30 agosto 2015
Alla cura minuziosa dell’esteriorità che caratterizza la religiosità dei contemporanei, Gesù oppone la cura dell’interiorità, cioè del “cuore”. E richiama il profeta Isaia: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me».
SIATE DI QUELLI CHE METTONO IN PRATICA LA PAROLA

«Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui possa renderlo impuro». Ma il male esce dal cuore.
ANCORA una volta l’Antico Testamento e il Vangelo si illuminano a vicenda e ci fanno crescere nella fede. Stupendo il testo del Deuteronomio (I Lettura) che indica come tutta l’esistenza del credente viva dell’ascolto della Parola di Dio. Tale ascolto sarà però efficace se quella Parola viene messa in pratica (II Lettura). Il discepolo di Gesù Cristo onora Dio «con tutto il cuore», cioè con tutto se stesso, non limitandosi ad adorarlo solo «con le labbra». Gesù, certo, apprezza la legge, ma si oppone ai farisei e agli scribi, perché si sono allontanati dal senso profondo di alcune prescrizioni (come lavatura di bicchieri, stoviglie, mani…), anteponendo alla legge autentica riti e gesti della tradizione umana. I farisei e gli scribi del tempo di Gesù sono figura dell’uomo religioso che è in noi, spesso legato al formalismo e all’esteriorità, forse alla spettacolarità. Solo una intensa spiritualità (che la Bibbia ama chiamare con il nome “cuore”) può rendere gradito a Dio il nostro pensare e il nostro agire. Senza questa, l’uomo diventa schiavo dei molti mali e dei molti vizi che Gesù denuncia apertamente, senza sconti (Vangelo).
Orlando Zambello, ssp
NON AVER PAURA DI CUSTODIRE LA MADRE TERRA
Per nutrire il pianeta con cuore solidale
Rifiorisce la Savana! Farm Santa Bakhita, Kalongo (Uganda). Foto MARCATO
LA celebrazione della X Giornata per la salvaguardia del Creato è stata preceduta da importanti riflessioni in tema del Santo Padre. Custodire il creato è un compito che spetta ai cristiani. Non è però un impegno esclusivo dei cristiani perché tutti sono chiamati ad avere un atteggiamento di custodia, aveva già spiegato il Pontefice in un videomessaggio del 7 febbraio scorso in occasione dell’evento «Le Idee di Expo 2015. Verso la Carta di Milano». Una delle priorità concrete per il Pontefice è: «non avere paura di custodire la terra che è madre di tutti» e come “madre” esige da ciascuno, ha proseguito Papa Francesco: «rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni». All’immagine del padrone dunque, si contrappone quella del custode. La «radice di tutti i mali» per il Papa è «l’inequità». Papa Francesco ai dirigenti della Coldiretti ricevuti in udienza il 31 gennaio scorso ha evidenziato la qualità del lavoro svolto dagli agricoltori: «chiamati a rispondere con audacia e creatività al mandato consegnato da sempre all’uomo: quello di coltivare e custodire la terra». La terra è un dono che dev’essere custodito e valorizzato ha detto il Papa anche attraverso: «concrete scelte politiche ed economiche» per poter «risolvere le cause strutturali della povertà» e «nutrire il pianeta con cuore solidale».
Lucia Giallorenzo
IN PREGHIERA CON IL SALMO 14 / 15
O Signore, libera il cuore dell’uomo dalla superbia. Troviamo solo in te la vera giustizia, che è anzitutto amore e servizio al prossimo con umiltà e semplicità. Fa’ che in ogni uomo possiamo scorgere il tuo volto e la nostra vita sia trasparenza del Signore.
Intenzioni: Settembre
Universale: Perché crescano le opportunità di formazione e di lavoro per i giovani.
Per l’evangelizzazione: Perché i catechisti siano nella propria vita testimoni coerenti della fede che annunciano.
Vescovi: Perché i movimenti e le associazioni si integrino volentieri nella pastorale organica della parrocchia.
Mariana: Maria, rifugio dei peccatori, interceda per noi presso il Signore
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli, il Signore Gesù ci ha rigenerati con la Parola di verità seminata nei nostri cuori. Guidati dallo Spirito Santo e nella docilità dell’ascolto, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera.
Preghiamo insieme e diciamo
A - Signore, venga il tuo regno di giustizia e di pace.
