Domenica 10 agosto 2014

Oggi il Signore Gesù ci domanda di affidarci a lui con piena fiducia. Malgrado il vento e la tempesta (come nel racconto evangelico), malgrado il dubbio e i timori egli ci chiama. La fede è la garanzia della presenza di Cristo anche nei momenti più dolorosi, e questa presenza reca calma, pace e serenità.

«CORAGGIO, SONO IO, NON ABBIATE PAURA!»

Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».LA liturgia di questa Domenica ci invita a un serio discernimento per comprendere quali siano i veri segni di Dio nella storia dell’umanità. Spesso vorremmo riconoscerli in luoghi o in avvenimenti particolari: Elìa (I Lettura) sul monte pensa che Dio sia ora nel vento impetuoso, ora nel terremoto, ora nel fuoco, ma il Signore in realtà non era lì: la sua presenza è data dal sussurro di una brezza leggera, quasi impercettibile, a indicare che solo chi attende e non pretende un segno eclatante è in grado di scorgere il Signore e di entrare in relazione con lui. Così gli apostoli, sballottati sulla barca in un mare in tempesta, possono provare pace e serenità solo quando passano dal timore che Gesù sia un fantasma, alla consapevolezza della sua presenza rasserenante e amorosa. Pietro, fidandosi della parola del Maestro cammina sulle acque, fin quando non dubita lasciando prevalere in lui la logica umana e non la fede nel Signore (Vangelo). L’invito è chiaro e proviene dal Salmo: aprire gli orecchi e gli occhi della fede per ascoltare che cosa dice Dio e comprendere che la sua Parola è davvero salvezza.

Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!».

Tiberio Cantaboni

APOCALISSE

Il drago vuole divorare il bambino. (Ap 12,3-4). (Padova, Battistero del Duomo. Giusto Menabuoi, sec. XIV).CARATTERIZZATO dal ricorso alle visioni e ai simboli, alle immagini e ai fenomeni naturali, il linguaggio dell’apocalittica (da cui deriva il termine “apocalisse”), si è sviluppato nell’ambiente ebraico – e in seguito in quello cristiano – fra il III secolo a.C. e il II secolo d.C. Nella sua origine greca, il termine apokàlypsis (“apocalisse”) significa “rivelazione”, “svelamento”, “manifestazione”. Con il linguaggio apocalittico, particolarmente usato nei momenti più drammatici della storia del popolo biblico e delle prime comunità cristiane perseguitate, ci si proponeva infatti di “rivelare” le parole confortatrici rivolte da Dio ai suoi fedeli e di rassicurarli che il suo intervento avrebbe riportato la vittoria del bene sulle forze del male. Il ricorso a questo linguaggio “cifrato”, particolarmente presente nei libri profetici della Bibbia e in diversi scritti del Nuovo Testamento (pensiamo solo al libro dell’Apocalisse), era motivato dal fatto che chi scriveva voleva evitare ogni riferimento diretto ai personaggi e alle vicende narrate, per non rischiare di esporre maggiormente al pericolo la vita delle singole persone e delle comunità coinvolte. I simboli e le immagini più frequenti nella letteratura apocalittica si ispirano al mondo dell’uomo (le parti del suo corpo, le vesti, il sangue, le armi) e al mondo degli animali (descritti ora come immagini di feroce violenza, ora come rappresentazione dei persecutori e dei nemici, o come strumenti di punizione per l’uomo: Vedi il libro di Daniele e l’Apocalisse). Come pure si ispirano al simbolismo dei colori (il bianco, il rosso, la luce, le tenebre, il buio) e ai fenomeni atmosferici e naturali (il fuoco, la tempesta, il terremoto, il fumo, i fulmini, il mutamento degli astri, del sole e della luna). Nel leggere la Bibbia occorre saper “decifrare” questo linguaggio, per non correre il rischio di interpretare le immagini e i simboli alla lettera e così trasformare il messaggio di consolazione e di vittoria che essi trasmettono in una visione catastrofica del mondo e della storia. È ciò che il termine “apocalisse” non intende dire, anche se oggi questo è il significato che erroneamente e senza fondamento si è maggiormente diffuso.

Il drago vuole divorare il bambino. (Ap 12,3-4). (Padova, Battistero del Duomo. Giusto Menabuoi, sec. XIV).

Primo Gironi, biblista

«Signore, quando il vento contrario soffia sulla nostra vita abbiamo difficoltà a capire...»

Signore, quando il vento contrario soffia sulla nostra vita abbiamo difficoltà a capire il senso degli eventi. È allora, che come Pietro nel mare in tempesta, invochiamo fiduciosi il tuo aiuto. Confidando nelle nostre forze rischiamo di affondare: tendi la tua mano e salvaci da ogni paura. La fede ci sorregge facendoci vincere ogni timore. Con Te noi siamo al sicuro.

