1 novembre 2026
Le Beatitudini sono la carta d'identità del cristiano. Scegliamo oggi di vivere una di esse chiedendo a Dio un cuore mite, misericordioso e puro. Oggi è la Giornata della santificazione universale.
NOI SAREMO SIMILI A LUI, LO VEDREMO COSÌ COME EGLI È

Celebriamo oggi una solennità antichissima, cara alla devozione e alla venerazione di tutta la Chiesa. Durante il corso dell'anno liturgico, la Chiesa, di volta in volta, fa memoria dei santi, ma in questo giorno vuole celebrare la gloria di tutti i santi, quasi a convogliarli in un'unica grande richiesta di intercessione perché l'umanità intera sia radunata nella vita eterna del regno di Dio. Non solo, in questa celebrazione la Chiesa riconosce la sua identità più profonda, cioè quella di essere immersa nella Pasqua di Cristo, che per il credente scaturisce dalle acque del Battesimo. Quel germe di vita, desiderato e accolto come dono dello Spirito Santo, è destinato a crescere e a svilupparsi secondo le indicazioni delle Beatitudini, che anzitutto sono una rappresentazione della vita stessa di Cristo e costituiscono perciò l'identità del cristiano che crede in lui. Aprendoci a questo tipo di esistenza, possiamo sempre più «lavare le nostre vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello» (II Lettura) e raggiungere la corona di gloria che Dio Padre desidera donare a ciascuno, perché noi tutti siamo suoi figli.
don Tiberio Cantaboni
«Beati voi...»
Proporre oggi la sapienza delle Beatitudini evangeliche significa innanzitutto contestualizzarla nel nostro mondo, segnato da illusioni di autosufficienza e dal rifiuto del dolore. In una società che celebra il benessere materiale, la tecnologia e il controllo, le Beatitudini appaiono controcorrente: invitano a vedere nella sofferenza e nella precarietà non una maledizione, ma un'opportunità di grazia e salvezza. Per farlo, occorre partire dall'esperienza umana comune, mostrando come queste "disgrazie inattese" - malattie, perdite economiche, instabilità - non siano anomalie, ma parte della condizione esistenziale. Si possono proporre le Beatitudini come un antidoto al nichilismo moderno, come un cammino spirituale che sopporta il dolore per trasformarlo in opportunità di comunione con Dio e con gli altri.
La beatitudine va quindi riscoperta per quello che è: non rassegnazione, ma scelta attiva di fiducia in un Dio che ribalta le logiche del mondo. Sono varie, nel pensiero cristiano, le interpretazioni date alle Beatitudini (Mt 5,3-12; Lc 6,20-23). Una lettura escatologica, enfatizzando la speranza, le vede come promesse per il regno di Dio futuro: i poveri, gli afflitti, i perseguitati riceveranno consolazione ed eredità eterna (cfr. sant'Agostino e san Tommaso d'Aquino). Un'altra, invece, facendone una lettura etica, le intende come invito a uno stile di vita: essere poveri in spirito significa distacco dai beni, umiltà e dipendenza da Dio; piangere significa empatia con i sofferenti; essere miti implica non-violenza e pazienza (cfr. Bonhoeffer e la teologia della liberazione). In concreto, per l'uomo contemporaneo - anche per il cristiano - minacciato da precarietà lavorativa, emergenze continue (climatiche e sanitarie), rumore informativo, incognite della tecnologia (intelligenza artificiale), abusi dei potenti su economie e geopolitica, le Beatitudini possono essere vissute come un manifesto di resistenza interiore.