1. Perché la santa Chiesa di Dio sia messaggera entusiasta della nuova evangelizzazione nelle periferie del mondo, preghiamo.
2. Perché sia data ai responsabili della vita pubblica il tuo Spirito di creatività e di lungimiranza per il bene comune, in particolare per coloro che sono in difficoltà in questo momento di crisi, preghiamo.
3. Perché si apra il nostro cuore alla tua Parola e diventi germe di vita cristiana nella famiglia e nella società, preghiamo.
4. Perché sia donata a questa comunità in preghiera la speranza nella prova e il coraggio di unire le forze nella solidarietà, preghiamo.
C - O Dio, che esaudisci chi ti prega con fede, rinnovaci con il tuo Spirito di santità e di amore perché, radicati e fondati nella carità, adoriamo Cristo nei nostri cuori e lo serviamo nei nostri fratelli. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A - Amen.
XXII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
31 L Il Signore viene a giudicare la terra. Nella sinagoga Gesù legge ed applica a se stesso la celebre pagina del libro di Isaia: «Lo Spirito del Signore è su di me». Ma i suoi contemporanei lo respingono. S. Aristide; S. Raimondo Nonnato. 1Ts 4,13-18; Sal 95,1.3-5.11-13; Lc 4,16-30.
1 M Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Gesù insegna con autorità nella sinagoga di Cafarnao, poi guarisce un ossesso. I presenti sono presi dallo stupore per la sua parola e per il suo potere. S. Egidio abate; S. Giosuè; B. Giuliana da Collalto. 1 Ts 5,1-6.9-11; Sal 26,1.4.13-14; Lc 4,31-37.
2 M Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre. Gesù a Cafarnao guarisce anche la suocera di Pietro. Poi, nonostante le insistenze della gente, lascia la città per portare anche altrove l’annunzio del Regno. S. Elpidio; Ss. Alberto e Vito; S. Zenone. Col 1,1-8; Sal 51,10-11; Lc 4,38-44.
3 G S. Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza. Nel racconto della pesca miracolosa, Simon Pietro è una figura di primo piano. Quella pesca è simbolo della sua personale vocazione. S. Febe; B. Guala. Col 1,9-14; Sal 97,2-6; Lc 5,1-11.
4 V Presentatevi al Signore con esultanza. Ai farisei che rimproverano Gesù perché i suoi discepoli non digiunano, egli risponde che essi digiuneranno quando lo Sposo sarà loro tolto. Con Gesù Cristo inizia davvero un’epoca religiosa nuova. S. Rosalia; B. Caterina Mattei. Col 1,15-20; Sal 99,2-5; Lc 5,33-39.
5 S Dio è il mio aiuto. Gesù, sull’osservanza del sabato, violata dai discepoli, fa presente anche su base biblica che il rito e la norma legale non devono prevalere sul bene e sull’impegno della salvezza. S. Quinto; S. Bertino; B. Teresa di Calcutta. Col 1,21-23; Sal 53,3-4.6.8; Lc 6,1-5.
6 D XXIII Domenica del T.O. / B (San Magno) Is 35,4-7; Sal 145,7-10; Gc 2,1-5; Mc 7,31-37
5 settembre - Beata Teresa di Calcutta
Il nome originario di Madre Teresa di Calcutta è Agnese Boyaxhiu Gonscha. Nacque il 27 agosto 1910 a Skopje (Macedonia), entrò in un istituto irlandese e poi venne mandata in India dove si impegnò come insegnante e direttrice di un collegio; nel 1946 cominciò a lavorare tra i poveri di Calcutta e nel 1948 diede inizio alle Missionarie della Carità, alle quali nel 1963 seguirono i Fratelli Missionari della Carità. Insignita del Premio Nobel per la pace nel 1979. Morì il 05/09/1997. Proclamata beata nel 2003.
Luigi Giovannini, ssp
Salmo responsoriale e accompagnamento

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, 2009.
Inizio: Tutta la terra canti a Dio (310); Tu, festa della luce (380).
Rit. del Salmo responsoriale: M° A. Parisi; Oppure: Rit. comune: Spero nel Signore (336).
Processione offertoriale: Dov’è carità e amore (124).
Comunione: Lo Spirito di Dio (291); Amatevi, fratelli (255).
Congedo: Salve, regina, dolce madre (220).
ACCOMPAGNAMENTO
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