26 gennaio 2025
Rendere a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio è la risposta di Gesù a una domanda tranello. È chiaro che solo a Dio si deve dare tutta la nostra persona e che, al contempo, va dato il proprio contributo leale alle istituzioni civili. Questo Gesù lo insegnerà con la sua vita e l’obbedienza della Croce, quando i suoi avversari sceglieranno di stare dalla parte del potere umano e non dalla parte di Dio. Oggi ricorre la 97a Giornata missionaria (colletta obbligatoria).
«In religioso ascolto della Parola di Dio»
Il “religioso ascolto” caratterizza oggi, in modo particolare, la Chiesa universale e la nostra assemblea domenicale. Celebriamo l’annuale “Domenica della Parola di Dio”. Portiamo l’attenzione sul Libro sacro, norma di vita per ogni cristiano; lo accogliamo nella fede, «non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti» (1Ts 2,13). Le letture odierne ci ammaestrano. Assistiamo alla solenne lettura del libro della Legge di Dio davanti al popolo d’Israele (I Lettura). Grande la venerazione, intenso e devoto l’ascolto, fino alla commozione, per la Legge “ritrovata” dopo il lungo esilio babilonese; i lettori guidano la comprensione dell’assemblea, scandendo il testo e spiegandolo; la gente si immedesima nell’evento cultuale e i gesti del corpo esprimono il comune sentire. È il giorno del “Dio grande”, da vivere in fraternità, con gioia e gratitudine, e in un rinnovato “Amen” alla sua Legge. Nella sinagoga di Nazaret (Vangelo) Gesù dichiara che in lui si compiono le Scritture. Egli è l’eterno “oggi” di Dio nella storia. Le sue parole sono spirito e vita: in lui, Parola fatta carne, tutto vive, tutto è vero, tutto è grazia.
don Giuliano Saredi, ssp
L’areopago dei tempi moderni
L’annuncio del Vangelo si è sempre caratterizzato per l’attenzione ai mezzi più efficaci a disposizione per la sua comunicazione. Fino alla comparsa della stampa moderna nel Quattrocento, basata su processi meccanizzati e la disponibilità di tipi metallici, i mezzi privilegiati erano necessariamente l’arte nelle sue svariate forme, il testo scritto a mano e, soprattutto, la predicazione orale in senso lato. Ma non appena disponibile in forme accessibili, la nuova tecnologia è stata abbracciata e utilizzata dai cristiani desiderosi di diffondere la buona notizia della salvezza sopraggiunta in Gesù Cristo. Così è stato anche quando sono apparsi radio, film e televisione, fino ai nostri giorni in cui la tecnologia digitale in rete viene largamente impegnata in tante forme diverse per diffondere il Vangelo.
L’attenzione della Chiesa per il mondo della comunicazione, tuttavia, va al di là di quello che possano essere gli strumenti più adatti per annunciare il Vangelo. La Chiesa è attenta ai processi trasformativi che la comunicazione di massa ha innescato nella cultura, al punto che la cultura digitale diventa paradigma culturale sovrastante, tanto da rappresentare una vera e propria svolta antropologica.
In questa trasformazione, fatta di luci e di ombre come in ogni rivoluzione industriale, la Chiesa, fedele alla sua missione, deve necessariamente cercare di tutelare non solo i più deboli, ma la nostra stessa umanità che rischia di essere snaturata dal potere delle immagini e da dinamiche comunicative in cui il virtuale prende il sopravvento sul reale.
Il Giubileo del Mondo della Comunicazione che si celebra a Roma in questi giorni vede la partecipazione di esponenti di questo vasto mondo che costituisce, per dirla con san Giovanni Paolo II, “l’areopago dei tempi moderni”, un mondo in cui i cristiani devono essere una presenza significativa per rimanere fedeli alla loro missione di comunicare a tutti gli uomini Gesù Cristo, che è la Parola definitiva pronunciata dal Padre.
iubilaeum2025.va
Preghiera dei fedeli
C - Accogliamo la Parola viva del Signore, e chiediamo la grazia di tradurla in gesti concreti.
Lettore - Diciamo con fede: Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
1. Per i credenti in Cristo: nell’ascolto della Parola di Dio sperimentino la bellezza della comunione al di là di ogni differenza, e in virtù del battesimo in un solo Spirito che li ha segnati, si riconoscano membra dell’unico corpo di Cristo. Preghiamo:
2. Per gli operatori delle Comunicazioni Sociali: servano la verità, coltivino la sana inquietudine dell’onestà e della responsabilità, salvaguardino la dignità della persona umana, non cedano al rancore, comunichino speranza in una società che non sa sperare. Preghiamo:
3. Per i malati di lebbra: fratelli e sorelle feriti nel corpo e turbati nell’animo, in cerca di sguardi che incoraggino, di menti libere da irragionevoli paure, di parole che consolino, di mani che guariscano. Il Signore accolga le loro angosce e le loro speranze. Preghiamo:
4. Per noi qui riuniti: la nostra assemblea eucaristica sia il luogo del perdono e della festa in nome di Cristo Signore, che ci ha riconciliati nell’amore. Preghiamo: Intenzioni della comunità locale.
C - Tu, Signore che sei la Vita, da’ vita alla preghiera che ti abbiamo rivolto. Tu, che sei la Parola eterna, riempi di senso le nostre parole umane. A te, che sei la nostra Speranza, onore e gloria nei secoli dei secoli.
A - Amen.
Calendario liturgico: (27 gennaio-2 febbraio 2025)
27 L
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
La bestemmia contro lo Spirito è non riconoscere l’opera di Dio Salvatore nella propria vita.
S. Angela Merìci (mf); S. Giuliano da Sora; S. Vitaliano.
Eb 9,15.24-28; Sal 97; Mc 3,22-30.
28 M
S. Tommaso d’Aquino (m, bianco).
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Gesù non intende sminuire Maria, ma innalzare chiunque compie pienamente la volontà di Dio, come la madre sua.
B. Olimpia (Olga) Bidà.
Eb 10,1-10; Sal 39; Mc 3,31-35.
29 M
Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Dio semina solo semi di ottima qualità. La loro resa dipende dall’accoglienza del terreno in cui cadono.
Ss. Papia e Mauro; S. Afraate; S. Sulpicio Severo.
Eb 10,11-18; Sal 109; Mc 4,1-20.
30 G
Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.
La generosità di Dio nell’elargire i suoi doni è proporzionale alla nostra capacità di riceverli.
S. Martina; S. Giacinta Marescotti; B. Sebastiano Valfré.
Eb 10,19-25; Sal 23; Mc 4,21-25.
31 V
S. Giovanni Bosco (m, bianco).
La salvezza dei giusti viene dal Signore.
Il contadino sa che non tutto dipende da lui: sa attendere con fiducia che il seme porti il suo frutto.
S. Geminiano; S. Marcella.
Eb 10,32-39; Sal 36; Mc 4,26-34.
1 S
Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.
Il Salvatore compie un esorcismo sulla tempesta e calma il mare: anche se dorme è sempre presente e pronto a intervenire.
S. Severo; S. Brigida; S. Raimondo.
Eb 11,1-2.8-19; Cant. Lc 1,68-75; Mc 4,35-41.
Salmo
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed.
Inizio: Il tempio tuo adorabile (662); Vieni, fratello (760).
Salmo responsoriale: M° S. Militello;
oppure: Canterò per sempre l’amore del Signore! (403-404).
Processione offertoriale: Noi diverremo (688).
Comunione: Com’è bello (626); Il cielo narra la tua gloria (657).
Congedo: Santa Maria del cammino (593).

