I giorni di Satana e i giorni di Dio
Chi ha “inventato” il diavolo?
Nel suo graduale sviluppo la rivelazione biblica riconosce che, accanto alla libertà dell’uomo, è presente una causa esterna – conciliabile con la fede nell’unicità di Dio– che concorre alla scelta del male, del peccato. È ciò che avvienecon la presenza del “serpente” nelracconto della caduta di Adamoed Eva (cf. Gen3). Come pure è ciò che rappre-senta quel particolare personaggio che la Bibbia ebraica chiama “Satana” (“colui che accusa”) e che la Bibbia in lingua greca chiama “diavolo” (“colui che divide”).La Bibbia è molto sobria nel descrivere la figura di Satana, sempre sottomessa alla volontà di Dio come tutte le creature. La sua operanegativa nei confronti dell’uomo si esprimenel tentarlo al male: è lui che “induce in tentazione”, non Dio. Quelle sgradevoli raffigurazioni che mostrano il diavolo con corna, coda, artigli, non appartengono alla rivelazione biblica, ma a tradizioni e culture ad essa estranee.
Alcuni negano l’esistenza e la personalità di Satana (o del diavolo), ma la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte dice altro: essa ci conferma che l’opera distruttrice di Satana è reale e viene annientata dalla Croce e dalla Pasqua. Il valore numerico del nome ebraico Satana è 364 (come i giorni dell’anno, escluso il “Giorno dell’espiazione”). Se egli è all’opera ogni giorno, Dio ogni giorno ci invita a “non temere” (espressione che nella Bibbia ricorre 365 volte, quanti sono i giorni dell’anno).
don Primo Gironi,ssp, biblista

