16 Giugno
Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio è la risposta di Gesù a una domanda tranello. È chiaro che solo a Dio si deve dare tutta la nostra persona e che, al contempo, va dato il proprio contributo leale alle istituzioni civili. Questo Gesù lo insegnerà con la sua vita e l’obbedienza della Croce, quando i suoi avversari sceglieranno di stare dalla parte del potere umano e non dalla parte di Dio. Oggi ricorre la 97a Giornata missionaria (colletta obbligatoria).
Cristo Gesù, 'Regno' di verità e di grazia
Gesù nel Vangelo ci presenta un terreno fecondo quale luogo della rivelazione del Regno. Un piccolo seme può essere segno della pienezza del dono di Dio, in cui la potenza di salvezza è strettamente connessa alla sua umiltà. È nella piccolezza, infatti, che si sviluppa «la salvatrice potestà» del Signore che fa fiorire il giusto (Salmo responsoriale). Colui che è l’ “Immenso” nella sua natura divina si è fatto minuscolo nella natura di servo, corroborando la fede del battezzato che, pur vivendo nell’esilio, sa di «abitare presso il Signore» (II Lettura). Senza l’umiltà, il cristiano è sterile, la sua fede inoperosa; dalla sua superbia nascono discordie. Ma Dio umilia «l’albero alto» e innalza «l’albero basso» (I Lettura) e, nel suo Regno, produce insperati frutti. Egli, infatti, sempre risponde alle aspirazioni dell’uomo, ma infinitamente le supera. Il regno di Dio è Gesù stesso, il quale incrocia il cammino dei cercatori della verità: «Chiunque trova lui, ha la vita eterna» (Canto al Vangelo). Gesù è il Cristo, l’unico Salvatore, la sola speranza di quanti provano il dolore per la lontananza da Dio. La sua parola viva ed eterna risana i cuori, suscita gioia e pace.
don Michele G. D’Agostino, ssp
La spiritualità popolare della lauda medievale
Parallelamente all’esperienza spirituale del canto gregoriano, nel XIII secolo sorge un filone di canti che contraddistingue la religiosità popolare: come fenomeno culturale tipicamente italico, la lauda (o laude) monodica – come dice il nome – intendeva tessere le lodi di Dio, della B.V. Maria, dei santi e, soprattutto, ripercorrere gli episodi della passione del Signore, con una intensità particolare, dietro la spinta dei nascenti movimenti religiosi che desideravano rinnovare la vita spirituale nella Chiesa e nella società del loro tempo.
Tra questi, l’esempio di Francesco d’Assisi (†1226) e dei suoi seguaci aveva affascinato a tal punto da suscitare tra il popolo la nascita di confraternite laicali dedite alla cura dei malati e alla preghiera per i moribondi. La loro forma di preghiera era pubblica e, nei tempi forti dell’anno liturgico, si compiva nelle processioni, fra le strade dei paesi, in atteggiamenti penitenziali, cantando le laudi all’unisono. Le più celebri, come quelle del Laudario di Cortona (risalente alla seconda metà del XIII secolo), sono costituite da componimenti lunghi, nell’italiano del tempo, su versi sillabici e rimati, e su melodie facili da memorizzare, differentemente dai canti gregoriani, difficili e ormai affidati ai solisti e alla “schola cantorum”. Alcuni titoli sono ancora ricordati: Venite a laudare, Gloria’n cielo e pace’n terra, Alta Trinità Beata, Troppo perde’l tempo, De la crudel morte de’ Cristo…
Il genere della lauda è paraliturgico, poiché nasce per un contesto di devozione popolare espressa fuori della liturgia, ma non per questo meno spirituale ed efficace. Come nascente “repertorio popolare religioso” ha ricoperto efficacemente il compito di catechesi, alla stregua della Biblia pauperum con la raffigurazione di importanti episodi biblici nelle chiese e messi in scena nelle suggestive “rappresentazioni sacre”. Resta, pertanto, come patrimonio da tramandare, in quanto espressione di una fede semplice e convinta, fondata su una forte musicalità che affascina ancor oggi e che invita a pregare con il canto.
M° Sergio Militello
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, il Signore Gesù ci rivela il cuore del Padre, che ha cura di tutti i suoi figli. Per questo è paziente e dà a ognuno il tempo per aprirsi alla conversione ed entrare nel suo Regno.
