3 Settembre
Gesù rende lode al Padre per avere riservato i segreti della grazia e della gioia del Vangelo ai piccoli, cioè a coloro che si accontentano di essere guardati e giudicati dagli occhi di Dio, negandola invece ai presuntuosi, che, chiusi nella loro superbia, si considerano sapienti e dotti. Oggi ricorre la Domenica del Mare.
Pensare secondo Dio

I discepoli hanno compreso chi sia veramente Gesù: «il Cristo, il Figlio del Dio vivente». È ora necessario che il Maestro cominci «a spiegare ai suoi» una lezione molto difficile da comprendere (Vangelo): egli deve realizzare il piano di Dio, anzitutto con il compito doloroso e umiliante del “servo sofferente” fino a «venire ucciso e risorgere» come Messia glorioso. Pietro cerca di distoglierlo da questo piano e riceve un durissimo rimprovero, perché diventa “scandalo”, non pensando «secondo Dio, ma secondo gli uomini». Gesù presenta poi il suo “manifesto”, che va oltre ogni logica umana ed è impressionante per le sue esigenze radicali. Non fa promesse allettanti, non cerca applausi o facili consensi. Vuole invece discepoli forti, disposti a vincere sé stessi e a perdere anche la propria vita per causa sua. Il profeta Geremia, “sedotto” da Dio (I Lettura), sperimenta l’intima sofferenza a cui lo espone la parola di Jahvè. Vorrebbe desistere, ma «un fuoco ardente» lo consuma e lo costringe a continuare. L’apostolo Paolo (II Lettura) esorta anche noi, perché il nostro modo di pensare e di agire sia sempre secondo la volontà di Dio e non secondo il mondo.
padre Giovanni Crisci, frate cappuccino
Stare soli e aprirsi all’Altro, Elogio della solitudine
La solitudine non è isolamento; è l’essere da soli, non il sentirsi soli. A volte è connessa con il viaggio perché per trovare la solitudine si deve mettere una certa distanza dal quotidiano. Vi sono luoghi fatti per stare soli, ve ne sono altri che fanno desiderare di essere soli. Questi luoghi fanno bene all’anima se dopo averli abitati ci fanno desiderare di tornare al quotidiano, dove riprendiamo a frequentare l’altro. Se, al contrario, ci isolano, allora possono diventare prigioni, catene che legano e rendono difficile il ritorno. Non sempre il luogo della solitudine richiede di essere raggiunto fisicamente e non sempre ci è possibile raggiungerlo. Importante è avere nel cuore questi luoghi e in essi trovare rifugio, conforto e consolazione. I nostri luoghi della solitudine, se sono veramente tali, sapranno raggiungerci lì dove siamo. Il vero viaggio, la presa di distanza dal quotidiano, allora, sarà a carico dello spirito e non del corpo. I luoghi della solitudine sono luoghi della perfezione, perché in essi nulla manca e nulla è in eccesso; in essi ritroviamo l’unica cosa tanto necessaria eppure tanto gratuita e disponibile per chi la cerca effettivamente: la solitudine. L’essere in solitudine, quindi, non è un fatto di per sé negativo, ma, piuttosto, una possibile modalità di percepire il tempo e lo spazio, e di riempirli della nostra presenza. La qualità del nostro sostare nella solitudine dice molto del rapporto che abbiamo con noi stessi. Chi teme la solitudine, spesso teme anche di stare solo con sé stesso. Un grande maestro spirituale del XX secolo, Henri J. Nouwen, riflettendo sul desiderio di comunione insito in ognuno (vivere bene i propri legami, appartenenze e doveri verso gli altri), descrive la vita come un viaggio verso la pienezza; viaggio che inizia e finisce nel cuore di Dio. È un itinerario che parte dalla solitudine e nel quale incontriamo non solo Dio ma anche il nostro vero io. Qui, finalmente, la nostra inesauribile sete di comunione può sperare di essere soddisfatta. Nella solitudine, infatti, non ci si stringe al proprio spirito, ma si desidera ardentemente un altro spirito, non ci si rinchiude nel proprio cuore, ma si sente l’estremo bisogno di un altro cuore. È la solitudine della preghiera, in cui l’ascolto diventa obbedienza. «La solitudine è dove Gesù ascoltava Dio. E dove noi ascoltiamo Dio. La solitudine è dove inizia la comunità » (Una spiritualità per la vita, Queriniana 2017).
don Pietro Roberto Minali, ssp
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, alla scuola del Vangelo, illuminati dallo Spirito Santo, chiediamo la grazia di imparare ogni giorno a pensare e agire secondo Dio e non secondo gli uomini.
