21 febbraio 2016

Oggi ricordiamo un momento speciale nella vita di Gesù, la sua trasfigurazione. Questo evento illumina il nostro cammino quaresimale: la penitenza e il digiuno che pratichiamo hanno lo scopo di trasfigurare la nostra vita sull’esempio di Gesù.

«MENTRE PREGAVA, IL SUO VOLTO CAMBIÒ D’ASPETTO»



LUNGO il suo cammino verso Gerusalemme, dove vivrà la sua passione morte e risurrezione, Gesù mostra ai discepoli un anticipo della sua gloria. Alla manifestazione di Dio (I Lettura), in cui Abràm riceve il dono dell’alleanza di Dio che si impegna con lui, corrisponde quella del Vangelo in cui i discepoli vedono la gloria di Cristo, segno della nuova alleanza siglata dal mistero pasquale.
Luca precisa che il fatto avviene durante la preghiera (Vangelo): Gesù trova nella sua relazione con il Padre la forza per affrontare la vita. Appaiono accanto a Gesù anche Mosè ed Elia, simboli della Legge e dei profeti, che conversano con lui del suo esodo, del suo cammino verso la Pasqua. La loro presenza ci racconta che nei momenti difficili della nostra vita è dalla Sacra Scrittura che riceviamo conforto e sostegno, come fece Gesù. La seconda lettura ci mostra l’aspetto più bello dell’evento narrato dal Vangelo: anche noi saremo trasfigurati. È questo il nostro destino: non la sfigurazione della morte, ma la trasfigurazione del nostro corpo che, immerso in Cristo con il Battesimo, partecipa della sua gloria.
Elide Siviero

VESTIRE GLI IGNUDI

Gente nella Favelas, Joao Pessõa. Brasile.
Gente nella Favelas, Joao Pessõa. Brasile. (Foto Zambello)

QUANDO si parla di nudità, si entra in un contesto estremamente delicato per ogni uomo, perché fa parte della propria intimità, un settore della vita che ognuno è chiamato a conservare con prudenza e rispetto verso se stesso.
E questo lo si fa “indossando l’abito” e facendo così in modo che il nostro presentarci in società non susciti imbarazzo né personale né altrui. La nudità, al contrario, espone l’uomo immediatamente al proprio senso del limite creaturale: l’uomo nudo è più esposto al freddo, alle malattie, alle contaminazioni.
Dal punto di vista religioso, e più esattamente della storia della salvezza, l’essere nudi indica il senso di inadeguatezza e di vergogna che provarono Adamo ed Eva dopo la trasgressione del comandamento di Dio, quando il Signore stesso dovette fare per l’uomo tuniche di pelle e vestirli (Cfr. Gn 3,21).
Questa cura che Dio ebbe per i progenitori, segno della sua misericordia nonostante il loro peccato, indica che la dignità di ogni uomo va oltre quanto può aver compiuto durante la vita in bene o in male, va oltre i confini del conoscersi o meno, dell’appartenere a una nazionalità o a un’altra.
Ad ogni uomo va riconosciuto il diritto di poter “indossare un abito”, cioè di potersi presentare agli altri senza provare vergogna. Vestire gli ignudi oggi, più che un atto meramente pratico, potrebbe divenire un impegno nel preservare il valore stesso dell’essere umano, rispettandolo e amandolo.
Tiberio Cantaboni

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, di fronte ai dubbi, alle incertezze e alle paure che segnano la nostra vita quotidiana e la vita del mondo, invochiamo da Dio quella luce che sul monte illuminò il volto di Cristo e confortò i discepoli.

Preghiamo dicendo con fede:  Mostraci, Signore, la tua misericordia.

1. Per la Chiesa, perché sollecitata dalle parole e dai gesti di Papa Francesco, sia come luce sul monte per questa umanità disorientata da profondi cambiamenti e ferita dal peccato, preghiamo:

2. Per i cristiani che, in tante parti del mondo, rendono testimonianza a Cristo anche a prezzo della vita, perché le loro sofferenze e il loro sangue, come quello di Gesù, sia seme fecondo di redenzione per l’intera umanità, preghiamo:

3. Per le persone che sono segnate in special modo dal dolore a causa della malattia, della povertà, perché trovino luce e conforto nella fede e nella fraterna carità, preghiamo:

4. Per le comunità cristiane e per le nostre famiglie, perché siano luoghi di riconciliazione, dove la compassione e il perdono sono più forti dei risentimenti e di ogni motivo di divisione, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Dio di misericordia, che nella trasfigurazione del tuo Figlio hai fatto intravedere ai discepoli la luce oltre le tenebre del Calvario, illumina e conforta anche noi nell’oscurità che sovente avvolge il nostro cammino. Per Cristo nostrotro Signore.

