5 maggio 2019

Il Cristo risorto è presente nella Chiesa, specialmente nell’Eucaristia. In essa noi lo riconosciamo come il Cristo crocifisso e glorificato, che ci accompagna nel nostro pellegrinaggio nel mondo. - Oggi è la 95ma Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

GESÙ AI DISCEPOLI: «VENITE A MANGIARE»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’ESULTANZA pasquale della Chiesa si specchia, oggi, nella grandiosa visione dell’Apocalisse e ha la voce dell’umanità redenta, che loda e adora il suo Signore (II Lettura). Ma ha anche il volto degli Apostoli, lieti e risoluti a proclamare la buona notizia di Gesù morto e risorto senza timore alcuno, benché intimiditi e oltraggiati (I Lettura). L’esperienza dei discepoli, dopo la morte del Maestro, quasi smarriti in una vita senza senso finché non si annuncia l’alba di una rinnovata fiducia, dà volto allo stupore della Chiesa che confessa la sua fede: «È il Signore!». Lui è lì, non diserta le rive del tempo e della storia, conosce il travaglio delle notti buie e infruttuose… e le nutre di tenerezza e di speranza.
Gesù affida a Pietro la Chiesa, nella quale l’umanità troverà i doni della salvezza. Pietro dovrà essere il pastore del gregge di Cristo, in spirito di servizio (Vangelo). Sulle orme del Risorto, la comunità cristiana dall’ascolto della Parola e dal Pane eucaristico trae l’orientamento e la forza per proseguire il suo cammino.

Giuliano Saredi, ssp

«LETTERA AL POPOLO DI DIO»

«Bambino che guarda il mare», di Edward Hopper (1882-1967).
«SE un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme»: parte dalle parole dell’apostolo Paolo, Papa Francesco nella «Lettera al popolo di Dio» del 20 agosto 2018, sul problema degli abusi commessi sui minori da parte di chierici e persone consacrate.
Con questa lettera, tutta la Chiesa è invitata a una profonda riflessione sulla tragedia, perché «l’unico modo che abbiamo per rispondere a questo male che si è preso tante vite è viverlo come un compito che ci coinvolge e ci riguarda tutti come Popolo di Dio».
Non bastano, quindi, denunce e punizioni, anche se sono necessarie, e nemmeno serve restringere la responsabilità all’interno del clero. Occorre approfondire l’analisi e la riflessione, per trovare l’origine di questo male ed eliminarlo alla radice. Per questo devono essere coinvolti, come indica il Papa, tutti i credenti. Non è certo la prima volta che il Pontefice condanna con forza questi cristiani e si fa voce del grido di dolore delle vittime, «un lamento – scrive – che sale al cielo, che tocca l’anima e che per molto tempo è stato ignorato, nascosto o messo a tacere».
Con questa lettera il Papa chiede una «conversione personale e comunitaria», che deve tradursi in un invito deciso e appassionato «all’esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno». Una pratica che, nelle intenzioni del Pontefice, tende a risvegliare «la nostra coscienza, la nostra solidarietà e il nostro impegno per una cultura della protezione del “mai più “ verso ogni tipo e forma di abuso».

Nicola Gori
   

«Dall’abuso non si può guarire, ci si deve convivere, la lotta a questa violenza chiama ad una scesa in campo di tutti che non è solo per gli addetti ai lavori perché è una vera e autentica chiamata del Vangelo e della fede che opera dalla parte dei piccoli e dei deboli, dei vulnerabili».

Don Fortunato Di Noto, Presidente di Meter

CHIARA LUCE BADANO

CHIARA LUCE BADANO - Aveva 18 anni quando morì a causa di un male incurabile. Il 25 settembre 2010 la Chiesa l’ha proclamata beata. Chiara, (1971-1990) soprannominata Luce per la radiosità della sua anima, entrò a nove anni nel movimento dei Focolarini. Un’esistenza breve ma intensa, tesa a ricercare Dio che lei ritrovava nei lontani, negli atei, nei deboli, negli ultimi. Volitiva, tenace, fiera, affrontò la malattia con grande dignità e serenità. La pace di Cristo dominava il suo spirito infondendo coraggio a chiunque incrociasse il suo cammino. Dal suo sorriso traspariva il totale abbandono alla volontà di Dio. La liturgia la ricorda il 29 ottobre.

