15 gennaio 2017

Donando lo Spirito di Dio, Gesù ci rende capaci di vivere come lui, di rinnovarci e di rinunciare a quel modo egoistico e prepotente di vivere proprio del mondo. Gesù può davvero rendere nuova la nostra vita.

GIOVANNI VEDENDO GESÙ DISSE: «ECCO L’AGNELLO DI DIO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
TERMINATO il tempo natalizio, in cui siamo stati nuovamente invitati dalla liturgia a contemplare e meditare in particolare il mistero dell’incarnazione del Verbo, questa domenica del Tempo Ordinario estende in un certo modo il mistero dell’Epifania, cioè della manifestazione di Gesù: egli è stato riconosciuto dai Magi, si è manifestato come il Figlio eletto nel Battesimo al fiume Giordano, Giovanni oggi lo riconosce ed annuncia come «l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Vangelo). La missione di Gesù Cristo non è solo quella di porsi come il servo del Signore, di essere portavoce della Parola e della volontà di Dio per l’umanità, ma soprattutto quella di «portare la salvezza fino all’estremità della terra» (I Lettura).
È solo Cristo che può togliere dal cuore dell’uomo la radice di ogni male, cioè il peccato, perché se lo è addossato e lo ha portato su di sé fino ad inchiodarlo sulla croce. Al cristiano, rinato nella santità battesimale, spetta il compito, come Giovanni Battista, di testimoniare questa salvezza, perché ogni uomo possa trovare, nonostante tutto, un porto di speranza e di felicità autentica ed eterna.

Tiberio Cantaboni

MIGRANTI MINORENNI, VULNERABILI E SENZA VOCE

“Profughi”, illustrazione di Angela Allegretti, 2016.
Oltre 1 milione in Italia di almeno 196 nazionalità diverse, di cui almeno il 60% nati in Italia e 15.000 arrivati nel nostro Paese non accompagnati, senza famiglia, 814.000 studenti, circa 3.000 minori in adozione annualmente: sono i volti dei minori migranti in Italia, a cui papa Francesco invita a guardare nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017.
Le loro storie di vita sono segnate spesso, soprattutto nel caso dei minori richiedenti asilo e rifugiati che provengono da 35 guerre in corso nel mondo (dalla Siria all’Iraq, all’Ucraina, all’Eritrea), da sofferenze, violenze, abbandoni, che li rendono particolarmente ‘vulnerabili’.
Le nostre comunità cristiane, le famiglie, forti anche dell’invito di Papa Francesco, hanno costruito segni di accoglienza e progetti che hanno dato a molti minori casa, sicurezza, salute, voce. Un impegno di preghiera e di solidarietà non sempre facile, perché sfida chiusure, paure che purtroppo rendono talora difficile l’accoglienza nelle nostre comunità, ma che siamo chiamati a ricordare in questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, come ‘gesto concreto’, testimonianza di fede di una Chiesa “che incontra e dialoga” come ha ricordato Papa Francesco nell’esortazione Evangelii gaudium, aperta al mondo, con un’attenzione evangelica preferenziale ai poveri.

Mons. Gian Carlo Perego, Direzione Generale Migrantes
Per informazioni e offerte: www.migrantes.it

L’APPRODO

Quanti giovani e bambini, / tra mille e mille naufraghi, /
che ogni giorno approdano / nei nostri mari. /
Gente disperata, in fuga / da guerra, dolore e fame. /
In cerca di braccia accoglienti, / perché rinasca in loro la speranza. /
Molti non hanno mai / raggiunto la sponda / e il mare per loro / è divenuto una tomba. /
Signore, il male impera, schianta / e sangue e lacrime spande / in questa terra / devastata e stanca. /
Di quanta sofferenza, / Dio, ci sarà bisogno, / perché sia pieno / il calice del mondo? /
Manda il Tuo Soffio, gagliardo e forte, / per fare nuovo il mondo. /
Per tergere ogni pianto / e ridare il sorriso ad ogni volto affranto.

Vichi, 7.9. 2016

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, al Signore, che dà ascolto al nostro grido e si china su di noi per effondere la sua grazia misericordiosa, eleviamo la nostra comune preghiera.

Preghiamo insieme, dicendo: Ascolta, o Padre, la nostra preghiera.

