12 aprile 2026
Gesù vince la diffidenza di Tommaso mostrando le sue piaghe. Affidiamoci alla misericordia di Gesù, che sana le nostre ferite e ci invia per portare pace a chi è nella paura.
UNA FEDE CONDIVISA

«Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui». Ciò che scrive Pietro nella sua prima lettera esorta ciascuno di noi a vivere la beatitudine della fede che il Risorto proclama dopo essere stato riconosciuto da Tommaso: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». Tommaso pretende di vedere personalmente giacché non si fida della testimonianza degli altri e della comunità. Non ha creduto alla parola della Maddalena. La sua assenza, nel primo giorno della settimana, lo attesta: egli non è con gli altri apostoli perché non ha accolto l'annuncio di Maria. Allo stesso modo non crede a ciò che i suoi compagni gli dicevano. C'è qui un verbo all'imperfetto per sottolineare l'insistenza con cui gli altri discepoli gli hanno annunciato il loro incontro con il Risorto, come pure l'ostinazione di Tommaso a non credere alle loro parole. E il Signore si manifesta al discepolo incredulo non quando è solo con sé stesso, ma quando è di nuovo nella comunità. Ogni comunità cristiana è questo luogo in cui non solo ogni bene è in comune, come ci dice la pagina degli Atti, ma dove è soprattutto la fede ad essere condivisa e ciascuno sostiene la fede dell'altro.
d. Luca Fallica, Abate di Montecassino
Perdonati e chiamati alla santità
La II Domenica di Pasqua, detta in Albis, chiude l'ottava pasquale, ed è tradizionalmente legata al Battesimo dei catecumeni che, in questo giorno, deponevano le vesti bianche (alba), simbolo della purezza della vita nuova in Cristo. Il 30 aprile del 2000, in occasione della canonizzazione della beata suor Maria Faustina Kowalska, san Giovanni Paolo II istituì per questo giorno la festa della divina Misericordia, adempiendo alla richiesta di Gesù a suor Faustina nel 1931. Leggiamo nel suo Diario: «Nessun'anima troverà giustificazione finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua deve essere la festa della Misericordia e i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia» (p. 378).
Alcuni hanno criticato l'unione delle due denominazioni, ma è evidente il loro legame: la risurrezione è il trionfo della misericordia, che offre perdono e vita nuova nella grazia a chi si converte. Va, infatti, ricordato che la misericordia divina va intesa come un invito alla conversione e non come un "permesso a peccare". Dio, infatti, è amore (1Gv 4,8), ma anche giustizia. La Scrittura è chiara: «Convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15); «Se non vi convertite, perirete» (Lc 13,3); «Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Mt 10,22). Nessuna promessa di impunità per il peccato, quindi, ma un invito alla santità. È nel Dio trinitario che «l'amore, contenendo la giustizia, dà l'avvio alla misericordia, che a sua volta rivela la perfezione della giustizia» (Dives in misericordia 8).
Dio è pronto a perdonare ogni peccato, ma chiede al peccatore umiltà, pentimento e ferma decisione a lottare contro il male (CCC 1458). La croce di Cristo, poi, ci ricorda che la grazia è gratuita, ma esige una risposta: fede, conversione e impegno nella vita nuova. In questa domenica, la Chiesa ci annuncia: «Cristo è risorto! La misericordia di Dio ha vinto sul nostro peccato!». Tocca a noi accoglierla e lasciarci trasformare dalla grazia.
don Pietro Roberto Minali, ssp
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, siamo radunati dalla fede pasquale per incontrare Gesù nei segni della Parola e del Pane. Confidando in lui, invochiamo il Padre che è nei cieli.
Lettore - Diciamo insieme:
Signore, accresci la nostra fede.
1. Per la Chiesa: sia luogo in cui la fede viene condivisa, sostenuta, annunciata, così da condurre molti nella beatitudine dei credenti. Preghiamo:
2. Per chi amministra i beni della terra: ponga ogni sforzo per assicurare una più equa distribuzione delle risorse e per riscattare chi è nella povertà. Preghiamo:
3. Per chi è afflitto da varie prove o è deluso e amareggiato da ciò che vive: la sua tristezza sia cambiata in gioia dall'incontro con il Risorto. Preghiamo:
4. Per la nostra assemblea domenicale: celebrando la misericordia di Dio possa condividerla come bene prezioso e annunciarla agli altri come vera ricchezza. Preghiamo:
Intenzioni della comunità locale.
C - Padre, ricco di misericordia, ascoltaci e rivela il tuo Figlio in noi, perché con Tommaso possiamo esclamare: «Mio Signore e mio Dio». Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A - Amen.
13-19 aprile 2026
13 L Beato chi si rifugia in te, Signore. Rinascere dall'alto, immersi nell'acqua e nello Spirito Santo, per diventare figli di Dio: questo è il Battesimo. S. Martino I (mf); S. Ermenegildo; B. Ida. At 4,23-31; Sal 2; Gv 3,1-8.
14 M Il Signore regna, si riveste di maestà. Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo: queste parole legano l'incarnazione del Verbo alla sua glorificazione. Ss. Tiburzio, Valeriano e Massimo; S. Lamberto; S. Liduina. At 4,32-37; Sal 92; Gv 3,7-15.
15 M Il povero grida e il Signore lo ascolta. Per noi che crediamo in lui, sorge un giorno di luce, eterno, che non si spegnerà più: la Pasqua mistica (Pseudo Ippolito Romano). S. Marone; S. Cesare de Bus; S. Damiano de Veuster. At 5,17-26; Sal 33; Gv 3,16-21.
16 G Ascolta, Signore, il grido del povero. Gesù, che viene dal seno del Padre, ci porta dentro la profondità della Trinità: è Dio che parla di Dio. S. Fruttuoso; S. Benedetto G. Labre; S. Bernardetta Soubirous. At 5,27-33; Sal 33; Gv 3,31-36.
17 V Una cosa ho chiesto al Signore: abitare nella sua casa. La merenda di un ragazzo diventa abbondanza smisurata nelle mani del Signore: egli moltiplica quello che condividiamo. S. Simeone Bar S.; S. Acacio; S. Caterina Tekakwitha. At 5,34-42; Sal 26; Gv 6,1-15.
18 S Su di noi sia il tuo amore, Signore. Gesù dice: "Non temete". A lui possiamo credere e affidare la nostra vita, senza avere paura di nulla. S. Atanasia; S. Galdino; B. Sabina Petrilli. At 6,1-7; Sal 32; Gv 6,16-21.
19 D III Domenica di Pasqua / A. III sett. di Pasqua - III sett. del Salterio. S. Elfego; S. Leone IX; B. Bernardo. At 2,14a.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35.
Proposte per i canti
PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Mio Signore gloria a te! (554); Tu sei la mente (746). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Cantate al Signore un canto nuovo (121). Processione offertoriale: Cristo vive (635). Comunione: Cristo risusciti (547); Cristo, nostra Pasqua (545). Congedo: Cristo splendore del Padre (634). 

