22 novembre 2015

Le potenze umane conquistano e dominano con gli eserciti: Cristo conquista con il suo amore ed esprime il suo dominio nell’umiltà del servizio. La regalità di Cristo non è legata al potere degli uomini, né al bisogno della forza e del consenso di alcuno perché viene da Dio, dal Padre.

VENGA IL TUO REGNO NEL MONDO DEGLI UOMINI

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re».

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re».

IL potere ha una carica fascinosa e inquietante. Quando se ne parla, il pensiero va subito a sangue, soprusi e violenza. Oggi celebriamo la solennità di Gesù Cristo, Re dell’Universo: a lui appartengono la gloria e il potere (I e II Lettura). Anche noi vorremmo chiedere a Gesù: «Dunque tu sei re?». Gesù risponde che la sua regalità non consiste nell’uso della forza nel governare, ma nel dare testimonianaza alla verità. (Vangelo). Al «potere» Gesù sostituisce la «verità ». E la «verità» di Gesù non è un mezzo per dominare: egli non si serve della verità, ma la testimonia. A causa della forza dirompente della verità, che è la rivelazione dell’amore di Dio, egli fu condotto a morte, ma risuscitò. La stessa sorte è condivisa dai cristiani che testimoniano, in mezzo alle persecuzioni, la loro fede in Cristo. I primi cristiani si definivano come stranieri- residenti (paroikus: parrocchiani, 1Pietro 2,11): impegnati a fondo in questo mondo, ma consapevoli della loro appartenenza al cielo. Solo i nostri fratelli perseguitati e chiunque cerca di vivere la fede e la verità nella vita quotidiana sono testimoni credibili della regalità di Cristo. Davvero possiamo proclamare con il salmista: (Sal 92) «La santità si addice alla tua casa».
Fr Gianfranco Tinello, ofm

IL GIUBILEO: ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

Papa Francesco il 13 marzo 2015 annuncia un Anno Santo straordinario.
Papa Francesco il 13 marzo 2015 annuncia un Anno Santo straordinario (foto ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI).

UN moto dello Spirito è stato l’indizione di un Giubileo straordinario da parte di Papa Francesco, il quale con i suoi gesti e con le sue parole sta ridisegnando un nuovo volto di Dio, che è da sempre il “volto della misericordia del Padre” (“Misericordiae Vultus”). Uno degli elementi ispiratori è la Dives in misericordia di San Giovanni Paolo II. Sì, il Dio di Gesù Cristo non è quello consegnatoci dai “maestri del sospetto”. Egli è un Dio diverso; un Dio capovolto, perché il suo nome è misericordia. Egli non giudica con severità; né si offende per i nostri peccati, perché Egli è soltanto capace di amare. Di amare sempre, senza limiti e senza misure. Perché, il suo è un amore folle, smodato! Meraviglioso questo nostro Dio, il Dio di Gesù Cristo, nella fedeltà al suo stesso nome: il Misericordioso. Non abbandona nessuno alla deriva, ma è sollecito a rispondere a ciascuno con tenerezza materna per un nuovo inizio carico di speranza. Un Anno Santo per cambiare noi stessi attraverso le iniziative previste dal Santo Padre e da ogni pastore della Chiesa diocesana. La Sintesi orante del prossimo Giubileo è racchiusa in un antico testo liturgico: «O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna». Questo atteggiamento di Dio verso l’uomo deve essere anche il filo rosso di ogni relazione umana, interpersonale e sociale. Misericordia vorrà dire capacità di capire l’altro, ascoltarlo, aiutarlo, facendosi carico dei suoi bisogni attraverso quelle opere che alla fine dei giorni saranno le uniche che ci permetteranno di vivere in Dio. Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo di Cerignola

IL BUON PASTORE AL CENTRO DEL LOGO

Il logo del GiubileoIl logo (o simbolo) del Giubileo è opera del gesuita Padre Marko Ivan Rupnik. L’immagine indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione dell’uomo, che egli si carica amorevolmente sulle spalle. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore Gesù tocca in profondità la carne dell’uomo e lo fa con tale amore da cambiargli la vita. Il soggetto originale si trova a Verona, presso le Suore Orsoline.

26 novembre - Sant’Umile da Bisignano

Si chiamava Luca Antonio Pirozzo ed era nato a Bisignano (Cosenza) nel 1582 circa. Entrato nell’Ordine dei Frati Minori, divenne insigne per lo spirito di profezia e le frequenti estasi, ricercato da sapienti, re e da potenti, tra essi ci furono Gregorio XV e Urbano VIII che vollero che restasse presso di loro a Roma. Tornato nel suo convento calabrese, gli ultimi tempi della sua vita furono segnati da penose sofferenze fisiche. Morì il 26 novembre 1637; fu beatificato nel 1882 e canonizzato nel 2002.
Luigi Giovannini, ssp

Preghiera dei fedeli

C -   Fratelli e sorelle, Cristo Signore mostra la sua regalità nel servizio e nell’offerta della vita. Innalziamo a favore della Chiesa e del mondo la nostra preghiera.

