17 agosto 2025

Il fuoco che Gesù è venuto a portare indica l'amore divino che purifica e trasforma, ma anche la divisione che provoca l'aderire a lui. Vivere i valori del Regno può condurre al rifiuto. Solo la croce trasforma il mondo.


«NON SONO VENUTO A PORTARE PACE, MA DIVISIONE»



Luca mette in evidenza le esigenze della sequela, cioè gli impegni che i discepoli sono chiamati a prendere se vogliono seguire veramente il Signore. Oggi, come in ogni tempo, scegliere di accogliere Gesù e vivere da credenti vuol dire fare scelte controcorrente o uscire allo scoperto di fronte al lassismo dilagante, esponendosi al rischio del giudizio e dell'incomprensione anche da parte di familiari e amici: si tratta di prendere posizione contro chi sceglie sé stesso e non lui, il Dio della pace. In questo senso è da intendere la "divisione" che Gesù dice di essere venuto a portare.
Lo Spirito Santo, fuoco che Gesù dona ai suoi, infiamma il cuore dei discepoli e dona forza e coraggio per essere testimoni. Già il profeta Geremia (I Lettura) è chiamato a fare scelte difficili per vivere da testimone e per non recedere di fronte alla persecuzione. Anche lui, come tutti coloro che vogliono rimanere fedeli al Signore Dio, ha bisogno di forza e coraggio. La vita di fede (II Lettura) è una corsa fatta con perseveranza tenendo sempre fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

don Antonio Sozzo

Il "tesoro prezioso" per camminare nella Verità

Il Giubileo della Speranza (2025) ci offre l'occasione di riflettere sulle verità di fede che proclamiamo nel Credo durante le celebrazioni domenicali e le solennità. La coincidenza con il 1700° anniversario del Concilio di Nicea (325), antica località dell'Asia Minore (oggi corrispondente alla città turca di Iznik), ci incoraggia in questo breve itinerario sulla "professione di fede" che è frutto anche del Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) e che, per questo, prende il nome di Simbolo niceno-costantinopolitano. Più lungo e dettagliato del Simbolo degli apostoli (l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma, tuttora consegnato ai battezzandi), la sua esposizione delle verità di fede comuni a tutte le grandi Chiese d'Oriente e di Occidente ne fa un testo normativo, ricco e prezioso, sul quale si fonda l'edificio della fede cristiana. Il Credo ci trasmette ancora la testimonianza del periodo in cui, terminate le persecuzioni contro i cristiani, cominciarono le grandi discussioni teologiche: tra i vari dibattiti, uno dei più sofferti fu quello contro gli ariani che sostenevano la non perfetta uguaglianza tra il Padre e il Figlio, considerando quest'ultimo una creatura che ha avuto inizio nel tempo. La dichiarazione solenne dei circa 330 Padri di Nicea precisò allora la divinità di Gesù Cristo, attraverso una serie di affermazioni poste di seguito, una dopo l'altra: «Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre». Il successivo Concilio di Costantinopoli si pronuncerà sullo Spirito Santo, all'interno del mistero di un solo Dio in tre Persone: verità di fede che costituisce il vertice della rivelazione cristiana e che dischiude il nostro destino di comunione eterna con Dio. Nella "professione di fede" abbiamo, dunque, a disposizione il "tesoro prezioso" che ci sostiene nel cammino nella Verità, da custodire e meditare nel cuore quale "sigillo spirituale" (come lo definiva sant'Ambrogio) che ci permette di essere in comunione con la Trinità di Dio e con la fede di tutta la 58 Chiesa (cf. CCC 197). 

don Giuseppe Militello

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, riconoscendo che Dio sempre provvede ai veri bisogni, rivolgiamo le nostre invocazioni al Padre della vita con fede e gratitudine.

Lettore - Diciamo insieme:
 Dio della vita, ascoltaci.

1. La Chiesa, sull'esempio del Signore Gesù, sia sempre vicina alle infermità fisiche e spirituali delle persone, perché tutti conoscano la misericordia e la tenerezza di Dio. Preghiamo:
2. Quanti hanno responsabilità di governo si adoperino per garantire a tutti strutture per la cura e l'accompagnamento di chi sperimenta la propria malattia o quella dei suoi cari. Preghiamo:
3. I popoli martoriati dalla violenza e dalla guerra vedano finalmente garantito il loro diritto alla vita e alla pace per l'azione di uomini di governo saggi e generosi. Preghiamo:
4. Il Giubileo aiuti a riscoprire in Maria, che ha accolto con fede e umiltà la volontà di Dio, l'ispirazione e il coraggio per vivere con ferma speranza ogni situazione della vita. Preghiamo:
5. La partecipazione a questa Eucaristia ci dia nuova forza per corrispondere all'amore di Dio verso tutti. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - O Padre, nel tuo Figlio crocifisso e risorto ti sei fatto vicino all'umanità ferita per donarle il tuo amore e la vita nuova. Accogli le richieste che ti abbiamo presentato e quelle che abbiamo nei nostri cuori. Per Cristo nostro Signore.
A - Amen.

18-24 agosto 2025

18 L Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo. Nel cuore del giovane ricco non c'è spazio per Dio, la cui presenza dona felicità e rende preziosa la relazione con gli altri. S. Agapito; S. Elena; B. Paola Montaldi. Gdc 2,11-19; Sal 105; Mt 19,16-22.
19 M Il Signore annuncia la pace per il suo popolo. Gesù non condanna la ricchezza ma l'attaccamento ai beni non condivisi. Lo spirito di povertà arricchisce in Dio. S. Giovanni Eudes (mf); S. Sisto III; B. Guerrico. Gdc 6,11-24a; Sal 84; Mt 19,23-30.
20 M S. Bernardo (m, bianco). Signore, il re gioisce della tua potenza! La bontà di Dio può non essere compresa: egli come il padrone della parabola dei lavoratori a giornata ama tutti. S. Filiberto. Gdc 9,6-15; Sal 20; Mt 20,1-16.
21 G S. Pio X (m, bianco). Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. I primi invitati rifiutano di presentarsi al banchetto nuziale del figlio del re. Allora questi invita tutti, buoni e cattivi. Ma a ognuno è richiesto d'indossare la veste nuziale. Non si può pensare di comparire davanti a Dio senza un cuore puro. S. Ciriaca; S. Privato. Gdc 11,29-39a; Sal 39; Mt 22,1-14.
22 V B.V. Maria Regina (m, bianco). Loda il Signore, anima mia. Al precetto dell'amore per Dio Gesù unisce l'amore per il prossimo. Nessuna divisione, ma la totalità di amore in una risposta di fede concreta. S. Filippo Benizi. Rt 1,1.3-6.14b-16.22; Sal 145; Mt 22,34-40.
23 S Benedetto l'uomo che teme il Signore. Gesù invita a non cercare titoli e riconoscimenti. Chi si umilia sarà esaltato. S. Rosa da Lima (mf); S. Flaviano. Rt 2,1-3.8-11; 4,13-17; Sal 127; Mt 23,1-12.
24 D XXI Domenica del T.O. / C. XXI sett. del T.O. (I) - I sett. del Salterio. S. Bartolomeo ap.; S. Giovanna Antida Thouret. Is 66,18b-21; Sal 116; Eb 12,5-7.11-13; Lc 13,22-30.

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: La creazione giubili (668); Lodate Dio (669). Salmo responsoriale: M° S. Militello; oppure: Popoli tutti, lodate il Signore (127). Processione offertoriale: Salga da questo altare (309). Comunione: Cristo Signore, tu vieni a noi (103); Pane vivo (699). Congedo: Dono sublime del Padre (577).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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