21 Luglio
Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio è la risposta di Gesù a una domanda tranello. È chiaro che solo a Dio si deve dare tutta la nostra persona e che, al contempo, va dato il proprio contributo leale alle istituzioni civili. Questo Gesù lo insegnerà con la sua vita e l’obbedienza della Croce, quando i suoi avversari sceglieranno di stare dalla parte del potere umano e non dalla parte di Dio. Oggi ricorre la 97a Giornata missionaria (colletta obbligatoria).
Un fuoco di amore nel cuore del mondo
Agli apostoli rientrati dalla missione e carichi di umanità toccata e guarita, Gesù propone un riposo ben meritato perché sa benissimo che stare con lui è come tornare alla sorgente per ritemprarsi e capire che per essere disponibili con gli altri bisogna prima di tutto appartenersi e riconquistare l’unità della propria intimità. Ma poi, sollecitato dalla folla che lo cerca, rinuncia al suo proposito per accoglierla e istruirla amorevolmente. Mosso da viscerale tenerezza egli istruisce, quelle persone che lo cercano, sulla parola di salvezza di Dio. Era partito con una proposta ai suoi discepoli, ora è pronto anche a cambiare programma perché la gente conta di più, perché prima vengono le pecore smarrite. La Chiesa è nata dal fuoco di amore acceso da Cristo, e noi siamo suoi discepoli quando questo fuoco arde anche nelle nostre vene. Solo quando ci si commuove il mondo entra nel cuore. La vera compassione per gli altri (non solo per sé stessi), per gli ultimi e coloro che hanno perso il senso della vita, è il segno che questo mondo può ancora sperare e rinnovarsi. Da Gesù oggi impariamo che l’amore non va in vacanza, non ha mai tregua finché c’è gente che invoca giustizia e fraternità.
don Donato Allegretti
Una tenda per i viaggiatori dell’autostrada del Sole
Il viaggiatore che percorre l’autostrada A1, all’altezza di Firenze Nord-Bisenzio si trova di fronte a una maestosa (può contenere anche 800 persone) chiesa-tenda che lo invita a sostare, a fermarsi, a riposarsi; è appunto la chiesa dedicata a San Giovanni Battista, progettata dal famoso architetto Giovanni Michelucci (1891-1990) e consacrata il 5 aprile 1964, dall’allora arcivescovo di Firenze, il cardinale Ermenegildo Florit. «Questa chiesa è una piccola città – scrisse l’architetto –, uno spazio modulato nel quale gli uomini, incontrandosi, dovrebbero, se il linguaggio architettonico ha raggiunto la sua efficacia, riconoscersi in un interesse e in una speranza comune, che è quella di “ritrovarsi”». In effetti, la chiesa è un luogo sacro che apre le porte a viaggiatori occasionali, ad abitanti di Prato, di Firenze Peretola, di Campi, di Calenzano…
Unisce in sé, simbolicamente, nella forma di tenda, l’antica vita nomade del popolo eletto; la vita moderna che anela a deserti dell’anima per rivitalizzarsi; il desiderio di vivere in un eremo-agorà. Sensazioni spirituali stimolate, oltre che dalla grandiosa architettura michelucciana, anche dagli altorilievi di bronzo di Emilio Greco e Venanzo Crocetti sui santi patroni delle città da Milano a Napoli, dal maestoso portone di bronzo di Pericle Fazzini e dal fonte battesimale a forma di pozzo.
Tra i primi visitatori pellegrini ci fu san Giovanni Paolo II che allora, nel 1965, si recava da Cracovia a Roma in occasione del Concilio Vaticano II; nel registro delle presenze scrisse: «Deus adiuvet in ministerio». Fa piacere notare come frequentemente arrivano pellegrini, turisti e architetti da tutto il mondo; ciò significa che nella architettura sacra moderna è una delle chiese più belle, degna di essere visitata anche da chi sta all’altro capo del mondo. don Vincenzo Arnone
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, Dio Padre ha donato a noi il suo Figlio Gesù, pastore buono e compassionevole delle pecore. Chiediamo al Signore di condividere la sua compassione di fronte alle miserie del mondo.