A - Amen.

PADRE FELICE MARIA CAPPELLO

Il “confessore di Roma”. Poiché per 40 anni confessò nella chiesa di sant’Ignazio in Roma. Un’intelligenza penetrante, una dialettica carismatica affinata da studi intensi, un sacerdote indulgente dotato di grande forza d’animo, un austero educatore pieno di compassione umana, resero il religioso della Compagnia di Gesù (Caviola di Falcade, Belluno, 8 ottobre 1879 - Roma, 25 marzo 1962) «specchio intemerato di virtù e di zelo sacerdotale » (Giovanni XXIII). Ammirato come canonista, fu autore d’opere e saggi. Collaborò a “Civiltà Cattolica”. Ora è stato proclamato Servo di Dio.
Cristina Santacroce

II SETTIMANA DI QUARESIMA

22 L Cattedra di S. Pietro, apostolo. Festa (bianco). Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. La professione di fede di Pietro apre le porte alla costruzione della Chiesa. Sulla sua persona, Cristo instaurerà la nuova comunità riunita nel nome dello stesso Padre. Cristo non guarda al passato, e anche da un peccatore come Pietro ricava un grande santo. S. Margherita da Cortona. 1Pt 5,1-4; Sal 22,2-6; Mt 16,13-19. Ricorda: Festa della Cattedra di San Pietro. Giubileo della Curia.

23 M A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio. Gesù ribalta completamente la mentalità del mondo. Afferma che il più grande sarà il servo di tutti. Quando, invece, nel mondo sembra contare solo chi ha in mano il potere economico, politico, sociale. Quante sorprese troveremo nel Regno dei cieli! S. Policarpo; B. Giuseppina Vannini. Is 1,10.16-20; Sal 49,8-9.16-17.21.23; Mt 23,1-12.

24 M Salvami, Signore, per la tua misericordia. L’esempio più concreto di servizio agli altri è quello di Cristo. Il Signore, che cielo e terra non potevano contenere, ha subito gli oltraggi, le tribolazioni e la morte in croce come il più misero uomo della terra. Eppure, egli era veramente Re. Non come lo intende il mondo, ma nel senso voluto da Dio. S. Modesto; B. Tommaso M. Fusco; B. Costanzo Servoli. Ger 18,18-20; Sal 30,5-6.14-16; Mt 20,17-28.

25 G Beato l’uomo che confida nel Signore. Lazzaro è il mendicante per eccellenza, il povero che non chiede niente, ma attende solo un gesto di misericordia da chi ha le possibilità di aiutarlo. È il simbolo di quanti sono disprezzati e derisi dai potenti, ma le cui vite hanno un valore enorme agli occhi di Dio. S. Nestore; S. Cesario; B. Domenico Lentini. Ger 17,5-10; Sal 1,1-4.6; Lc 16,19-31.

26 V Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie. Quante volte ci ostiniamo a non voler vedere le opere del Signore. Quanti rifiuti anche noi compiamo ogni giorno nei confronti degli inviti di Cristo. Non siamo forse vignaioli che hanno più a cuore lo sfruttamento della vigna che non di farla rendere per gratificare il padrone? Sant’Alessandro di Alessandria; San Faustiniano; San Porfirio. Gen 37,3-4.12-13a.16-28; Sal 104,16-21; Mt 21,33-43.45-46.

27 S Misericordioso e pietoso è il Signore. Corriamo sempre il rischio di comportarci come il figlio fedele al Padre, che mostra la sua gelosia per il trattamento riservato al fratello tornato a casa dopo aver dilapidato il patrimonio ricevuto. Cerchiamo di riconoscere il proprio peccato e il proprio errore e tornare a credere nella redenzione. S. Gabriele dell’Addolorata; S. Onorina; S. Gregorio di Narek. Mi 7,14-15.18-20; Sal 102,1-4.9-12; Lc 15,1-3.11-32.

[28 D III Domenica di Quaresima / C (S. Romano) Es 3,1-8.13-15; Sal 102,1-4.6-8.11; 1 Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9].

Nicola Gori

Salmo responsoriale e accompagnamento

salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009.

Inizio: Soccorri i tuoi figli (98); Cristo Gesù, Salvatore (273 str. 1-2.4).
Salmo responsoriale: M° A. Bastoni; Ritornello: A te, Signore, innalzo l’anima mia (41).
Processione offertoriale: Quanta sete nel mio cuore (376).
Comunione: Tu, festa della luce (380); Tu percorri con noi (307).
Congedo: Conducimi tu (271).

ACCOMPAGNAMENTO
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