1.
Per i pastori della Chiesa, perché sappiano indicare, come Giovanni Battista, in Cristo l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e siano i primi testimoni della salvezza che offre a tutta l’umanità, preghiamo:

2. Per coloro che operano nelle regioni in cui la guerra e la violenza seminano distruzione e morte, perché il loro lavoro al servizio della pace e della fratellanza sia alimentato dalla certezza di essere apostoli di Gesù Cristo, preghiamo:

3. Per i genitori che stanno per condurre al fonte battesimale i loro figli, perché sentano di donare loro la gioia straordinaria di diventare figli di Dio e di incamminarli alla salvezza eterna, preghiamo:

4. Per ciascuno di noi, perché ognuno, secondo la propria vocazione, si senta partecipe dell’edificazione del Regno di Dio, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Signore Gesù, tu sei l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Sostieni la nostra debolezza che si è espressa nella preghiera che ti abbiamo rivolto e donaci i frutti della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen.

II SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

16 L Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore. Oggi la Parola di Dio ci invita a volgere lo sguardo a Gesù il vero sacerdote e lo sposo che ci ama nel profondo che ci invita al banchetto di esultanza. S. Marcellino I; S. Tiziano; B. Giuseppe A. Tovini. Eb 5,1-10; Sal 109,1-4; Mc 2,18-22.

17 M S. Antonio abate. Memoria (bianco). Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza. Tutta la storia della salvezza ha come scopo quello di farci incontrare il Signore Gesù nella gloria del Padre. S. Roselina; S. Giuliano. Eb 6,10-20; Sal 110,1-2.4-5.9-10; Mc 2,23-28.

Enrico M. Beraudo

Ricorda oggi la 28a Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei.

Papa Francesco - 18 gennaio 2016 in visita alla Sinagoga di Roma: «Nel dialogo interreligioso è fondamentale che ci incontriamo come fratelli e sorelle davanti al nostro Creatore e a Lui rendiamo lode, che ci rispettiamo e apprezziamo a vicenda e cerchiamo di collaborare».

INTENZIONI E PROPOSTE DI LETTURA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
Dal 18 al 22 gennaio


18 I Giorno - Uno solo morì per tutti (2 Cor 5, 14). Isaia 53, 4-12: Ha dato la vita come un sacrificio per gli altri; Salmo 118 [117], 1.14-29: Il Signore non mi ha lasciato morire; 1 Giovanni 2, 1-2: Cristo è morto per tutti; Giovanni 15, 13-17: Dare la vita per i propri amici.

19 II Giorno - Vivere non più per se stessi (2 Cor 5, 15). Michea 6, 6-8: Il Signore ha insegnato agli uomini quel che è bene; Salmo 25 [24], 1-5: Fammi conoscere le tue vie, Signore mio salvatore; 1 Giovanni 4, 19-21: Noi amiamo Dio, perché Egli per primo ci ha mostrato il suo amore; Matteo 16, 24-26: Chi è pronto a sacrificare la propria vita per me la ritroverà.

20 III Giorno - Non considerare più nessuno con i criteri di questo mondo (2 Cor 5, 16). 1 Samuele 16, 1.6-7: Il Signore non guarda l’apparenza, ma il cuore; Salmo 19 [18], 8-14: Gli ordini del Signore sono chiari: aprono gli occhi; Atti 9, 1-19: Saulo diviene Paolo; Matteo 5, 1-12: Le beatitudini.

21 IV Giorno - Le cose vecchie sono passate (2 Cor 5, 17). Genesi 19, 15-26: Non voltarti indietro; Salmo 77 [76], 6-16: Dio è sempre fedele; Filippesi 3,7-14: Dimentico quel che sta alle mie spalle; Luca 9, 57-62: Mettersi all’aratro.

22 V Giorno - Tutto è diventato nuovo (2 Cor 5, 17). Ezechiele 36, 125-27: Ricevere da Dio un cuore nuovo; Salmo 126 [125], 1-7: Essere pieni di gioia; Colossesi 3, 9-17: Essere uomini nuovi; Giovanni 3, 1-8; Nascere dallo Spirito.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009.

Inizio: Popolo regale (113); Tu sei come roccia (309).
Salmo responsoriale: Modulo: M° C. Carena; Ritornello: Spero nel Signore (336).
Processione offertoriale: Quanta sete nel mio cuore (376).
Comunione: Come unico pane (348); Sei tu, Signore, il pane (378).
Congedo: Sub tuum praesidium (221).

ACCOMPAGNAMENTO
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