10 dicembre 2017

Prepariamoci al santo Natale, che è più di una gradita festa del calendario, seguendo le indicazioni del profeta Isaia e del precursore Giovanni Battista. Essi ci chiedono di raddrizzare le vie del nostro cuore, di occupare il dono del tempo con saggezza e con opere di bene.

PREPARATE LA STRADA AL SIGNORE CHE VIENE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA celebrazione eucaristica di questa domenica ci offre una prospettiva privilegiata sull’Avvento. San Bernardo di Chiaravalle (XI sec.) parla delle venute del Signore: la prima fu nella debolezza della carne, l’attuale è nella potenza dello Spirito Santo, l’ultima sarà alla fine dei tempi, nella gloria. «Consolate, consolate il mio popolo» è l’annuncio di Dio che desidera abitare in mezzo al suo popolo e condurlo come un pastore il suo gregge (I Lettura). Un “Buon Pastore” che «battezzerà in Spirito Santo», perché è sotto il velo del segno sacramentale dell’acqua che i cristiani, in maniera privilegiata, sono sostenuti nei sentieri del Signore (Vangelo).
«Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova», non perché la nostra fede sia una sorta di “oppio dei popoli”, al contrario, quand’anche l’impegno per il bene procurasse dolore o morte, sarebbe il travaglio per la vita eterna (II Lettura). Anche oggi il Signore ci dona il suo bene (Salmo): la dolce attesa del bimbo di Betlemme, il dono dello Spirito Santo che sostiene il cammino nell’immutata speranza della Chiesa, sposa fedele, che attende il suo sposo: «Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,20).

Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

AMARE COME COPPIA E COME FAMIGLIA

PER troppo tempo la vita coniugale è stata percepita come cammino di fede meno rilevante rispetto alla vita consacrata. Ancora Pio XII nell’enciclica Sacra Virginitas, metteva il matrimonio su un gradino più basso rispetto all’ordine sacro e alle diverse forme di vita consacrata.
A ristabilire una visione più rispettosa arrivò il Vaticano II e il successivo magistero di cui Papa Francesco, a proposito della spiritualità coniugale, riprende nell’ultimo capitolo di Amoris laetitia gli spunti più significativi.
Per sgomberare il campo da qualsiasi fraintendimento ribadisce subito che la spiritualità matrimoniale non è inferiore rispetto ad altri percorsi religiosi: «Coloro che hanno desideri spirituali profondi non devono sentire che la famiglia li allontana dalla crescita nella vita dello Spirito, ma che è un percorso che il Signore utilizza per portarli al vertice dell’unione mistica» (Al 316).
Dopo aver sottolineato l’importanza della preghiera in famiglia come strada di crescita nella fede e prezioso strumento educativo, il Papa colloca l’esigenza di una formazione spirituale specifica come occasione per i coniugi di cura vicendevole, consolazione e stimolo. Anche in questo caso serve un atteggiamento di reciproca misericordia che diventa apertura allo Spirito per testimoniare sempre meglio l’amore di Dio nella quotidianità familiare.

Luciano Moia, Direttore di “Noi, famiglia&vita” (Avvenire)

I PAPI DI FATIMA / 5

Paolo VI - Foto Ansa
Paolo VI (1963-1978). Il primo Papa pellegrino a Fatima. Paolo VI porta a conclusione il Vaticano II, che nella costituzione dogmatica Lumen gentium dedica il più importante documento sulla Vergine (capitolo VIII), in cui si definisce Maria “Modello e Madre della Chiesa". Al termine del Concilio, nel novembre 1965, davanti a tutti i vescovi, rinnova la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Nel cinquantesimo delle apparizioni, il 13 maggio 1967, Paolo VI si reca pellegrino a Fatima, pubblicando per l’occasione l’esortazione Signum magnum.

Bruno Tamai ssp

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli carissimi, la speranza, che nasce dalla fede, ravviva l’attesa del Signore che non mancherà alla parola data. Uniti in preghiera, innalziamo le nostre suppliche al Padre di ogni bontà.

