31 maggio 2026

Dio non è lontano, ma è un Padre che dona il Figlio per salvarci. La nostra fede si fonda su questo amore gratuito, da accogliere e testimoniare con l'aiuto dello Spirito Santo che ci guida nella verità.


«GRANDE È IL SUO AMORE PER NOI»


La vita cristiana vive dell'abbraccio della Santissima Trinità fin dal suo esordio: siamo infatti battezzati "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Con queste stesse parole diamo inizio a preghiere e azioni rituali, mentre con la mano tracciamo su noi stessi il "segno della croce"; in tal modo confessiamo la nostra fede in "un solo Dio in tre Persone" e a lui, "ricco di amore e di fedeltà", consegniamo il nostro essere e il nostro agire (I Lettura). Mistero inaccessibile alla sapienza del mondo, nella pienezza dei tempi Gesù si rivela come il Figlio unigenito mandato dal Padre, e dalla sua presenza, dalle sue opere e parole traspare l'intima comunione trinitaria e la potenza d'amore dell'unico Dio che riconcilia e salva; è volontà divina che nessuno si perda per sempre e che ciascuno abbia parte alla vita delle tre divine Persone, quaggiù nell'oscurità della fede, e, oltre la morte, nella luce eterna (Vangelo). Adoriamo la gloriosa Trinità, mistero centrale della nostra fede. Ogni assemblea cristiana ne rifletta l'intima comunione, nella pace e nella fraterna concordia, come «popolo radunato dall'unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (II Lettura).

don Giuliano Saredi, ssp

L'unità di Dio è comunione

La fede trinitaria ha radici nel Nuovo Testamento, dove si rivela l'azione di Dio uno e trino nella salvezza. Nei Sinottici, il battesimo di Gesù (Mt 3,16-17) mostra presenti Padre, Figlio e Spirito; il mandato finale (Mt 28,19) ordina di battezzare nel loro nome unico. Paolo benedice con «la grazia di Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo» (2Cor 13,13). Giovanni proclama il Verbo «che era presso Dio» (Gv 1,1) e lo Spirito Paràclito procedente dal Padre (Gv 15,26). Sono testimonianze che fondano la fede in un Dio relazionale e salvifico. Prima dei grandi concili, i Padri contrastano le eresie sviluppando una riflessione che parte dalla liturgia battesimale. Ignazio di Antiochia unisce Cristo-Verbo al Padre e allo Spirito. Giustino descrive il Logos procedente per creazione e incarnazione. Ireneo combatte lo gnosticismo con un'economia salvifica chiaramente trinitaria: Padre creatore, Figlio ricapitolatore, Spirito vivificatore. Tertulliano è il primo autore latino a riferirsi a Dio con il termine "Trinitas": una sostanza in tre persone con relazioni ordinate. La fede trinitaria è già ancorata alla regula fidei, pronta per le successive definizioni più precise. Sono i grandi concili del IV secolo, e i Padri Cappadoci, a definire il dogma. Nicea (325) afferma il Figlio "consustanziale" al Padre (homoousios), eterno e non creato. Costantinopoli (381) proclama lo Spirito «Signore e vivificatore», adorato con Padre e Figlio. Basilio, Gregorio Nazianzeno e Gregorio Nisseno distinguono una sostanza e tre persone: Padre principio, Figlio generato, Spirito procedente. Gli accenti subordinazionisti sono superati, legando la Trinità immanente all'economia salvifica. La Trinità è il cuore della fede cristiana e della liturgia. Nel Credo niceno-costantinopolitano professiamo il Padre creatore, il Figlio incarnato, lo Spirito vivificatore. Nella Preghiera eucaristica invochiamo lo Spirito Santo perché il pane e il vino diventino il Corpo e il Sangue di Cristo, e perché coloro che partecipano all'Eucaristia siano un solo corpo e un solo spirito. Nelle dossologie, come «Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo», esprimiamo l'uguale onore delle Persone. Il segno della croce e il Battesimo immergono nella comunione trinitaria. Questo mistero, rivelato per la deificazione, orienta la vita alla lode e alla carità: la lex orandi esprime la lex credendi, rendendo la dottrina trinitaria una esperienza viva dell'amore divino.

don Michele D'Agostino, ssp

Preghiera dei fedeli

C - Adoriamo e benediciamo la Trinità, principio e sorgente di ogni bene, elevando la nostra lode al Padre che ci ha creati, al Figlio che ci ha redenti, allo Spirito Santo che ci conserva nell'amore.