Lettore - Diciamo con umile fiducia:
Donaci la tua sapienza, Signore.
1. Per la Chiesa: testimoni e annunci sempre che solo in Gesù si può trovare la gioia vera di una vita salvata dall’amore. Preghiamo:
2. Per i potenti della terra: nell’esercizio delle loro funzioni scelgano di stare a fianco di Dio, che guarda con particolare predilezione i piccoli e gli ultimi. Preghiamo:
3. Per il mondo della scuola: sia sempre più luogo di formazione umana e di crescita spirituale, morale e culturale per alunni e docenti. Preghiamo:
4. Per noi che celebriamo questa Eucaristia: incorporati in Cristo impariamo a rompere la catena dell’odio e della vendetta con gesti di sincera carità e di perdono. Preghiamo:
Intenzioni della comunità locale. C - O Padre, donaci il tuo Spirito di sapienza e di fortezza per essere pronti anche a perdere la nostra vita a causa di Gesù Cristo, tuo Figlio, sicuri di guadagnarla per l’eternità.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A - Amen.
Calendario liturgico: (9 -10 Settembre 2023)
4 L Il Signore viene a giudicare la terra. Gesù nella sinagoga di Nazaret si presenta mandato dallo Spirito. Sin dall’inizio il suo ministero si svolge tra avversità e rifiuto. S. Rosalia; B. Caterina Mattei.
1Ts 4,13-18; Sal 95; Lc 4,16-30.
5M Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Nella sinagoga di Nazaret, Gesù presenta sé stesso e il suo ministero come compimento della Parola annunciata dal profeta Isaia. S. Quinto; S. Teresa di Calcutta. 1Ts 5,1-6.9-11; Sal 26; Lc 4,31-37.
6 M Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre. La guarigione della suocera di Pietro indica che alla generosità di Dio verso di noi deve corrispondere l’amore nel servizio ai fratelli. S. Magno; S. Onesiforo.
Col 1,1-8; Sal 51; Lc 4,38-44.
7 G Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza. Gesù ci offre sempre una via d’uscita dai nostri fallimenti, con esiti che superano le nostre aspettative. S. Grato di Aosta; S. Regina; B. Giovanni B. Mazzucconi.
Col 1,9-14; Sal 97; Lc 5,1-11.
8 V Natività B.V. Maria (f, bianco). Gioisco pienamente nel Signore. Maria, fidandosi e affidandosi allo Spirito Santo, partecipa al disegno di salvezza di Dio per l’umanità. S. Sergio I; B. Federico Ozanam.
Mi 5,1-4a opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23.
9 S Dio è il mio aiuto. Gesù, definendosi “Signore del sabato”, afferma il suo essere Figlio di Dio. S. Pietro Claver (mf); S. Giacinto; B. Giacomo D. Laval.
Col 1,21-23; Sal 53; Lc 6,1-5.
10 D XXIII Domenica del T.O. / A. XXIII sett. del T.O. - III sett. del Salterio. S. Nicola da Tolentino; S. Nemesio. Ez 33,1.7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20.
Lucia Giallorenzo
Salmo

PROPOSTE PER I CANTI:da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed.
Inizio: Cristo Gesù, Salvatore (633); Terra promessa (735).
Salmo responsoriale: M° S. Militello; oppure: Ha sete di te, Signore (416).
Processione offertoriale: Salga da questo altare (309).
Comunione: Mistero della cena (678); In te la nostra gloria (512).
Congedo: O Vergine purissima (589).
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