Preghiamo insieme dicendo:

A - Cristo nostro re, ascoltaci.

1.  Per Il Papa, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, perché annuncino la Parola di Dio nella verità e nella libertà, ad immagine di Cristo Gesù, testimone fedele dell’amore del Padre, preghiamo.

2. Per i governanti delle nazioni, perché amministrino i popoli con giustizia, legalità e retta coscienza, sapendo che il Signore ha dato la vita per tutti gli uomini, senza distinzioni di razza e religione, preghiamo.

3. Per i poveri e i sofferenti a causa di ingiustizie, perché siano certi della loro dignità, testimoniata dal sacrificio di Cristo, dall’impegno della Chiesa e delle persone di buona volontà, preghiamo.

4. Per noi qui riuniti attorno alla mensa del Signore, perché sappiamo gustare il pane eucaristico e ascoltare la voce del Signore attraverso la sua Parola, preghiamo.

Intenzioni della comunità locale

C -  Cristo Signore, che con l’esempio della tua vita hai manifestato al mondo la tua regalità divina, rinnova il dono dello Spirito Paraclito, compagno di viaggio della tua Chiesa. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen. 

 

 

XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

23 L A te la lode e la gloria nei secoli. Il Signore conosce i nostri condizionamenti e ci giudica secondo le nostre reali possibilità. Le due monetine della povera vedova lo dimostrano. S. Clemente I (m.f.); S. Colombano (m.f.). Dn 1,1-6.8-20; Cant. Dn 3,52-56; Lc 21,1-4.

24 M Santi Andrea Dung Lac sacerdote e compagni martiri. Memoria (rosso). A lui la lode e la gloria nei secoli. Le belle pietre e i doni votivi che ornavano il tempio erano motivo di sicurezza per l’avvenire. Gesù vuole premunire i discepoli sulla prossima catastrofe che si abbatterà su Gerusalemme e su loro stessi. S. Firmino; Ss. Flora e Maria. Dn 2,31-45; Cant. Dn 3,57-61; Lc 21,5,11.

25 M A lui la lode e la gloria nei secoli. Il crollo sarà generale, estendendosi dalla distruzione del tempio al coinvolgimento di popoli e nazioni fino alle calamità naturali. Gli stessi discepoli saranno perseguitati e uccisi. La salvezza è nel nome di Gesù. S. Caterina di Alessandria (m.f.); Ss. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28; Cant. Dn 3,62-67; Lc 21,12-19.

26 G A lui la lode e la gloria nei secoli. La tragica fine di Gerusalemme sarà la prova della meritata punizione annunziata nelle Scritture. Altri segni annunzieranno la venuta in potenza e gloria di Gesù, motivo di gioia per la salvezza di coloro che lo hanno riconosciuto e seguito. S. Corrado; S. Leonardo da Porto Maurizio; B. Giacomo Alberione. Dn 6,12-28; Cant. Dn 3,68-74; Lc 21,20-28.

27 V A lui la lode e la gloria nei secoli. Gesù vuole che i discepoli, imparando dalla natura, stiano attenti a leggere i segni dei tempi, nei quali si realizza il regno di Dio. S. Virgilio; S. Laverio; B. Bernardino da Fossa. Dn 7,2-14; Cant. Dn 3,75-81; Lc 21,29-33.

28 S A lui la lode e la gloria nei secoli. La comparsa del Figlio dell’uomo è tuttavia così rapida da piombarci addosso all’improvviso con la velocità di un laccio. Occorre vegliare in ogni momento pregando, perché solo la preghiera ci fa sfuggire alla sventura. S. Giacomo della Marca; S. Teodora; b. Giacomo Thompson. Dn 7,15-27; Cant. Dn 3,82-87; Lc 21,34-36.

29 D I Domenica di Avvento / C (S. Saturnino)
Ger 33,14-16; Sal 24,4-5.8-10,14; 1Ts 3,12 – 4,2; Lc 21,25-28.34-36
Giuseppe Stramare, osj

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009.

Inizio: Padre, che hai fatto (203); Tutta la terra canti a Dio (310).
Salmo responsoriale: Modulo: M° 
A. Parisi;
Ritornello: Terra tutta, da’ lode a Dio 
(306).
Processione offertoriale: Tu, fonte viva 
(381).
Comunione: Nuovi cieli (334); Cristo vivente 
(176).
Congedo: Gioia del cuore (279).

ACCOMPAGNAMENTO
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