Lettore - Proclamiamo con fede:
 Santa Trinità, unico Dio, ascoltaci.

1. Per l'unità dei credenti in Cristo: la Trinità divina, modello supremo di comunione e perfetta armonia, ispiri alle comunità cristiane percorsi di piena riconciliazione nella verità e nella carità. Preghiamo:
2. Per i politici, gli amministratori, i governanti: la dignità della persona umana, creata a immagine di Dio, ispiri e motivi le loro scelte, affinché siano sempre orientate al vero bene delle persone a loro affidate. Preghiamo:
3. Per le famiglie cristiane: sappiano custodire il dono della vita e testimoniare la bellezza dell'unione sponsale, che il Padre ama e benedice, il Figlio rende pura e santa, lo Spirito Santo ravviva e consolida. Preghiamo:
4. Per la nostra comunità: ognuno si accosti con fede viva al sacrificio eucaristico, offrendo al Padre sé stesso e i bisogni del mondo, in unione con Cristo Signore presente nel pane e nel vino, che lo Spirito santifica e consacra. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Concedi, o Trinità beata, che la nostra vita sia un inno di lode perenne al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, e tutta la creazione canti la tua gloria nei secoli dei secoli.
A - Amen.

1-7 giugno 2026

1 L S. Giustino (m, rosso). Mio Dio, in te confido. Le parabole di Gesù possono aprire i cuori alla conversione, ma la reazione dei capi religiosi è di totale ostilità. S. Giovanni B. Scalabrini; S. Annibale M. Di Francia. 2Pt 1,2-7; Sal 90; Mc 12,1-12.
2 M Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione. Gesù non contrappone politica e religione: quello che chiede è dare a Dio quello che gli appartiene. Ss. Marcellino e Pietro (mf); S. Erasmo; S. Eugenio I. 2Pt 3,11b-15a.17-18; Sal 89; Mc 12,13-17.
3 M Ss. Carlo Lwanga e c. (m, rosso). A te, Signore, alzo i miei occhi. A chi propone un caso ridicolo per negare la risurrezione Gesù risponde che la vita del mondo futuro sarà diversa da quella che conosciamo. S. Clotilde; S. Oliva. 2Tm 1,1-3.6-12; Sal 122; Mc 12,18-27.
4 G Fammi conoscere, Signore, le tue vie. Gesù rivela il comandamento più grande che unisce l'amore per Dio e quello per i fratelli. S. Quirino; S. Francesco Caracciolo; S. Filippo Smaldone. 2Tm 2,8-15; Sal 24; Mc 12,28b-34.
5 V S. Bonifacio (m, rosso). Grande pace, Signore, per chi ama la tua legge. Il Signore ci introduce dentro il suo mistero di Figlio di Davide, re promesso, e Figlio di Dio, re eterno. S. Franco; S. Pietro Spanò. 2Tm 3,10-16; Sal 118; Mc 12,35-37.
6 S La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia. Non la vanità di chi cerca l'applauso attira l'attenzione di Gesù, ma l'umile generosità di chi dona in segreto il poco che ha. S. Norberto (mf); S. Claudio; B. Falcone. 2Tm 4,1-8; Sal 70; Mc 12,38-44.
7 D SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO / A (s, bianco). X sett. del T.O. - II sett. del Salterio. S. Colmán. Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58. Oggi si celebra nel Tempio di S. Paolo in Alba una santa Messa secondo le intenzioni dei lettori de «La Domenica».

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI:da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Padre, che hai fatto ogni cosa (698); Te lodiamo, Trinità (733). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Degno di lode e di gloria (151). Processione offertoriale: Cantiamo te (619). Comunione: Quanta sete nel mio cuore (705); Un solo Signore (756). Congedo: O Maria santissima (586).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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