Cristina Santacroce

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, la gioia della Pasqua dà vigore alla nostra fede e ravviva la nostra speranza. Il Padre dei cieli ci conceda la grazia di essere testimoni appassionati del suo Figlio risorto.

Preghiamo insieme e diciamo: Dio della vita, ascoltaci.

1. Per il Papa: il suo servizio alla Chiesa e al mondo sia una continua testimonianza d’amore per confermare nella fede i credenti, e donare gioia e speranza ad ogni uomo di buona volontà, preghiamo:

2. Per la pace nel mondo: Cristo risorto che è la nostra pace apra le menti e i cuori, affinché la concordia prevalga sulle divisioni e l’amore vinca gli egoismi, preghiamo:

3. In questa 23ma Giornata per i bambini vittime della violenza affidiamo al Signore tutti i piccoli che soffrono a causa di una cultura che non ama la vita e per essi preghiamo:

4. Per la nostra comunità che nell’Eucarestia celebra il Mistero pasquale: perché la presenza del Signore Risorto ispiri i nostri pensieri e azioni, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Accogli, o Padre, le nostre invocazioni e degnati di esaudirle. Le presentiamo a te con serena fiducia per Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen

III SETTIMANA DI PASQUA

06 L Beato chi cammina nella legge del Signore. L’invito di Cristo a cercare il cibo che non perisce ci porta a contemplare il mistero dell’Eucaristia, il cibo che porta in noi la vita eterna. Solo il Signore può donarci questo sacramento di salvezza. S. Pietro Nolasco; B. Anna Rosa Gattorno; S. Venerio. At 6,8-15; Sal 118,23-24.26-27.29-30; Gv 6,22-29.

07 M Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito. Il Signore si rifà al miracolo della manna, cibo donato da Dio al suo popolo nel deserto, per parlare del pane che egli ci offre. È lui stesso il pane della vita, prefigurato dalla manna, promesso dall’Eterno. S. Domitilla; S. Rosa Venerini; S. Agostino Roscelli. At 7,51 – 8,1a; Sal 30,3-4.6-8.17.22; Gv 6,30-35.

08 M Acclamate Dio, voi tutti della terra. Non avere più fame, non avere più sete, evoca la pienezza di una sazietà inimmaginabile. Cristo sa che solo Lui può donarci questa soddisfazione che non ci fa cercare nient’altro, sazi della sua presenza. B.V. Maria di Pompei; S. Vittore il Moro; S. Bonifacio IV. At 8,1b-8; Sal 65,1-7; Gv 6,35-40.

09 G Acclamate Dio, voi tutti della terra. Gesù dice che il Padre ci attira a sé: all’inizio c’è sempre Lui che ci attrae. Nessuno può avvicinarsi al mistero di Cristo senza l’iniziativa di Dio che ha mandato il Figlio: è Lui che ci attira a sé. S. Pacomio; S. Isaia profeta; B. Forte Gabrielli. At 8,26-40; Sal 65,8-9.16-17.20; Gv 6,44-51.

10 V Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Nel pane e nel vino dell’Eucaristia abbiamo i segni della Pasqua del Signore: ci uniamo alla sua morte e risurrezione; entriamo in comunione con tutta la sua vita. Grazie a questo, nella fede, viviamo da risorti. S. Gordiano; S. Cataldo; S. Giobbe. At 9,1-20; Sal 116,1-2; Gv 6,52-59.

11 S Che cosa renderò al Signore, per tutti i benefici che mi ha fatto? Lo sconcerto di molti dopo il discorso sul pane della vita, ci mostra che credere esige impegno e fiducia. Le parole di Cristo richiedono la docilità di chi si fida del Signore. S. Ignazio da Làconi; B. Gregorio Celli. At 9,31-42; Sal 115,12-17; Gv 6,60-69.

[12 D IV Domenica di Pasqua / C (S. Pancrazio) At 13,14.43-52; Sal 99,2-3.5; Ap 7,9.14b-17; Gv 10,27-30]. Giornata di preghiera per le vocazioni.

Elide Siviero

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo
PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: La Pasqua del Signore (552); Cristo è risorto, alleluia! (541).
Salmo responsoriale: da Il canto del Salmo responsoriale (ElleDiCi 1997). Ritornello: Terra tutta da’ lode a Dio (736).
Processione offertoriale: Parole di vita (701).
Comunione: O fonte dell’amore (562); Come unico pane (628).
Congedo: Camminando con te (540).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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