Domenica 24 agosto 2014

Nella comunità dei credenti l’apostolo Pietro, come leggiamo nel Vangelo, viene chiamato e costituito con i suoi successori per agire nel nome del Signore. È chiamato a «legare e sciogliere», cioè a esercitare il potere di giudizio e di perdono nella comunità di fede.

«TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE»

«Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».La liturgia odierna si apre con l’immagine di una chiave, come narra il profeta Isaia (I Lettura) e si chiude con le chiavi del Regno dei cieli che Gesù offre a Pietro, come riferisce l’evangelista Matteo. Il brano dell’Antico Testamento fa parte di una serie di profezie contro dei personaggi che Dio rimprovera per il loro comportamento. In quel testo, l’oracolo annuncia che Dio metterà la chiave della casa di Davide nelle mani di Eliakim. In questo personaggio è adombrato Cristo, Colui che prenderà su di sé in modo definitivo la chiave di Israele. Questo brano invita a una riflessione: come per entrare nella casa del re occorre una chiave, così per entrare nel Regno di Dio è necessario Cristo, che apre ai misteri divini.
Nel Vangelo di Matteo si narra come la chiave sia trasmessa a Pietro. La profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio, come scrive l’apostolo Paolo ai Romani (II Lettura) sono ora accessibili anche a noi grazie a Cristo. Per fede Pietro ha ricevuto il dono delle chiavi del Regno dei cieli e con esse il potere di sciogliere e di legare. Così per fede noi, come Pietro, possiamo riconoscere il Figlio del Dio vivente.

«Beato te, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli».

Nicola Gori

CONVERSIONE

Incisione 1700. Il profeta Giona annuncia ai Niniviti l’imminente distruzione della loro città: radunati nella piazza gli abitanti pregano e piangono cospargendosi il capo con la cenere. Alla predicazione di Giona gli abitanti di Ninive si convertirono. (Cfr Giona 3,10).I TESTI biblici esprimono il richiamo alla conversione attraverso due modalità. La prima è quella del “ritornare a Dio”, espressa con il verbo ebraico shuv (“ritornare”) e che ancora oggi gli ebrei chiamano teshuvàh (“conversione”). Si tratta di un mutamento radicale di tutta l’esistenza, quasi di una “inversione di rotta”, resa visibile dall’esortazione a “raddrizzare i sentieri” (Mc 1,3; Is 40,3-4).
La seconda è quella del “cambiamento di mentalità”. Essa viene espressa con il verbo greco metanoèin (“cambiare la mente”), che ha dato origine al termine “metànoia” (con cui anche noi oggi chiamiamo la conversione). Si tratta di una trasformazione del modo di pensare, di valutare e anche di agire, che la filosofia greca, cui si ispira questo verbo, colloca nel noùs (“la mente”).
Nei testi dell’Antico Testamento il richiamo alla conversione (soprattutto nella predicazione dei Profeti) è rivolto al popolo di Israele perché si corregga delle molte infedeltà all’alleanza stretta con il suo Dio. All’orizzonte di questo richiamo si intravede una drammatica minaccia: se Israele non «ritorna al suo Dio», verrà sradicato dalla terra che gli è stata data in dono e subirà il castigo dell’esilio.
Nei testi del Nuovo Testamento (soprattutto nei Vangeli) la conversione riguarda particolarmente il rinnovamento interiore  dell’uomo, la purezza del suo cuore (inteso come fonte del bene o del male), l’adesione piena alla Parola di Gesù, la volontà di mettersi alla sua sequela, come
attenti discepoli. Gesù non minaccia chi non si converte, ma constata con dolore la sua esclusione dal Regno di Dio da lui annunciato (cioè dalla salvezza).
I segni della conversione nell’AT sono gli stessi della penitenza: stracciarsi le vesti e vestirsi di sacco (un tessuto ruvido e fastidioso), cospargersi di cenere e astenersi dai profumi, piangere e digiunare (Cfr il libro di Giona). È tanto grande l’amore di Dio per l’uomo che Egli stesso non esita a “convertirsi” (Cfr Gioele 2,14; Giona 3,9), per evitare alla sua creatura di correre il rischio del fallimento totale, cui conduce il peccato (è il significato del verbo “perdere” o “andare perduti”, tanto
frequente nei Vangeli).

Sopra: Incisione 1700. Il profeta Giona annuncia ai Niniviti l’imminente distruzione della loro città: radunati nella piazza gli abitanti pregano e piangono cospargendosi il capo con la cenere. Alla predicazione di Giona gli abitanti di Ninive si convertirono. (Cfr Giona 3,10).

Primo Gironi, biblista

«Ma voi, chi dite che io sia?»

«Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» (Mt 16,23) rimproverò Gesù a Pietro. Signore Gesù, molte volte capita anche a noi di non pensare, di non agire, di non seguire la logica di Dio, ma quella umana. Spesso ci lasciamo guidare dal rancore, dall’invidia, dall’indifferenza e non scegliamo la pace, l’amore e la concordia. Donaci la volontà di sforzarci a pensare secondo Dio per concretizzare il Vangelo fra tutti gli uomini.

Letizia Battaglino

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, supplichiamo Dio, Padre misericordioso, che in Cristo apre a tutti gli uomini la porta della speranza e della pace.

Preghiamo dicendo:

A - Ascoltaci, o Signore.

1. Assisti il Papa Francesco perché sia testimone e promotore instancabile dell’unità della tua Chiesa, nella verità e nell’amore. Preghiamo.

2. Benedici i responsabili della vita civile e fa’ che sempre e dovunque siano davvero sostenitori del bene comune. Preghiamo.

3. Dona ai giovani l’esperienza della gioia del perdono, quando incontrano Cristo Pastore misericordioso nella confessione. Preghiamo.

4. Ravviva il dialogo tra cristiani ed ebrei, facendo sì che il popolo primogenito della antica alleanza ci aiuti a riscoprire l’importanza della Bibbia. Preghiamo.

5. Sostieni questa assemblea liturgica, affinché riconosca la presenza di Dio negli avvenimenti della vita quotidiana. Preghiamo.

C -  Padre Santo, guarda questo popolo che prega e chiede la tua protezione nei vari ambiti della vita quotidiana. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

XXI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

25 L Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.  Non chiudere, bensì spalancare le porte del Regno alla gente; dare anima a tutti gli atteggiamenti umani e  cristiani compiuti in chiesa e nel quotidiano: ecco la missione affidata dal Signore ai pastori e guide nella Chiesa. San Giuseppe Calasanzio (m.f.); San Ludovico (m.f.); San Genesio. 2Ts 1,1-5.11b-12; Sal 95,1-5; Mt 23,13-22.

26 M Vieni, Signore, a giudicare la terra. I “guai” pronunciati dal Maestro ci ripropongono in forma drammatica il problema del giusto rapporto che si deve stabilire
tra l’interiorità della fede e le sue manifestazioni esterne. San Melchisedek; Sant’Anastasio; Sant’Eleuterio. 2Ts 2,1-3a.13-17; Sal 95,10-13; Mt 23,23-26.

27 M Santa Monica, madre di Sant’Agostino. Memoria (bianco). Beato chi teme il Signore. Esaminiamo almeno una volta al giorno la nostra coscienza di fronte a Dio: siamo, forse, anche noi dei giusti davanti alla gente, ma dentro delle persone piene di doppiezza? San Rufo; San Narno. 2Ts 3,6-10.16-18; Sal 127,1-2.4-5; Mt 23,27-32.

28 G Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Benedirò il tuo nome per sempre, Signore. Cercate di capire; tenetevi pronti; davvero io vi dico; conoscete la sorte degli ipocriti: ecco il “dossier” d’istruzioni di Gesù che, come diceva Agostino, è il nostro Maestro interiore, esigente ma sempre pronto ad aiutarci. Santa Fiorentina; San Vicinio. 1Cor 1,1-9; Sal 144,2-7; Mt 24,42-51.

29 V Martirio di San Giovanni Battista. Memoria (rosso). La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza. Come il Salmista, anche il Battista può cantare: «Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno». Di questo profeta, giusto e santo, oltre alla festa della nascita, nella Liturgia ricordiamo oggi gli ultimi drammatici momenti nella prigione di Erode. Beata Teresa Bracco. Ger 1,17-19; Sal 70,1-6.15.17; Mc 6,17-29.

30 S Beato il popolo scelto dal Signore. Anche a me il Signore ha consegnato dei talenti: come mi presenterò a lui, quando vorrà regolare i conti con me? La regola è sempre quella di “mettere a frutto” e moltiplicare i doni ricevuti. Santa Margherita Ward; Beato Ildefonso Schuster; Beata Teresa Rafols. 1Cor 1,26-31; Sal 32,12-13.18-21; Mt 25,14-30.

[31 XXII Domenica del T. O. / A (Sant’Aristide; San Raimondo Nonnato) Ger 20,7-9; Sal 62,2-6.8b-9; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27]

Novità. La casa editrice Shalom ha recentemente pubblicato La Sacra Bibbia. La via della Pace (pp. 3519, Euro 25), con introduzioni e commenti-guida a cura del biblista Padre Tarcisio Stramare, collaboratore de “La Domenica”.
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Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei 2009.
Inizio:  Chiesa di Dio (267); Nulla con te (366).
Salmo responsoriale: Modulo: M° A. Parisi
Ritornello: A te, Signore, innalzo l’anima mia (41).
Processione offertoriale: Tu fonte viva (381).
Comunione: Sei tu, Signore, il pane (378); Noi veniamo a te (296).
Congedo: Maria Madre della Chiesa (217).

ACCOMPAGNAMENTO
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