22 marzo 2015
Oggi siamo invitati a meditare sulla passione di Cristo e sul grande amore che ha spinto il Figlio di Dio a dare la sua vita per noi. Ci ricorda anche che l’Eucaristia è impegno a tradurre nella vita la comunione al suo corpo immolato e al suo sangue versato. - Ci prepariamo al 24 marzo, Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri.
SE IL CHICCO DI GRANO MUORE PRODUCE MOLTO FRUTTO

Gesù ai greci: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato… Per questo sono giunto a quest’ora».
CELEBRANDO ogni Domenica il mistero pasquale rischiamo di abituarci ad esso e di non coglierne l’importanza per la nostra vita. La liturgia, pur celebrando sempre e solo Cristo morto e risorto, ci offre ogni domenica un colore nuovo di questo mistero. Oggi splende quello della gloria della croce. L’alleanza vagheggiata dal profeta (I Lettura), un’alleanza di perdono per ogni uomo, si realizza nella passione di Cristo, il chicco di grano che muore per produrre il frutto del perdono. La sua croce sembra un fallimento, invece realizza per tutti la nuova ed eterna alleanza di salvezza (Vangelo). Il Padre conferma che solo questa è la gloria che egli dona e chiede: «L’ho glorificato e lo glorificherò…», dichiara al mondo la voce dal cielo, proprio quando il Figlio annuncia l’imminenza della sua passione. Essere dov’è il nostro Signore vuol dire seguirlo sulla via della croce, ma con la certezza della gloria della Risurrezione. Vuol dire, come lui, imparare l’obbedienza da quello che soffriamo (II Lettura) per vincere con lui l’avversario della vera vita, Satana, il principe di questo mondo.
Elide Siviero
LA CHIESA SOFFRE NEI SUOI MARTIRI

