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IL SACERDOZIO DI TUTTI I BATTEZZATI

«O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria» (Dalla liturgia. V Domenica di Pasqua / A).


CHI celebra la Messa? A molti viene spontanea la risposta: “Il sacerdote”! Il Catechismo della Chiesa Cattolica risponde diversamente: “La comunità dei battezzati” (n. 1141)! Non è una novità del Concilio Vaticano II (1962-1965). È, invece, la grande novità instaurata dallo stesso Gesù che, attraverso il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia, ci unisce a lui come i tralci alla vite (Cfr Gv 15). Anzi, per mezzo di questi sacramenti, per un insondabile mistero divino, noi formiamo il corpo di Cristo. «Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo... Ora voi siete corpo di Cristo» (1Cor 12, 13. 27).
Il battezzato non è un semplice simpatizzante di Gesù e tanto meno un semplice spettatore di sacri riti. Il cristiano partecipa alla stessa missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. In altre parole, i battezzati sono chiamati ad offrire il proprio corpo, la propria vita quale strumento per rivelare il volto e il cuore di Dio. Come ha fatto Gesù fino al dono supremo di sé sulla croce.
Così scrive l’apostolo Paolo: «Vi esorto dunque, fratelli, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale » (Rm 12, 1).
È nella celebrazione eucaristica, sintesi di tutto il mistero cristiano, che si manifesta in modo speciale il sacerdozio di tutti i battezzati attraverso la partecipazione attiva. Se il ministro ordinato è chiamato a presiedere per dare un volto a Cristo, capo del corpo ecclesiale, sono tutti i fedeli che celebrano e che offrono se stessi al Padre, uniti al sacrificio di Cristo, come afferma la conclusione della preghiera eucaristica con l’Amen di tutta l’assemblea: «Per Cristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre onnipotente, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli».

Silvano Sirboni, liturgista

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