Lucia Giallorenzo

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, invochiamo l’aiuto del Signore per la nostra vita, manifestando con la preghiera comunitaria la nostra fiducia in lui.

Preghiamo dicendo:

A - Signore, nostra salvezza, ascoltaci.

1. Per la Chiesa, barca di Pietro sballottata nella storia dell’umanità: affronti le difficoltà confidando solo nella presenza di Cristo. Preghiamo.

2. Per i catechisti e gli operatori pastorali: vivano il loro impegno nella consapevolezza di essere umili servi del Vangelo. Preghiamo.

3. Per gli sfiduciati, i disoccupati, quanti hanno gravi sofferenze: il Signore si faccia loro vicino e li inviti a non temere e a rinnovare la speranza nella vita. Preghiamo.

4. Per noi, che partecipiamo al banchetto eucaristico: possiamo riconoscere il Signore che si fa accanto a noi per elargirci il suo bene. Preghiamo. Intenzioni della comunità locale.


C -  Soccorri i tuoi figli, Signore, e infondi in noi il dono dello Spirito, perché, vedendo esaudite le nostre umili richieste, possiamo elevarti il canto della lode e della speranza. Per Cristo nostro Signore

A - Amen.

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

11 L Santa Chiara, vergine. Memoria (bianco). I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. La consapevolezza di essere cittadini nel regno dei cieli, inscritti addirittura come “figli”, non deve essere motivo di inciampo per gli “estranei”. Quanto è attuale questo ammonimento! San Cassiano; San Ruffino. Ez 1,2-5.24-28c; Sal 148,1-2.11- 14; Mt 17,22-27.

12 M Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, Signore. Nel regno dei cieli, formato da “figli”, non ci sono “i grandi” e, perciò, neppure motivo per disprezzare gli altri; uguale deve essere la diligenza perché nessuno si perda. Santa Giovanna Francesca Chantal (m.f.); Sant’Ercolano. Ez 2,8 – 3,4; Sal 118,14.24.72.103.111.131; Mt 18,1-5.10.12-14.

13 M Più alta dei cieli è la gloria del Signore. Nel regno di Dio, formato da “figli”, tutti sono “fratelli”. Non solo si deve perdonare, ma “riconquistare” il perdonato. La presenza benevola del Signore nella comunità è condizionata dal perfetto “accordo”. San Ponziano e Ippolito (m.f.); San Giovanni Berchmans. Ez 9,1-7; 10,18-22; Sal 112,1-6; Mt 18,15-20.

14 G San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire. Memoria (rosso). Proclameremo le tue opere, Signore. Nella parabola, il servo ha potuto salvarsi solo per la pietà del suo padrone. Ciò significa che, nel regno di Dio, “la pietà”, ossia il perdono, è l’unico modo per saldare qualsiasi debito. Ez 12,1-12; Sal 77,56-59.61-62; Mt 18,21–19,1.

15 V Assunzione della B. V. Maria. Solennità (bianco). Risplende la Regina, Signore, alla tua destra. Elisabetta proclama “beata” Maria per la sua fede nella parola del Signore; la Chiesa esalta in Maria, assunta in Cielo, le “grandi cose” compiute dall’Onnipotente per soccorrere l’umanità. Messa del giorno. Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44,10-12.15b-16; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56. 16 S Crea in me, o Dio, un cuore puro. I bambini si avvicinano a Gesù solo perché attirati dalla sua persona benedicente. Gesù loda il loro atteggiamento, ben diverso da quello di chi si avvicina a lui a patto di non perdere niente o per i vantaggi che ne può ricavare. Santo Stefano d’Ungheria; San Rocco; San Teodoro. Ez 18,1-10.13b.30-32; Sal 50,12-15.18-19; Mt 19,13-15.

Tarcisio Stramare, osj

17 D XX Domenica del T. O. / A (Santa Chiara della Croce) Is 56,1.6-7; Sal 66,2-3.5-6.8; Rm 11,13-15; 29-32; Mt 15,21-28.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei 2009.
Inizio:  Il pane del cammino (358); Tutta la terra canti a Dio (310).
Salmo responsoriale: Modulo E. M. Beraudo;
Ritornello: Donaci, Signore, un cuore nuovo (81).
Processione offertoriale: Eccomi (277).
Comunione: Tu sei come roccia (309); Tu sei la mia vita (383).
Congedo: Conducimi tu (271).

ACCOMPAGNAMENTO
Clicca sull'immagine per ingrandire:


Accompagnamento

Archivio

Vai