17 maggio 2026

Oggi ricorre la 60ª Giornata per le comunicazioni sociali. MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA Tutto come nella Messa del giorno, comprese le Letture, eccetto l'Antifona d'ingresso.


«IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI»


La solennità dell'Ascensione del Signore non commemora un distacco, ma celebra una presenza. Cessa la presenza terrena di Gesù tra i suoi discepoli e inizia il tempo di quella invisibile nello Spirito, attraverso il segno visibile della comunità dei credenti: la Chiesa. Gli apostoli fissano il cielo, che ha sottratto Cristo ai loro occhi; nel loro cuore vi è il peso di un'assenza, mitigato dalla promessa dello Spirito Santo. Ma subito c'è chi li risveglia alla realtà: devono credere che stanno celebrando una presenza che elude tempo e spazio (I Lettura). Il Risorto appare loro: la sua presenza rincuora, le sue parole confortano; ne saranno testimoni e annunciatori alle genti (Vangelo). L'apostolo Paolo (II Lettura) dà voce al mistero stupendo che la festa odierna affida ai credenti: il Signore asceso al cielo, nostra speranza ed eredità, ci convoca a condividere la sua stessa gloria, dove egli ci ha preceduto. Nell'attesa, la mente e il cuore rivolti ai gaudi eterni, viviamo in questo mondo con la libertà e la gioia di chi sa di essere in cammino verso il "tesoro di gloria" certo ed eterno. La nostra fede non indulga a un'assenza, ma contempli e celebri una presenza.

don Giuliano Saredi, ssp

Fate miei discepoli tutti i popoli

Il Concilio Vaticano II ha affermato la centralità della missione, definendola come attuazione essenziale della Chiesa e parte integrante dell'identità più intima della fede cristiana. La sua essenza è profondamente cristologica, come ribadì il vescovo Franz Kamphaus (1932-2024), quando scrisse: «Il cristianesimo esiste solo perché esiste la missione; altrimenti, sarebbe rimasto all'ebraismo». La Chiesa, infatti, è chiamata a operare come sacramento di salvezza per tutto il mondo, attraverso la testimonianza di Cristo risorto (cfr. Ad Gentes). Negli ultimi anni, tuttavia, si è andata affermando una mentalità che tende a privilegiare l'accompagnamento e l'ascolto delle dinamiche del mondo, attenuando l'aspetto di evangelizzazione e conversione. Questa prospettiva, influenzata dal dialogo interreligioso e dal rispetto per le diverse convinzioni, suggerisce che ogni credo possegga una dignità equivalente, invitando i cristiani a collaborare per il bene comune senza pretendere una superiorità della verità rivelata. Tale approccio, pur valorizzando l'incontro e la condivisione, rischia di sovvertire il mandato originario della Chiesa, riducendo la predicazione della fede e l'invito al Battesimo a elementi secondari, in favore di un cammino condiviso che riconosce il pluralismo come dato irreversibile della società moderna.
Al contrario, il magistero e la dottrina della Chiesa, radicati nella Scrittura e nella Tradizione, affermano con chiarezza il mandato missionario conferito da Gesù ai suoi discepoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). La nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2007 ribadisce che Gesù ha invitato tutti alla fede e alla conversione, mentre encicliche come Redemptoris Missio ed Evangelii Gaudium esortano a una missione che non si limita al dialogo, ma porta la gioia del Signore a ogni uomo, riconoscendo che la salvezza è in Cristo.
Consapevoli delle difficoltà nel mondo occidentale, segnato da secolarizzazione e pluralismo, i cristiani sanno che annunciare la verità del Vangelo può suscitare resistenze, poiché una cultura che privilegia il relativismo non tollera pretese di assolutezza. Eppure, Gesù ha avvertito i suoi: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20), preparando la Chiesa a un cammino che non cerca l'approvazione del mondo, ma la fedeltà al mandato. Come Cristo con la sua testimonianza "ha dato fastidio", e per questo è salito in croce, così è anche per l'evangelizzazione autentica: accetta l'ostilità ideologica e la marginalizzazione, trasformandole in opportunità di grazia.

