Guida all’ascolto della Parola di Dio / 13

APOCALISSE

Il drago vuole divorare il bambino. (Ap 12,3-4). (Padova, Battistero del Duomo. Giusto Menabuoi, sec. XIV).CARATTERIZZATO dal ricorso alle visioni e ai simboli, alle immagini e ai fenomeni naturali, il linguaggio dell’apocalittica (da cui deriva il termine “apocalisse”), si è sviluppato nell’ambiente ebraico – e in seguito in quello cristiano – fra il III secolo a.C. e il II secolo d.C. Nella sua origine greca, il termine apokàlypsis (“apocalisse”) significa “rivelazione”, “svelamento”, “manifestazione”. Con il linguaggio apocalittico, particolarmente usato nei momenti più drammatici della storia del popolo biblico e delle prime comunità cristiane perseguitate, ci si proponeva infatti di “rivelare” le parole confortatrici rivolte da Dio ai suoi fedeli e di rassicurarli che il suo intervento avrebbe riportato la vittoria del bene sulle forze del male. Il ricorso a questo linguaggio “cifrato”, particolarmente presente nei libri profetici della Bibbia e in diversi scritti del Nuovo Testamento (pensiamo solo al libro dell’Apocalisse), era motivato dal fatto che chi scriveva voleva evitare ogni riferimento diretto ai personaggi e alle vicende narrate, per non rischiare di esporre maggiormente al pericolo la vita delle singole persone e delle comunità coinvolte. I simboli e le immagini più frequenti nella letteratura apocalittica si ispirano al mondo dell’uomo (le parti del suo corpo, le vesti, il sangue, le armi) e al mondo degli animali (descritti ora come immagini di feroce violenza, ora come rappresentazione dei persecutori e dei nemici, o come strumenti di punizione per l’uomo: Vedi il libro di Daniele e l’Apocalisse). Come pure si ispirano al simbolismo dei colori (il bianco, il rosso, la luce, le tenebre, il buio) e ai fenomeni atmosferici e naturali (il fuoco, la tempesta, il terremoto, il fumo, i fulmini, il mutamento degli astri, del sole e della luna). Nel leggere la Bibbia occorre saper “decifrare” questo linguaggio, per non correre il rischio di interpretare le immagini e i simboli alla lettera e così trasformare il messaggio di consolazione e di vittoria che essi trasmettono in una visione catastrofica del mondo e della storia. È ciò che il termine “apocalisse” non intende dire, anche se oggi questo è il significato che erroneamente e senza fondamento si è maggiormente diffuso.

Il drago vuole divorare il bambino. (Ap 12,3-4). (Padova, Battistero del Duomo. Giusto Menabuoi, sec. XIV).

Primo Gironi, biblista

Archivio

Vai