Lettore - Diciamo insieme: Accoglici nel tuo Regno, Signore.
1. Per la Chiesa, i suoi ministri e tutto il popolo cristiano: non dimentichino mai di essere al servizio del Regno, che cresce e si sviluppa sotto il sole di Dio. Preghiamo:
2. Per gli educatori cristiani: in umile spirito di servizio credano fermamente che è Dio a trasformare i cuori, usando pazienza, attendendo e dando a ognuno il tempo per crescere, per maturare e per dare frutto. Preghiamo:
3. Per coloro che soffrono: nella malattia, nella solitudine, nella privazione dei diritti, nell’emarginazione, nel lutto. Non venga mai meno la fiducia nell’aiuto del Signore di cui, pur non conoscendone i tempi, abbiamo la certezza che vuole il nostro bene. Preghiamo:
4. Pe la nostra comunità: nell’ascolto della Parola e nella partecipazione al banchetto dell’Agnello, impariamo a riconoscere il Signore, fedele nel compiere le sue promesse, per disporci ad essere terreno accogliente e fecondo per i suoi doni. Preghiamo: Intenzioni della comunità locale.
C - Padre santo, i tuoi tempi non sono quelli frenetici e impazienti degli uomini. Donaci la pazienza e l’amore per le cose umili. La croce del tuo Figlio ci insegni la speranza, perché anche dalle apparenti sterilità e dalle sconfitte può sgorgare la vittoria. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
Calendario liturgico: (17-23 giugno 2024)
17 L Sii attento, Signore, al mio lamento. Come figli del Padre nostro che è nei cieli, siamo invitati da Gesù a superare l’antica Legge e rispondere alle offese col perdono. Ss. Nicandro e Marciano; S. Raniero; B. Paolo Burali. 1Re 21,1b-16; Sal 5; Mt 5,38-42.
18 M Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato. L’agire dei cristiani dev’essere una libera risposta a un dono di grazia e non motivato da una ricompensa immediata. S. Leonzio; S. Calogero; S. Gregorio Barbarigo. 1Re 21,17-29; Sal 50; Mt 5,43-48.
19 M Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore. Il desiderio di ammirazione è mosso dalla ricerca del gradimento del mondo. L’elemosina, la preghiera e il digiuno sono veramente graditi a Dio. S. Romualdo (mf); Ss. Gervasio e Protasio; S. Giuliana Falconieri. 2Re 2,1.6-14; Sal 30; Mt 6,1-6.16-18.
20 G Gioite, giusti, nel Signore. Il “Padre nostro”, sintesi di tutto il Vangelo, c’insegna cosa dobbiamo rettamente desiderare e domandare al Padre. S. Gobano; S. Giovanni da Matera; B. Margherita Ebner. Sir 48,1-14 (NV); Sal 96; Mt 6,7-15.
21 V S. Luigi Gonzaga (m, bianco). Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua residenza. I veri tesori, per il cristiano, non sono quelli che accumula in terra, ma i tesori che accumula in cielo, sotto lo sguardo di Dio. S. Rodolfo; B. Tommaso da Orvieto. 2Re 11,1-4.9-18.20; Sal 131; Mt 6,19-23.
22 S La bontà del Signore dura in eterno. La paura per il futuro genera ansia. Gesù ci invita ad avere fede vivendo alla sua presenza e confidando in lui. S. Paolino di Nola (mf); Ss. Giovanni Fisher e Tommaso Moro (mf). 2Cr 24,17-25; Sal 88; Mt 6,24-34.
23 D XII Domenica del T.O. / B. XII sett. del Tempo Ordinario - IV sett. del Salterio. S. Lanfranco; S. Giuseppe Cafasso. Gb 38,1.8-11; Sal 106; 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41.
L. Giallorenzo
Salmo
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed.
Inizio: Tutta la terra canti a Dio (748); Annunceremo il tuo regno (614).
Salmo responsoriale: M° S. Militello;
oppure: Vita e benedizione (135).
Processione offertoriale: Tu, fonte viva (740).
Comunione: Grazie ti voglio rendere (656); Passa questo mondo (702).
Congedo: O Santissima (588).