Maria P. Barsotti

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, nell'esultanza di questo giorno santo, in cui Cristo è salito al cielo alla destra del Padre, ravviviamo il fervore della nostra preghiera con rinnovata speranza.

Lettore - Preghiamo insieme, dicendo:
 Ravviva la nostra speranza, Signore.

1. Per la Chiesa: nel suo pellegrinaggio, fra le alterne vicende del mondo, tenga sempre fisso lo sguardo sui beni eterni per annunciare, con amore e coraggio, il Vangelo a tutte le genti. Preghiamo:
2. Per la società civile: ascolti il grido di speranza dei poveri, superando chiusure ed emarginazioni, e promuovendo la dignità di ogni persona con iniziative idonee a migliorarne la condizione umana. Preghiamo:
3. Per gli operatori della comunicazione sociale: animati da spirito evangelico, pongano a servizio del bene comune la versatilità e le inedite potenzialità dei nuovi mezzi; salvaguardino la dignità delle persone con la necessaria vigilanza, educandole al pensiero critico e al sano discernimento. Preghiamo:
4. Per noi qui riuniti: la presenza sacramentale del Risorto in mezzo a noi allieti la celebrazione domenicale e colmi di speranza operosa le nostre giornate per ritrovarci, un giorno, tutti insieme, nella casa del Padre. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Concedi, o Padre, che il desiderio del cielo, dove Cristo è salito a prepararci un posto, ci sostenga e ci conforti nelle prove della vita. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.

18-24 maggio 2026

18 L Regni della terra, cantate a Dio. Gesù sa che siamo deboli e non dobbiamo abbatterci per le nostre cadute: egli è più grande del nostro peccato! S. Giovanni I (mf); S. Felice da Cantalice; B. Blandina. At 19,1-8; Sal 67; Gv 16,29-33.
19 M Regni della terra, cantate a Dio. Il Signore prega per i discepoli che il Padre gli ha dato: essi hanno creduto e osservato la sua Parola. S. Pietro Celestino; S. Ivo; S. Crispino da Viterbo. At 20,17-27; Sal 67; Gv 17,1-11a.
20 M Regni della terra, cantate a Dio. Il desiderio di nostro Signore è che siamo una cosa sola fra noi, come lui è uno con il Padre. S. Bernardino da Siena (mf); S. Lidia; B. Luigi Talamoni. At 20,28-38; Sal 67; Gv 17,11b-19.
21 G Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Nella sua preghiera al Padre, Gesù ha pensato anche a noi, i discepoli che crederanno in lui. Ss. Cristoforo Magallanes e c. (mf); S. Carlo Eugenio de Mazenod. At 22,30; 23,6-11; Sal 15; Gv 17,20-26.
22 V Il Signore ha posto il suo trono nei cieli. Gesù rivela a Pietro la vera sequela: seguirlo accettando anche ciò che non avrebbe mai scelto di propria iniziativa. S. Rita da Cascia (mf); S. Giulia; S. Umiltà (Rosanna). At 25,13-21; Sal 102; Gv 21,15-19.
23 S Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto. Il Signore ci invita a non paragonarci agli altri, ma a seguire la sua volontà: «Tu vieni e seguimi». S. Desiderio; S. Onorato; S. Giovanni B. de Rossi. At 28,16-20.30-31; Sal 10; Gv 21,20-25.
24 D DOMENICA DI PENTECOSTE / A (s, rosso). Lit. propria. Termina il Tempo di Pasqua. B.V. Maria Ausiliatrice; S. Sèrvulo. At 2,1-11; Sal 103; 1Cor 12,3b-7.12-13; Gv 20,19-23. 

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Nei cieli un grido risuonò (555); Sia gloria in terra (556). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Cantate al Signore (121). Processione offertoriale: Se uno è in Cristo (716). Comunione: Il tuo popolo in cammino (663); Noi ti preghiamo (561). Congedo: Jubilate, servite (665).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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