15 marzo 2026
La fede obbediente dona la vista. Chi si fida di Cristo, anche senza capire tutto, riceve da lui la luce e scopre il suo progetto d'amore.
«CREDO, SIGNORE!»

L'attestazione di fede di un cieco dalla nascita, che oggi leggiamo nel Vangelo, è la risposta esistenziale a un incontro trasformativo. Nel racconto giovanneo, il cieco guarito da Gesù attraversa un processo di riconoscimento progressivo: da beneficiario di un miracolo diventa confessore della divina identità di Cristo, il "Figlio dell'uomo". La sua professione di fede nasce non da astrazione, ma dall'esperienza vissuta - dalla vista riacquistata alla luce interiore della fede - nell'incontro con Gesù, "luce del mondo" che illumina, dissolvendo le tenebre del cuore. Paolo definisce il "frutto della luce" come «bontà, giustizia e verità» (II Lettura) - virtù che in Cristo raggiungono la pienezza: bontà che accoglie la fragilità, giustizia che ristabilisce, verità che libera.
Credere non è mero assenso intellettuale, ma conversione integrale dell'essere: accogliere Cristo implica lasciarsi sanare e trasformare. Anche nelle tenebre, la sua luce opera con fecondità, generando frutti di carità, rettitudine e autenticità. Come il cieco, ogni credente è chiamato a riconoscere in Gesù il Kýrios, il Signore, traducendo il «Credo, Signore!» in una esistenza trasfigurata dalla grazia.
don Michele G. D'Agostino, ssp
Alla scuola di san Paolo
Lungo i secoli molti teologi e filosofi si sono ispirati a questo grande apostolo e ne hanno assimilato il pensiero e commentato le lettere. Nella figura e negli scritti di Paolo, Martin Lutero (1483-1546) e i suoi seguaci hanno trovato l'ispiratore della Riforma protestante. Le lettere dell'apostolo sono diventate il nutrimento della vita di grandi santi e hanno ispirato la spiritualità di diversi fondatori di ordini religiosi. San Domenico di Guzman (1172-1221), fondatore dell'Ordine dei Frati predicatori (Domenicani), portava sempre con sé le lettere di Paolo e le meditava così lungamente, fino a impararle quasi a memoria. Sant'Antonio Maria Zaccaria (1502-1539), fondatore dei Barnabiti (Barnaba era il fedele collaboratore di Paolo) ispirò tutta la sua opera al grande amore di Paolo, che nulla separava dall'amore di Cristo: «Chi ci separerà dall'amore di Cristo?» (Rm 8,35).
Il beato Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina, dichiarava l'apostolo Paolo il "fondatore" e il "padre" della sua istituzione e affermava che la chiamata a dedicarsi all'evangelizzazione con i mezzi della comunicazione (egli parlava di "apostolato delle edizioni") fu da lui avvertita dopo la lettura della Lettera ai Romani: «L'ammirazione e la devozione a san Paolo cominciarono specialmente dallo studio e dalla meditazione della Lettera ai Romani. Da allora Paolo gli parve veramente l'Apostolo, e ogni apostolato poteva ispirarsi a lui... La Lettera ai Romani è il primo e principale saggio dell'apostolato delle edizioni, l'esemplare su cui modellare ogni edizione paolina».
Ma già sant'Agostino (354-430) aveva iniziato il suo cammino di conversione, aprendo la Lettera ai Romani e confrontandosi con le forti parole del capitolo 13, come egli stesso afferma: «Appena terminata la lettura di [queste parole], una luce di certezza penetrò il mio cuore e tutte le tenebre del dubbio si dissiparono» (Confessioni VIII, 12, 29).
don Primo Gironi, ssp, biblista
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, eleviamo la nostra supplica a Cristo, luce che illumina il mondo e dirada le tenebre dai nostri cuori.
Lettore - Diciamo insieme:
Signore Gesù, sii tu la nostra gioia!
1. Per papa Leone e tutti i pastori della Chiesa, chiamati all'instancabile missione di annunciare Cristo, luce e speranza delle genti, noi ti preghiamo:
2. Per i governanti e i responsabili delle nazioni, chiamati a promuovere la dignità della persona umana ispirati dal Vangelo di Cristo, pace e giustizia dei popoli, noi ti preghiamo:
3. Per i malati, i depressi, i carcerati e tutti quelli che cercano conforto nel mistero della croce di Cristo, consolazione dei poveri, noi ti preghiamo:
4. Per la nostra comunità che nella celebrazione dell'Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita cristiana, è incorporata in Cristo, primizia e compimento della salvezza, noi ti preghiamo:
Intenzioni della comunità locale.
C - Signore Gesù, accogli la nostra preghiera. La tua Parola sia luce nel nostro cammino e ci indichi in ogni circostanza l'approdo della nostra speranza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
A - Amen.
16-22 marzo 2026
16 L Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. L'ufficiale regio è il prototipo del credente: accoglie la Parola di Dio e si mette in cammino con fiducia. Ss. Ilario e Taziano; S. Eriberto; B. Giovanni Sordi. Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54.
17 M Dio è per noi rifugio e fortezza. Àlzati, prendi la tua barella e cammina. Non dimenticare di essere un malato che è stato guarito, salvato. S. Patrizio; S. Geltrude; B. Corrado. Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-16.
18 M Misericordioso e pietoso è il Signore. Gesù si dichiara apertamente Figlio di Dio: per questo è il giudice di tutti. Credere in lui significa accettare questa verità. S. Cirillo di Gerusalemme; S. Frediano; S. Edoardo. Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30.
19 G S. GIUSEPPE (s, bianco). In eterno durerà la sua discendenza. Dio non ha voluto privare suo Figlio di un padre sulla terra: lo affidò alla cura premurosa di san Giuseppe. B. Andrea Gallerani. 2Sam 7,4-5a.12-14a.16; Sal 88; Rm 4,13.16-18.22; Mt 1,16.18-21.24a opp. Lc 2,41-51a. Festa del papà. Auguri!
20 V Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato. Secondo una tradizione il Messia doveva avere un'origine misteriosa: i nemici di Gesù lo denigrano perché sanno da dove viene. S. Martino; S. Giovanni Nepomuceno; B. Ambrogio Sansedoni. Sap 2,1a.12-22; Sal 33; Gv 7,1-2.10.25-30.
21 S Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio. Continua la discussione sull'identità di Gesù: è tutto un parlottio su di lui, se sia o meno un profeta o il Messia atteso. S. Serapione; S. Nicola di Flüe; S. Benedetta C. Frassinello. Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53.
22 D V Domenica di Quaresima / A. V sett. di Quaresima - I sett. del Salterio. S. Epafrodito; S. Lea; S. Benvenuto Scotivoli. Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45.
Proposte per i canti
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Soccorri i tuoi figli (500); Tu, festa della luce (739). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Il Signore è il mio pastore (417). Processione offertoriale: O Dio dell'universo (308). Comunione: Tendo la mano (734); Passa questo mondo (702). Congedo: L'anima del giusto (596).

