6 gennaio 2018

L’Epifania, o manifestazione del Signore, è una festa di luce: una luce che guida a Gesù. Lo splendore di una stella attrae a Betlemme genti lontane. Sono il simbolo di tutti gli uomini, quindi anche di noi, che vanno verso il Signore, guidati dalla fede, e lo adorano. – Oggi si celebra la Giornata missionaria per l’infanzia.

I MAGI: SIAMO VENUTI PER ADORARE IL SIGNORE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’EPIFANIA del Signore, così cara alla liturgia orientale, ci ricorda che tutte le genti «sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo» (Ef 3,6). La profezia di Isaia (I Lettura) comunica la visione di universalismo e di unità di tutti i popoli in cammino verso Gerusalemme. Agli Israeliti, di ritorno dall’esilio babilonese, si uniscono le nazioni straniere attratte dalla luce e dalla gloria di Dio che risplende sulla città santa. Un evento glorioso voluto da Dio!
Nel brano della Lettera agli Efesini (II Lettura), san Paolo parla del “mistero di Cristo” manifestato a tutti gli uomini: in Cristo tutti sono riconciliati con Dio. È la preziosa eredità destinata all’intera umanità, al di là delle distinzioni che gli uomini hanno creato. Una verità fondamentale che riguarda anche noi. L’evangelista Matteo racconta la venuta dei magi a Betlemme, guidati da una stella. Rappresentano tutti i popoli della terra che giungono all’incontro con Cristo, attualizzando così il disegno di Dio che chiama tutti alla fede e alla salvezza.

Domenico Brandolino, ssp

SAN BERNARDINO DA SIENA

Bernardino da Siena. Illustrazione di Vittorio Polli, “La Storia di S. Bernardino da Siena”, P. Vittorio Facchinetti dei Frati Minori, Casa Ed. S. Lega Eucaristica, Milano, 1928.
NATO a Massa Marittima (1380), all’età di sei anni rimase orfano e fu allevato da uno zio paterno a Siena, dove studiò grammatica e retorica. Nel 1402 si fece francescano a Siena. Ordinato sacerdote nel 1404, completò gli studi in teologia, mistica e ascetica.
Nel 1417 iniziò la predicazione a Milano e in varie città d’Italia. Sulle piazze e sui pulpiti annunziò la Parola di Dio con vivacità, semplicità, pienezza di brio. Si serviva di aneddoti e favole per interagire con gli ascoltatori. Fin dalle sue prime prediche a Siena e a Firenze aveva manifestato grande venerazione per il nome di Gesù.
Era solito far dipingere la sigla o il monogramma di Gesù, raffigurato dalle lettere J H S (iniziali di Jesus Hominum Salvator: Gesù salvatore degli uomini), in mezzo ad una raggiera d’oro in campo azzurro, sopra tavolette di legno che portava con sé. Voleva che il nome di Gesù prendesse il posto delle tavole magiche, degli scongiuri, degli amuleti applicati agli infermi.
Tutto questo fu il pretesto di cui si servirono i suoi nemici per gettare sospetti sulla sua fede. Ma egli rimase in silenzio con umiltà e pazienza.
Fu denunciato al Papa Martino V. Ci fu l’incontro con dibattito, ma il Papa riconobbe l’ortodossia della sua dottrina e gli rese la facoltà di predicare ovunque e autorizzò il culto del nome di Gesù. Morì a L’Aquila il 20 maggio 1444. Fu canonizzato nel 1450.
La Chiesa lo ricorda il 20 maggio. È il patrono dei pubblicisti cattolici. Il Santissimo Nome di Gesù viene celebrato nella liturgia il 3 gennaio.

Orlando Zambello, ssp

UNA TAPPA NEL CAMMINO ECUMENICO

Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Sua Santità Kirill venera le reliquie di san Nicola.
LA venerazione verso san Nicola è profondamente radicata nel popolo russo. Dopo Gesù e la Vergine, il Vescovo di Myra è il santo più venerato. Non vi è casa o abitazione che non ne abbia una icona.
Il motivo di tale ampia devozione è da ricercare nella sua popolarità. San Nicola è un santo profondamente radicato sulla terra, e, pur vivendo in cielo, si volge alla terra e si interessa alle sofferenze degli uomini. La sua traslazione da Myra a Bari fu salutata con particolare favore dal popolo russo, che ben presto ne istituì la festa il 22 maggio.
Questo spiega la richiesta che il Patriarca di Mosca, Sua Santità Kirill, rivolse a Papa Francesco durante lo storico incontro a Cuba il 12 febbraio 2016: trasferire temporaneamente una reliquia di san Nicola in Russia e consentire a tanti fedeli ortodossi di venerarlo nella loro patria.
A lungo preparata, la peregrinatio si è svolta dal 21 maggio al 28 luglio 2017, in due tappe: prima nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e poi nel monastero di Aleksandr Nevskij a San Pietroburgo. La presenza della costola sinistra di san Nicola ha suscitato tra le masse dei fedeli una accoglienza straordinaria (circa 2.300.000 persone), nonostante le lunghe ore di coda per poter accedere al prezioso reliquiario.
Da ogni parte giungevano numerosi i ringraziamenti dei fedeli per questa straordinaria opportunità.
Benché frutto della collaborazione fra gerarchie, l’evento si è rivelato come realtà ampiamente popolare e ha colmato una lacuna nel cammino ecumenico, coinvolgendo il popolo cristiano in una testimonianza di fede e di condivisione, nel segno luminoso di Nicola, santo della Chiesa indivisa.

P. Ciro Capotosto, OP, Rettore della Basilica san Nicola di Bari

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, la festa dell’Epifania ci invita a incontrare Cristo, luce del mondo, e a sentirci missionari tra la gente. Preghiamo perché non si spenga in noi l’anelito missionario.

Preghiamo insieme, dicendo: Ascoltaci, o Signore.

1.
Perché la Chiesa, che ha la missione di aiutare tutti gli uomini a incontrare Cristo, abbia sempre il coraggio nell’annunciarlo al mondo d’oggi, preghiamo:

2. Perché i Paesi più ricchi sentano il dovere di aiutare i Paesi più poveri a uscire dalla miseria e dall’emarginazione, preghiamo:

3. Perché i giovani trovino nell’invito di Cristo a servire gli altri la ragione per vivere e rendere fruttuosa la loro esperienza di vita, preghiamo:

4. Perché la nostra comunità, che ogni domenica si ritrova attorno all’altare per celebrare l’Eucaristia, si senta coinvolta nel condurre a Cristo i fratelli, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C -
Tu vuoi, o Signore, che tutta l’umanità si metta in cammino per incontrare il tuo Figlio prediletto. Fa’ che ci sentiamo responsabili del cammino di fede dei nostri fratelli e sorelle. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Tutta la terra canti a te (683); Ti preghiam con viva fede (460).
Salmo responsoriale: Ritornello: da Il canto del Salmo responsoriale (ElleDi- Ci 2011); Popoli tutti, lodate il Signore (127).
Processione offertoriale: O povertà (696).
Comunione: I cieli narrano (659); Dio si è fatto come noi (470).
Congedo: Vergine del silenzio (595).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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