2 novembre 2025

Oggi la liturgia ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santità e ci invita a riconoscere nei santi dei modelli di vita e dei compagni di viaggio nel nostro cammino verso la patria celeste.


L'AGIRE DI DIO IN NOI



La solennità odierna ci ricorda che, chiamati alla santità, siamo invitati alla gioia delle beatitudini. Gesù proclama beati coloro che, anziché in ciò che fanno o possiedono, ripongono la loro speranza in ciò che Dio fa per loro. I poveri sono nella gioia di chi sa che Dio dona loro il suo Regno; quanti piangono sono certi che Dio consolerà le lo- ro lacrime. Ai puri di cuore rivelerà il suo volto, così come sazierà gli affamati e donerà la sua misericordia a chi sa essere misericordioso. La santità, prima che essere un nostro sforzo o il frutto del nostro im- pegno, è il frutto dell'agire fedele e misericordioso di Dio in noi. Come ricorda san Giovanni (II Lettura), possiamo essere realmen- te chiamati figli di Dio soltanto a motivo del grande amore che Dio per primo ci ha donato. La sua azione ci precede, così come ci ac- compagna e ci attende, per donarci il suo compimento. Se possia- mo lavare le nostre vesti nel sangue dell'Agnello - annuncia l'Apoca- lisse (I Lettura) - è perché Gesù ci ha preceduto donando la sua vita per noi. Come grida a gran voce una moltitudine immensa: «La sal- vezza appartiene al nostro Dio». Sua è la santità, ma egli vuole con- dividerla con noi!

d. Luca Fallica, Abate di Montecassino

La santità vola sulle ali della speranza

La vita cristiana è un cammino gioioso di santità, perché la meta è la casa dove il Padre attende il figlio con le braccia aperte. Ma ogni cristiano sa che questo cammino in nessun modo può prescindere dall'incontro con la croce. Se il Figlio di Dio incarnato per salvarci ha accettato di sperimentare su di sé sofferenza, abbandono e morte, mostrandoci che la via della gloria incrocia necessariamente quella del sacrificio, nessuno può illudersi di seguirlo, senza sperimentare a sua volta quelle prove e quei dolori. Ma è, appunto, in questa "costosa" tensione tra la fragilità umana e la forza divina che si innesta la virtù teologale della speranza, il dono prezioso che Dio fa al credente che cerca un sostegno nel cammino verso la pienezza della vita eterna.
Ecco, allora, che per sant'Agostino «la speranza è l'àncora dell'anima, che la tiene salda nella tempesta». La santità è un traguardo raggiungibile solo se sostenuti dalla grazia di Dio e dalle virtù teologali, tra le quali, la speranza, è faro luminoso che guida i passi del credente verso la meta ultima dell'unione con Dio; è àncora, è punto fermo che ci impedisce di essere travolti dalle onde del dubbio e della disperazione. Quando ci troviamo a navigare nei mari agitati delle difficoltà e incertezze, è la speranza a permetterci di guardare oltre l'orizzonte immediato, a fissare lo sguardo su Cristo, il porto sicuro verso cui tendere. Per san Giovanni Paolo II, nelle notti spirituali, quando tutto sembra perduto e il cuore vacilla, la speranza è la luce donata al cristiano, «è una stella che brilla anche nella notte più buia». Infatti, essa è fondata sulla promessa di Dio che sempre, anche quando non vediamo chiaramente, è davanti a noi, sulla nostra stessa strada per guidarci. La speranza, quindi, non è mai un sentimento vago, o un ingenuo ottimismo, ma una virtù radicata nella fede e alimentata dalla carità. Madre Teresa di Calcutta invitava a non temere la santità perché, diceva, essa «è fatta di piccole cose compiute con grande amore». È vivere, spinti dalla speranza, ogni gesto, anche il più semplice, come un passo verso la pienezza della vita in Dio. La santità è alla portata di chiunque lasci che Dio converta e trasformi il suo cuore e le sue azioni. Ma sbaglia chi crede che questi siano solo i pensieri di persone sagge nel pieno degli anni e dell'esperienza della vita. Quella cristiana è una 36 sapienza alla portata di tutti, e ne troviamo luminosi esempi anche nella vita di tanti giovani. Pensiamo a san Carlo Acutis, a san Piergiorgio Frassati, alla beata Chiara Luce Badano; giovani troppo presto strappati alla vita, ma caratterizzati da una fede profonda, dall'attenzione al prossimo, dall'uso creativo dei loro talenti e, soprattutto, dall'accettazione della sofferenza. E, per questo, loro come tanti altri, sono diventati testimoni luminosi della fede, segnati dal desiderio di Dio. Desiderio che si è compiuto per tutti quando, nell'ultimo tratto del loro cammino terreno, hanno sperimentato fino in fondo la prova suprema della croce e sono stati presi per mano da Cristo, «speranza della gloria» (Col 1,27).
La vita di tanti santi realizza l'invito di san Paolo ad essere «lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12). Vite piene, luminose, feconde che testimoniano che la speranza cristiana non è alienazione, o utopica attesa di qualcosa che non avverrà mai, ma è una "certezza attiva e dinamica", fondata sulla fede che l'amore di Dio, anche attraverso le prove più dure, sta già conducendo la nostra barca verso l'approdo tanto sospirato. Le vele di chi spera sono gonfie del vento gagliardo dello Spirito Santo, che porta alla verità, alla vita piena in Dio. La speranza cristiana è la forza dei santi, ed è per essa che hanno volato alto, al di là delle limitazioni terrene. Ed essi ci insegnano che la speranza non è solo un dono da chiedere, ma anche una scelta quotidiana da fare: confidare in Dio, affidarsi a lui, vivere nella luce della sua promessa. Che ciascuno di noi possa trovare, in questa virtù, l'ala che lo eleva verso la santità.

don Pietro Roberto Minali, ssp



Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, con gratitudine possiamo riconoscere l'azione di Dio in noi. Preghiamolo affinché egli compia ciò che ha già iniziato.

Lettore - Diciamo insieme:
 Per l'intercessione dei Santi,
ascoltaci, Signore!

1. Per ogni comunità cristiana: sia consapevole di vivere già nella comunione dei Santi, per annunciare al mondo l'amore di Dio che ci santifica. Preghiamo:
2. Per quanti vivono in questo Giubileo il pellegrinaggio della speranza: ripongano la loro fiducia in Dio e in tutto ciò che egli compie per noi. Preghiamo:
3. Per le autorità del nostro Paese: concedi loro lo spirito del discernimento, perché possano creare per tutti le condizioni di una vita serena e felice. Preghiamo:
4. Per noi qui riuniti: la partecipazione alla cena dell'Agnello ci purifichi e ci trasformi, perché possiamo essere rivestiti della veste nuova dei risorti. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Padre, tu ci vuoi santi come tu sei santo. Accordaci con larghezza il tuo Spirito, per vivere nella beatitudine di chi si riconosce tuo figlio. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.


Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Lodate Dio (669); Cieli e terra nuova (447). Salmo responsoriale: M° S. Militello; oppure: Il Signore è il mio pastore (88). Processione offertoriale: Quanta sete nel mio cuore (705). Comunione: Beatitudini (616-617); Ti cerco, Signore (737). Congedo: Dono sublime del Padre (577).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

Archivio

Vai