Cristiani in chiesa nel Kurdistan iracheno.
LA Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, che ricorre il 24 marzo, è un momento favorevole per ricordare nella preghiera tanti fratelli che cercano di portare il messaggio del Vangelo a rischio della loro vita. Ogni anno, infatti, si registrano numerose uccisioni di missionari perpetrate nel nome dell’odio e della violenza. I missionari portano la buona notizia della salvezza offerta da Cristo e in cambio a volte ricevono ostilità e persecuzione. Il pensiero va alla difficile situazione in alcuni Paesi del Medio Oriente, come la Siria, dove i cristiani sono costretti a fuggire. A questo proposito, non possiamo fare a meno di ricordare padre Frans van der Lugt, il settantacinquenne gesuita olandese ucciso il 7 aprile 2014 a Homs in Siria. È stato trucidato poco dopo l’alba da uomini armati all’esterno della chiesa di Bustan a Diwan. Era un uomo di pace, che con grande coraggio aveva deciso di restare nel Paese nonostante i rischi e la drammatica situazione, perché amava il popolo siriano a cui aveva dedicato la sua vita. Le persecuzioni contro i cristiani non hanno limite di nazione o di crudeltà. Basti ricordare le violenze perpetrate dai fanatici religiosi radicali, a partire dall’agosto 2014, nel Kurdistan iracheno nei confronti dei cristiani che da secoli vivono in quelle terre. Città come Mosul, Kirkuk ed Erbil hanno visto l’esodo di migliaia di cristiani costretti a lasciare le loro abitazioni e i loro averi pur di non venire uccisi.
N.G.
IN PREGHIERA CON IL SALMO 50/51
Parla al nostro cuore, Signore, e rendilo disponibile alla tua Parola. Purificalo dalle infermità spirituali, rafforzalo con la tua grazia, placalo con la tua consolazione. Aiutaci a passare dalla tristezza della solitudine alla dolcezza della tua amicizia. In te poniamo ogni speranza.
22 marzo - San Benvenuto Scotivoli
San Benvenuto Scotivoli viene ricordato nel Calendario dei Frati Minori. Nato in una nobile famiglia ad Ancona nel 1188, Urbano IV (papa nel 1261-1264) lo inviò ad Osimo per ristabilirvi la pace. Prima di diventare vescovo, ricevette l’abito francescano e distribuì i suoi beni ai poveri. Nel 1267 tenne anche il governo civile della Marca di Ancona e in questo periodo ordinò san Nicola da Tolentino. San Benvenuto morì ad Osimo il 22 marzo 1282 e fu canonizzato nel 1284.
Luigi Giovannini, ssp
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, mentre si avvicina la Pasqua di Risurrezione del Signore, presentiamo le nostre preghiere invocando la misericordia del Padre
Preghiamo insieme e diciamo:
A - Ascolta, o Signore la nostra supplica
1. Per la Chiesa, perché obbediente alla volontà di Dio continui con fervore la sua missione di evangelizzare tutti i popoli. Preghiamo.
2. Per i governanti, perché realizzino iniziative valide a tutela della pace e della concordia nel mondo. Preghiamo.
3. Per gli anziani, perché vincano la tentazione all’abbandono e come il seme gettato in terra, sentano di essere ancora più fecondi per il Regno di Dio. Preghiamo.
4. Per quanti operano nel settore del volontariato, perché operando il bene diano testimonianza della fede professata. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti, perché affrontiamo le difficoltà del cammino guardando al Cristo innalzato sulla Croce e rinnovando la disponibilità al perdono. Preghiamo.
Intenzioni della comunità locale.
C - Donaci o Padre lo Spirito Santo, affinché guardando il tuo Figlio innalzato sulla croce, confessiamo che in Lui ci hai donato la vera vita, ora e per i secoli dei secoli.
A - Amen.
V DOMENICA DI QUARESIMA
23 L Con te, Signore, non temo alcun male. La condanna è meritata. La legge sancisce il delitto, la donna ha trasgredito e Gesù lo riconosce. Assolvendola, Gesù si rivela come il nuovo legislatore: e a tutti dona la sua misericordia. S. Turibio de Mogrovejo; S. Ottone; S. Pelagia. Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62 opp. 13,41c-62; Sal 22,1-6; Gv 8,1-11.
24 M Signore, ascolta la mia preghiera. Ritorna il tema dell’identità di Gesù. Come conoscere uno che non è di questo mondo? Solo riconoscendo nelle opere di Gesù la sua totale dipendenza dal Padre e l’adempimento di quanto gli è gradito. A questo punto possediamo la fede. S. Caterina di Svezia; B. Giovanni dal Bastone; B. Maria Karlowska. Nm 21,4-9; Sal 101,2-3.16-21; Gv 8,21-30.
25 M Annunciazione del Signore. Solennità (bianco). Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. In Maria si compie il mistero dell’Incarnazione, il più grande miracolo in assoluto, che cambia le sorti dell’umanità. La volontà di Dio incontra qui l’obbedienza assoluta del Verbo e il pieno consenso di Maria. S. Lucia Filippini. Is 7,10-14; 8,10c; Sal 39,7-11; Eb 10,4-10; Lc 1,26-38.
26 G Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. I Giudei ritenevano Abramo come loro padre e talmente grande da essere insuperabile nella sua vicinanza a Dio. Ecco allora l’ingiuria: «Chi credi di essere?», diretta contro Gesù, che rivendica la sua filiazione divina. Ss. Baronzio e Desiderio; B. Maddalena Caterina Morano. Gen 17,3-9; Sal 104,4-9; Gv 8,51-59.
27 V Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore. Le opere che Gesù compie sono opere compiute dal Padre. Solo nella fede è possibile riconoscere questa identità di azione. Alla cecità degli Giudei si contrappone la fede di molti che, invece, credono in lui. S. Ruperto; S. Alessandro Drizipara; B. Francesco Faà di Bruno. Ger 20,10-13; Sal 17,2-7; Gv 10,31-42.
28 S Il Signore ci custodisce come il pastore il suo gregge. I segni compiuti da Gesù sono innegabili ed inducono molti a credere in lui. Anche gli avversari sono costretti a vedere nella sua fine delle conseguenze imprevedibili, a vantaggio di tutti. S. Stefano Harding; B. Giovanna M. de Maillè; S. Ilarione. Ez 37,21-28; Cant. Ger 31,10-12b.13; Gv 11,45-56.
29 D Domenica delle Palme e della Passione del Signore / B.
Mc 11,1-10; Is 50,4-7; Sal 21,8-9.17-20.23-24; Fil 2,6-11; Mc 14, 1 – 15,47
Tarcisio Stramare, osj
30ma Giornata della Gioventù a livello diocesano.
In preparazione alla Giornata mondiale della Gioventù in Polonia, Cracovia, dal 26 al 31 luglio 2016.
Salmo responsoriale e accompagnamento

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei 2009.
Inizio: Cristo Gesù, Salvatore (273); Soccorri i tuoi figli (98).
Ritornello al Salmo responsoriale del M° G. Liberto; Oppure: Rit. comune: Ha sete di te, Signore (157).
Processione offertoriale: Molte le spighe (365).
Comunione: Nulla con te (366); Se tu mi accogli (96).
Congedo: Tu, nella notte triste (139). Salve, regina, dolce madre (220).
ACCOMPAGNAMENTO
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