Lettore - Diciamo insieme: Signore, ascolta la nostra preghiera.
1. Per i pastori della Chiesa e i consacrati: siano come Gesù a pieno servizio del gregge, disposti anche a dare la vita per il popolo di Dio. Preghiamo:
2. Per i capi di Stato, gli uomini di governo e gli amministratori della cosa pubblica: non abusino del loro potere, ma vivano le loro responsabilità con atteggiamento di servizio verso tutti e specialmente i più deboli. Preghiamo:
3. Per i giovani, il cui cammino è insidiato dai falsi maestri e guide di una società e una cultura che disprezzano i valori cristiani: incontrino in Cristo Gesù il vero Maestro e la vera Guida che offre loro un degno ideale di vita. Preghiamo:
4. Per la nostra comunità: ognuno renda la sua testimonianza alla risurrezione di Cristo con gesti concreti di giustizia, di carità, di riconoscenza e di condivisione dei doni che ha ricevuto da Dio. Preghiamo: Intenzioni della comunità locale.
C - Padre buono, ti abbiamo presentato le nostre suppliche. Accoglile ed esaudiscile secondo la tua volontà. Continua a benedire la tua Chiesa, i suoi pastori buoni e fedeli, e il popolo dei tuoi figli in cammino versa la patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
Calendario liturgico:(22-28 luglio 2024)
22 L S. Maria Maddalena (f, bianco). Ha sete di te, Signore, l’anima mia. Maria di Màgdala è l’Apostola degli Apostoli, è lei che per prima ha dato loro l’annuncio della Risurrezione: «Ho visto il Signore». S. Gualtiero; B. Agostino da Biella. Ct 3,1-4a opp. 2Cor 5,14-17; Sal 62; Gv 20,1-2.11-18.
23 M S. BRIGIDA patr. d’Europa (f, bianco). Benedirò il Signore in ogni tempo. Il discepolo, come tralcio legato alla vite, può portare frutto se conserva il vitale legame d’amore con Gesù. S. Giovanni Cassiano. Gal 2,19-20; Sal 33; Gv 15,1-8.
24 M La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia. La parabola del seminatore ci mette di fronte alla domanda: e io che tipo di terreno sono per la Parola di Dio? S. Charbel Makhluf (mf); S. Cristina di Bolsena; S. Eufrasia. Ger 1,1.4-10; Sal 70; Mt 13,1-9.
25 G San Giacomo ap. (f, rosso). Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. Chi vuol seguire Gesù lo deve fare con umiltà, con giuste ambizioni, ed essere pronto anche a condividerne le sofferenze e la passione. S. Cristoforo; B. Antonio Lucci. 2Cor 4,7-15; Sal 125; Mt 20,20-28.
26 V Ss. Gioacchino e Anna (m, bianco). Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge. Il cuore di chi accoglie la Parola è come un terreno buono nel quale crescere e fruttifica l’amore. S. Tito Brandsma. Ger 3,14-17; Cant. Ger 31,10-13; Mt 13,18-23.
27 S Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! In questa vita sempre il seme cresce con la zizzania. Bisogna saper attendere il tempo opportuno per estirparla, perché non avvenga che cogliendo la zizzania, con essa si sradichi anche il grano. S. Pantaleone; S. Celestino I; B. Raimondo Palmerio. Ger 7,1-11; Sal 83; Mt 13,24-30.
28 D XVII Domenica del T.O. / B. XVII sett. del Tempo Ordinario - I sett. del Salterio. Ss. Nazario e Celso. 2Re 4,42-44; Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15.
Lucia Giallorenzo
Salmo
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed.
Inizio: La creazione giubili (668); Tutti accorriamo (753).
Salmo responsoriale: M° S. Militello;
oppure: Il Signore è il mio pastore (88).
Processione offertoriale: Se voi avete fame (310).
Comunione: Hai dato un cibo (658); Il Signore è il mio pastore (661).
Congedo: Santa Maria del cammino (593).

