Commento
Una trasmissione di vita
«Ascende il Signore tra canti di gioia» ci fa ripetere il Salmo. Se “toccare il cielo con un dito” è il massimo della gioia, quanto più sapere che in Cristo, asceso al cielo, tutta la nostra umanità è innalzata con lui! Questa verità non ci lascia fermi a guardare il cielo mentre Gesù «elevato in alto» è sottratto ai nostri occhi (I Lettura), ma ci orienta al dinamismo fecondo della Pasqua: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura». Al cuore dell’Ascensione sta questo sorprendente slancio missionario che, da custodi nostalgici di una “assenza”, ci rende testimoni infaticabili della presenza del Risorto che agisce insieme con noi nella storia. La forza dello Spirito ci spinge come Chiesa ricolmata di doni e carismi, ci protende in avanti, nell’oltre della storia, «fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (II Lettura). Se davvero crediamo nel Vangelo, diveniamo evangelizzatori, “sacramento” di umanità che manifesta i segni della vita nuova: vita redenta che libera e salva, vita creativa che si esprime in nuovi linguaggi, vita integra che non è scalfita al contatto col male, vita piena che promuove e guarisce (Vangelo).
Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)

