La teologia si fa canto / 4
Cantare la bellezza dell’Immacolata
Era il 25 marzo 1858 quando la “Signora” rivelò a Bernadette Soubirous il suo nome: «Io sono l’Immacolata Concezione», espressione che l’umile veggente di Lourdes non comprese, come pure non poteva immaginare le folle di pellegrini che sarebbero giunte nel suo villaggio per cantare all’Immacolata.Eppure, il dogma dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria era stato proclamato ufficialmente dalla Chiesa quattro anni prima delle apparizioni, sulla scia di una lunga tradizione di fede che risale ai primi secoli. Tra le antifone che cantano questo mistero si trova Tota pulchra, conosciuta dal popolo nella versione melodica che si fa risalire al XVIII secolo, mentre sul finire del XIX secolo sorgono canzoncine religiose, come Sei pura, sei pia, sei bella Maria, su melodie (come quella di L. Perosi) che intendevano italianizzare il contenuto dell’antifona latina. In entrambe il tema è quello della bellezza di Maria, dal momento che nessuna macchia originale si trova in lei.
Il medesimo tema si trova pure nel più diffuso canto popolare Immacolata, Vergine bella di autore anonimo, costruito su una ingenua melodia di stampo ottocentesco e diffusosi in diverse versioni testuali. Già nella prima strofa si colgono reminiscenze del florilegio mariano che lungo i secoli ha attributo a Maria diversi titoli, come quello di “stella”: Immacolata, Vergine bella, / di nostra vita tu sei la stella. Fra le tempeste deh! guida il cuore, / di chi t’invoca Madre d’amore. Nell’antico inno gregoriano Ave, maris stella risalente al IX secolo troviamo, infatti, sia il titolo di “stella” che l’invocazione di rendere anche noi liberi dalle colpe; ma la densità teologica dell’inno medievale si trasforma quando gli accenti accorati della pietà popolare prendono il sopravvento nel ritornello Siam peccatori, ma figli tuoi: / Immacolata prega per noi, cantato con tono incisivo. In un’altra strofa Maria è invocata con il titolo antico di “regina”, ricalcando espressioni delle antifone mariane: Tu che nel cielo siedi Regina / a noi pietosa lo sguardo inchina: / pel divin Figlio che stringi al petto / rendici degni del tuo affetto.
Non mancano numerosi altri canti per la solennità dell’Immacolata, dedicati sia al canto del popolo che alle cappelle musicali. La venerazione a Maria immacolata ha infatti antiche origini e ha prodotto lungo la storia diversi componimenti, tra i quali elaborazioni del testo del Tota pulchra risalente al IV secolo, e che M. Duruflé (1902-1986) inserisce nei suoi raffinati Quatre Motets sur des thèmes grégoriens. L’immacolata concezione di Maria continua, così, ad essere fonte di ispirazione tra gli artisti nel mettere in versi e note il mistero della sua bellezza.
M° Sergio Militello

