In occasione del Giubileo straordinario
RISCOPRIAMO L’EVANGELIARIO

ALLA messa, durante la processione all’altare, è sempre più frequente vedere il diacono o un lettore che, elevandolo un po’ al di sopra della testa, porta un libro finemente decorato che viene deposto sull’altare. È l’Evangeliario, il libro che contiene i quattro Vangeli. Per questo sulla custodia sono normalmente raffigurati i simboli dei quattro Evangelisti.
Dopo le letture, desunte da altri libri della Bibbia, l’Evangeliario, accompagnato dal canto dell’alleluia e dai ceri, viene portato solennemente all’ambone e qui incensato. Dopo la proclamazione, riservata solo al diacono o al sacerdote, e dopo l’ascolto in piedi da parte dei fedeli, l’Evangeliario viene baciato e il Vescovo, se presiede, con l’Evangeliario benedice l’assemblea.
Perché tutta questa solennità fin dai primi secoli? Perché i Vangeli contengono i gesti e le parole di Cristo, vertice di tutta la rivelazione di Dio all’umanità. In Cristo, la Parola fatta carne, Dio ci ha detto tutto.
Poiché la liturgia è tutta presenza e azione di Cristo, nella proclamazione liturgica del Vangelo è Cristo stesso che parla. «Il vangelo è la bocca di Cristo» (sant’Agostino). L’Evangeliario significa la sua presenza e per questo viene posto sull’altare come l’Eucaristia. Durante i concili del primo millennio veniva talvolta posto su un trono per indicare l’invisibile, ma reale presidenza di Cristo.
Silvano Sirboni, liturgista
EVANGELIARIO DELLA MISERICORDIA, formato 26 x 34 cm; pagine 420. Stampa a cinque colori su carta speciale con verniciatura UV antiriflesso, taglio oro. Mosaici di Marko Ivan Rupnik e dell’Atelier del Centro Aletti. Per informazioni: Librerie San Paolo o Paoline. Oppure: Edizioni San Paolo. Tel. 02.66075211. E-mail: spe.comunicazione@stpauls.it www. edizionisanpaolo.it

