La speranza della famiglia / 5
ALLE FAMIGLIE FERITE
La comunità cristiana sia testimone dell’amore di Dio
GRANDE attenzione, nel percorso sinodale dal 2014 al 2015, è stata dedicata alle situazioni familiari in cui il legame di coppia, per i più svariati motivi, si è rotto, generando così una ferita in quella relazione sacramentale che la chiamata di Dio ha collocato nell’eternità.
La fragilità dei coniugi qui sembra «dividere ciò che Dio ha unito», e l’interruzione di un progetto d’amore genera in tutti coloro che ne sono coinvolti sofferenza, conflitto, difficoltà nelle relazioni genitoriali. L’azione pastorale della comunità ecclesiale deve farsi carico e prossimità a queste esistenze ferite, esercitando un’accoglienza capace di testimoniare la misericordia di Dio verso tutti. «La Chiesa è chiamata a trovare forme di “compagnia” con cui sostenere questi suoi figli in un percorso di riconciliazione. Con comprensione e pazienza, è importante spiegare che il non poter accedere ai sacramenti non significa essere esclusi dalla vita cristiana e dal rapporto con Dio»(Sinodo Straordinario 2014, Instrumentum Laboris, n. 103). Perché il buon Pastore, per salvare chi si è smarrito, lascia il gregge e cerca prima di tutto gli ultimi, quelli più feriti, che camminano con più fatica nella strada della vita. E spetta alla comunità cristiana tutta essere testimonianza vivente dell’Amore di Dio, che certamente «non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta» (Is 42, 2-3), ma piuttosto curerà ogni ferita. A cura di Francesco Belletti, Direttore del Cisf“Sacra Famiglia”, di Luigi Filocamo (immagine PICCOLE SUORE SACRA FAMIGLIA, CASTELLETTO BRENZONE (VR).