Preghiamo e diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

1.
Per la Chiesa di Cristo, perché nella varietà dei ministeri sappia annunciare la vicinanza e la consolazione che il Signore offre a tutta l’umanità, preghiamo:

2. Per gli uomini di buona volontà, perché si impegnino a camminare decisamente verso un tempo di giustizia e di pace per tutti i popoli, preghiamo:

3. Per i sofferenti e i loro cari, perché nel tempo della malattia sentano la solidarietà della comunità cristiana, che rende presente la vicinanza del Medico celeste, preghiamo:

4. Per noi qui riuniti, perché le nostre attività siano sempre più spazio in cui si vivono le opere di misericordia corporale e spirituale, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C -
Padre di ogni consolazione, dona a noi tuoi figli, di trascorrere in operosa attesa il tempo che ci separa dall’incontro con il tuo Figlio Gesù che viene a salvarci. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

II SETTIMANA DI AVVENTO - 2017

11 L San Damaso I, papa. Memoria (bianco). Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci. Le guarigioni operate da Gesù vanno oltre il male visibile e lo raggiungono nella sua radice, il peccato. Il Figlio dell’uomo, infatti, ha il potere di perdonare i peccati, la stessa “potenza del Signore” che gli fa operare guarigioni. S. Daniele Stilita; S. Sabino. Is 35,1-10; Sal 84,9-14; Lc 5,17-26.

12 M Ecco, il nostro Dio viene con potenza. I fratelli nella fede considerati “piccoli”, perché fragili, sono pur sempre oggetto dell’amore di Dio. Con essi è necessario evitare lo scandalo, perché neppure “uno” solo di loro si perda. Gesù precisa che si tratta della “volontà del Padre”. B.V. Maria di Guadalupe (m.f.); B. Giacomo Capocci; S. Spiridone. Is 40,1-11; Sal 95,1-3.10-13; Mt 18,12-14.

13 M S. Lucia, vergine e martire. Memoria (rosso). Benedici il Signore, anima mia. All’umanità stanca e oppressa Gesù promette un ristoro, consistente nell’assumere il suo giogo. Un semplice scambio di giogo potrebbe nascondere una beffa, se non fossimo sicuri che il suo è dolce e leggero, perché è lui a portarlo per noi e con noi. S. Ottilia; B. Giovanni Marinoni. Is 40,25-31; Sal 102, 1-4.8.10; Mt 11,28-30.

14 G S. Giovanni della Croce, sacerdote e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Il Signore è misericordioso e grande nell’amore. Giovanni il Battista è in carcere, coinvolto fino alla morte nella sua missione. Gesù esalta di fronte alle folle la sua fedeltà all’annuncio e la sua coerenza di vita. S. Venanzio Fortunato; S. Pompeo. Is 41,13-20; Sal 144,1.9-13; Mt 11,11-15.

15 V Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita. Gesù si sofferma sull’incapacità dei suoi contemporanei di valutare la persona e le opere di Giovanni e di Gesù stesso. Il loro giudizio “puerile” è ben lontano dalla sapienza che considera, invece, la realtà delle opere compiute. S. Valeriano; B. Maria Vttoria Fornari; B. Carlo Steeb. Is 48,17-19; Sal 1,1-4.6 ; Mt 11,16-19.

16 S Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. Il racconto biblico della “scomparsa” di Elia, profeta “di fuoco”, ne suggeriva un possibile ritorno in Giovanni. Gesù assimila il sofferto trattamento di Elia con quello di Giovanni, preludio di quello riservato al Figlio dell’uomo. S. Adelaide; S. Aggeo pr.; B. Clemente Marchisio. Sir 48,1-4.9-11; Sal 79, 2-3.15-16.18-19; Mt 17,10-13.

[17 D III Domenica di Avvento / B (S. Modesto) Is 61,1-2.10-11; Cant. Lc 1,46-50.53-54; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28].

Tarcisio Stramare osj

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: CVoce di uno che grida nel deserto (463); Vieni, o Signore (461).
Salmo responsoriale: Ritornello: M° A. Parisi; Venite, esultiamo al Signore (117).
Processione offertoriale: Salga da questo altare (309).
Comunione: Celeste Gerusalemme (5); Nuovi cieli (450).
Congedo: Giovane donna (579).

ACCOMPAGNAMENTO
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