Commento
«VA’ E D’ORA IN POI NON PECCARE PIÙ»

MENTRE tutti urlano e mormorano contro la donna colta in flagrante adulterio, Gesù tace e scrive per terra. Che cosa avrà scritto? Su quelle parole si sono spesi fiumi d’inchiostro nel tentativo di interpretare questo gesto di Gesù e le parole scritte; tuttavia è inutile chiederselo, perché quelle parole rimarranno nella mente e nel cuore delle persone per le quali Gesù le ha scritte. Lì devono restare, perché la misericordia di Dio giunge non in maniera massificata, ma assolutamente personale, è un abbraccio specifico a fronte della situazione di peccato nella quale si trova il singolo individuo, come la donna adultera (Vangelo).
Ognuno di noi ha bisogno di sentire questa paterna premura, per questo è necessario rinunciare a qualsiasi giudizio temerario nei confronti dell’altro, perché quel giudizio un giorno o l’altro si ritorcerà contro chi lo ha emesso. Il compito di ognuno è invece quello di «aprire una strada », di offrire speranza laddove il peccato ha abbrutito la vita, e così renderla nuova e capace di un cammino spedito nel vero bene, dimenticando il passato e protendendosi verso il futuro (I e II Lettura).
Tiberio Cantaboni

