova Eva ci aiuti a vivere come veri figli. S. Caterina da Genova. 1Cor 12,12-14.27-31a; Sal 99; Gv 19,25-27 opp. Lc 2,33-35.
16 M Ss. Cornelio e Cipriano (m, rosso). Beato il popolo scelto dal Signore. La vera sapienza nasce dall'umiltà di chi si lascia interpellare e riconosce l'opera di Dio nei suoi frutti. S. Eufemia; S. Ludmilla. 1Cor 12,31-13,13; Sal 32; Lc 7,31-35.
17 G Rendete grazie al Signore perché è buono. Colui al quale molto è perdonato, molto ama. Il cuore riconoscente accoglie la misericordia di Dio. S. Roberto Bellarmino (mf); S. Ildegarda di Bingen (mf). 1Cor 15,1-11; Sal 117; Lc 7,36-50.
18 V Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto. La Chiesa è comunione di battezzati: ciascuno deve impegnarsi al servizio del Vangelo. S. Arianna; S. Eustorgio; S. Giuseppe da Copertino. 1Cor 15,12-20; Sal 16; Lc 8,1-3.
19 S Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi. Dio semina nel cuore degli uomini il seme dell'amore: può germogliare se rimuoviamo sassi e zizzania. S. Gennaro (mf); S. Mariano; S. Ciriaco. 1Cor 15,35-37.42-49; Sal 55; Lc 8,4-15.

20 D XXV Domenica del T.O. / A. XXV sett. del T.O. - I sett. del Salterio. Ss. Andrea Kim Tae-gon, Paolo Chong Ha-sang e c. Is 55,6-9; Sal 144; Fil 1,20c-24.27a; Mt 20,1-16.

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Ti esalto, Dio, mio re (738); Cristo, Gesù salvatore (633). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Canterò per sempre l'amore del Signore! (403-404). Processione offertoriale: Dov'è carità e amore (639). Comunione: Amatevi, fratelli (611); Come tu nel Padre (627). Congedo: Vergine del silenzio (595).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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