12 luglio 2020

Gesù oggi ci narra la vicenda del seme, immagine della parola di Dio. Tale parola è sempre efficace, quello che può fallire è il terreno in cui cade, cioè la nostra accoglienza, che può essere incerta, disimpegnata, dubbiosa, incostante oppure generosa. A noi la scelta

LA PAROLA È VIVA E VIVIFICANTE

La parola di Dio dove tocca feconda; ce lo assicura il Signore per bocca del profeta Isaia (I Lettura). Il cristiano lo sa, e crede. Essa è sempre efficace, ma misteriosa nel suo agire; segue vie che non sono le nostre. La sua forza fecondatrice, invisibile e divina, attraversa la storia, guida le coscienze, suscita salutari inquietudini. Lo Spirito Santo la mantiene viva e attraente perché nutra di speranza le sofferenze del momento presente, e le incompiute aspirazioni dell’umanità e il travaglio della stessa creazione riposino finalmente in Dio (II Lettura). Purtroppo, ammonisce il Vangelo, spesso la sapienza mondana rende ottusa la mente e indurisce il cuore, ostacolando la crescita e la fecondità della parola del Regno. Questa, dice la parabola, non deve mancare a nessuno: il seminatore – Dio e la sua Chiesa – semina dovunque e a piene mani, con fiducia. Carente è invece la disponibilità ad accoglierla: per disinteresse o superficialità, per incostanza o poca considerazione, falsando la scala delle priorità che deve stare a cuore a ogni credente. Lasciamo, dunque, che la Parola ci interroghi e ci inquieti; frammenti di silenzio e di ascolto intessano le nostre giornate.

don Giuliano Saredi, ssp

Una luce nella notte

«L’esempio è predica silenziosa che parte dalla vita e va a riformare la vita». In questa frase del beato don Giacomo Alberione è racchiusa l’esperienza che ho vissuto come uomo, cristiano, consacrato e, soprattutto, come operatore sanitario nei giorni di emergenza sanitaria. Quelli che ho vissuto alla Clinica Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove lavoro, sono stati giorni molto densi sia a livello assistenziale sia a livello umano. Abbiamo visto arrivare tanti malati, spesso anziani, affetti da difficoltà respiratorie, talvolta disorientati, angosciati, isolati dal mondo e, soprattutto, dai loro cari. Noi operatori ce l’abbiamo messa tutta per aiutarli, rassicurarli e rasserenarli. A nessuno è mancata una parola, una battuta e, a volte, anche qualche strofa di una canzone dei loro tempi. È stato straziante veder morire tanti pazienti. Nessuno di noi aveva mai fatto un’esperienza così forte e così vicina della morte. Abbiamo tentato di coinvolgere i parenti, ma spesso il tempo è stato tiranno e molti sono morti nella solitudine. Sistemandoli per l’ultimo viaggio mi sono sempre fermato per un momento di preghiera e un segno di croce sulla loro fronte, come ci aveva invitato a fare il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi. Personalmente ho arricchito questo segno ungendo la fronte dei malati con l’olio profumato di nardo regalatomi da una missionaria bergamasca. Abbiamo tutti combattuto una vera guerra che ha coinvolto famiglie, relazioni umane, rapporti di lavoro. Noi del personale sanitario non siamo stati risparmiati. Sul fronte la morte si vede e negli occhi di tutti trasparivano preoccupazione e paura. Tutti abbiamo avuto i nostri feriti e caduti. È stato un dolore senza confini. Ma non eravamo soli. In quella notte che sembrava non aver fine brillava una luce: era Cristo! Lui, che si è caricato del nostro dolore, ora ha certamente accolto nella sua pace coloro che ci hanno lasciati. In lui non perdiamo mai la speranza. Continuiamo, allora, a compiere ognuno il proprio dovere. Riscopriamo e gustiamo il senso vero della vita. E non diamo più nulla per scontato. La vita è un dono!

Matteo, gabrielino

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, Dio è presente nella sua parola che, anche oggi, ci dona semi di vita evangelica da mettere a frutto con perseveranza.

Lettore - Diciamo insieme:  Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

1. Per la Chiesa: in questo tempo di emergenza sanitaria sappia portare conforto e speranza a coloro che sono segnati dal lutto, dalla sofferenza e dall’ansia per il futuro, preghiamo:

2. Per gli organismi internazionali: nella ricerca di ciò che è vero, buono e giusto, tengano nella corretta considerazione la voce della Chiesa, maestra di verità e artefice di pace, preghiamo:

3. Per gli annunciatori del Vangelo: lo Spirito Santo li conservi forti nella fede e lieti nella speranza, anche quando la semina avviene tra le lacrime e i frutti tardano a venire, preghiamo:

4. Per noi qui convenuti nel nome del Signore: l’ascolto assiduo del Vangelo ci educhi a guardare e a giudicare persone, fatti e situazioni con occhi misericordiosi e con cuore buono, preghiamo: Intenzioni della comunità locale.

C - Accogli, o Padre, le nostre suppliche, che ti presentiamo confidando nella tua misericordia. Degnati di esaudirle per i meriti di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

CALENDARIO

13 L A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio. Nulla deve impedirci di seguire Gesù, neppure possibili incomprensioni con i familiari e con chi ci sta accanto. S. Enrico (m.f.); S. Clelia Barbieri. Is 1,10-17; Sal 49; Mt 10,34 - 11,1.
14 M Dio ha fondato la sua città per sempre. I miracoli che Gesù compiva hanno lo scopo di far comprendere chi lui è: il Figlio di Dio. S. Camillo de Lellis (m.f.); S. Toscana; B. Angelina da M. Is 7,1-9; Sal 47; Mt 11,20-24.
15 M S. Bonaventura (m., bianco). Il Signore non respinge il suo popolo. Gesù rende lode al Padre perché ha donato ai piccoli e agli ultimi la capacità di comprendere chi egli veramente è. S. Vladimiro di Kiev; S. Ansuero. Is 10,5-7.13-16; Sal 93; Mt 11,25-27.
16 G Il Signore dal cielo ha guardato la terra. Isaia nella sua preghiera ringrazia Dio che è il solo capace di portare a compimento le iniziative intraprese. B.V. Maria del M. Carmelo (m.f.); B. Irmengarda. Is 26,7-9.12.16-19; Sal 101; Mt 11,28-30.
17 V Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione. Gesù ci ricorda e mette bene in evidenza che Dio è misericordioso e vuole da ciascuno di noi che siamo misericordiosi come lui. S. Marcellina; S. Leone IV; S. Giacinto. Is 38,1-6.21-22.7-8; Cant. Is 38,10-12.16; Mt 12,1-8. 18 S Non dimenticare i poveri, Signore! Michea si scaglia contro chi brama sempre più ricchezza approfittandosi del prossimo. S. Federico; S. Materno; S. Arnolfo. Mi 2,1-5; Sal 9; Mt 12,14-21.
19 D XVI Domenica del Tempo Ordinario / A. XVI sett. del Tempo Ordinario - IV sett. del Salterio. S. Macrina; S. Simmaco. Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43.

Enrico M. Beraudo

Salmo responsoriale e accompagnamento



PROPOSTE PER I CANTI:  da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5 ed. -

Inizio: Cielo nuovo è la tua Parola (625); Padre, che hai fatto ogni cosa(698). Salmo responsoriale: M° A. Recalcati.
Ritornello: Beato chi teme il Signore (401).
Processione offertoriale: Parole di vita (701).
Comunione: Amatevi, fratelli (611); Il cielo narra la tua gloria (657).
Congedo: Lo Spirito di Dio (559).

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