Patrono della città di Salerno e della diocesi

SAN MATTEO

APOSTOLO ED EVANGELISTA

«San Matteo scrive il suo Vangelo», di Carlo Dolci (1670), Getty Museum, Los Angeles.«SALERNO t’accolse / pur oggi festante», canta l’inno di A. Tisi. Fu il vescovo Bernardo a disporre (954 circa) la traslazione, nella città della prima Scuola medica, delle reliquie dell’evangelista Matteo, di cui il Martirologio Romano pone la festa al 21 settembre ed al 6 maggio la traslazione dall’Etiopia a Salerno. L’ex esattore delle tasse sarà molto venerato, spesso in relazione alle vicende socio-politiche, ricordate da alcuni affreschi del Duomo e del Museo. Durante la dominazione normanna (1077-1197), arriva esule (dove morirà nel 1085) papa Gregorio VII, che consacra un tempietto in cui Alfano I aveva sistemato le ritrovate reliquie dell’apostolo. Nel marzo 1081, esse saranno collocate sotto l’altare maggiore, al centro della cripta del Duomo (voluto da Roberto il Guiscardo; ristrutturato nel Seicento da Domenico e G. Cesare Fontana; le due statue gemelle del santo sono di M. Naccherini). La fiera, che si tiene negli otto giorni antecedenti la festa, fu istituita nel 1259 da Manfredi; impulso alla devozione si avrà in epoca sveva, grazie a Cesario de Alagno. Nei momenti drammatici (peste del 1656) o rilevanti (rivoluzione partenopea del 1799) le spoglie di Matteo vanno in processione per le vie della città. Ricordiamo che san Matteo è patrono della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno: egli ci fa contemplare il carattere più forte della personalità di Gesù: la sua mitezza e la sua umiltà.

«San Matteo scrive il suo Vangelo», di Carlo Dolci (1670), Getty Museum, Los Angeles.

Pasquale Giustiniani

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