Ancor di più, le Beatitudini sono il manifesto della santità cristiana: essere poveri in spirito distaccandosi dal consumismo, oggi quello digitale che "attenta" all'umanità e genera disuguaglianze; piangere con chi soffre contrastando l'indifferenza social-mediatica che tratta l'altro per quel che serve alla notizia; essere miti di fronte al "rumore" scegliendo il silenzio interiore, per coltivare la sapienza e il discernimento; essere affamati di giustizia per opporsi allo stile predatorio di chi vuole tutto e il controllo su tutto; essere misericordiosi per guardare con occhi puri l'altro, in un'era di polarizzazioni sempre più marcate. Le Beatitudini non sono astratte, ma offrono un paradigma per navigare nell'incertezza della condizione umana, trasformando ogni gioia o dolore in occasione di crescita umana e spirituale, ricordando che la vera salvezza è nel Regno che irrompe qui e ora. Ed è questa la verità che vive nel cuore dei santi.
don Pietro Roberto Minali, ssp
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, attraverso la grande intercessione dei santi, chiediamo al Signore di purificare la nostra preghiera perché sia secondo la sua volontà.
Lettore - Preghiamo insieme dicendo:
Benedici i tuoi figli, Signore.
1. Per la Chiesa: in un tempo attraversato da tanto odio e violenza, sia segno luminoso di pace e di amore. Preghiamo:
2. Per gli organismi politici: facciano della rettitudine di coscienza il metro conduttore di ogni loro discussione e scelta. Preghiamo:
3. Per coloro che soffrono: contemplando le Beatitudini evangeliche si sentano uniti a Cristo, modello di umiltà e di speranza. Preghiamo:
4. Per ciascuno di noi: possiamo farci grandi intercessori presso Dio per la redenzione di tutta l'umanità. Preghiamo:
Intenzioni della comunità locale.
C - O Padre di ogni bene, rendi luminosa la nostra vita e, mediante l'intercessione del gran numero di testimoni che hanno vissuto nella fede, conduci tutti noi all'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.
2-8 novembre 2026
2 L COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (viola). Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. La volontà del Padre è di non perdere nessuno e donare la vita eterna e risuscitare nell'ultimo giorno chi crede. S. Giusto. Gb 19,1.23-27a; Sal 26; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40.
3 M Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea. Tutti sono invitati al banchetto celeste, ma Dio ci chiede la responsabilità di una risposta di fede. S. Martino de Porres (mf); S. Silvia; S. Berardo. Fil 2,5-11; Sal 21; Lc 14,15-24.
4 M S. Carlo Borromeo (m, bianco). Il Signore è mia luce e mia salvezza. L'amore per Cristo deve essere così grande che gli altri affetti devono sembrare scolorire. S. Modesta; B. Elena Enselmini. Fil 2,12-18; Sal 26; Lc 14,25-33.
5 G Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. In Cristo, la pecora perduta è ritrovata; la moneta smarrita è recuperata. Lui ci dona la speranza del cambiamento. S. Donnino; S. Guido Maria Conforti; B. Gregorio Lakota. Fil 3,3-8a; Sal 104; Lc 15,1-10.
6 V Andremo con gioia alla casa del Signore. Con un paragone ardito, Gesù ci invita a usare i beni con intelligenza per il vero futuro. S. Leonardo; S. Severo di Barcellona; S. Protasio. Fil 3,17-4,1; Sal 121; Lc 16,1-8.
7 S Beato l'uomo che teme il Signore. Cristo mostra l'incompatibilità tra la ricchezza e Dio. Ci si può innamorare della prosperità e dimenticare il Signore. S. Prosdocimo; S. Ercolano; S. Baldo. Fil 4,10-19; Sal 111; Lc 16,9-15.
8 D XXXII Domenica del T.O. / A. XXXII sett. del T.O. - IV sett. del Salterio. S. Chiaro; S. Goffredo; B. Giovanni Duns Scoto. Sap 6,12-16; Sal 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13.
Proposte per i canti
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Noi canteremo gloria a te (682); Cieli e terra nuova (447). Salmo responsoriale: Ritornello: P. Bottini; oppure: Ti lodino i popoli, o Dio (109). Processione offertoriale: Confitemini Domino (631). Comunione: Passa questo mondo (702); Celeste Gerusalemme (5). Congedo: Gioia del cuore (648). 

