Gesù ha i suoi nomi / Introduzione

Una nuova rubrica: «GESÙ HA I SUOI NOMI»

Il monogramma di Cristo, “Chrismon”, simbolo del Cristo glorioso con le lettere alfa e omega. Scultura romanica in Santa Maria l’Assunzione de Còll. La Vall de Boi, Catalogna, Spagna. Foto Michel Wal / Wikipedia
APRENDO le pagine del Nuovo Testamento, ci incontriamo con i diversi nomi che ci svelano la persona di Gesù. Nella tradizione biblica il nome indica la persona e la sua missione: Dio stesso viene chiamato “il Nome” (in ebraico, Ashèm), per esprimere la profonda ricchezza di questo termine.
Anche il nome Gesù, oltre a designare la persona, ne specifica la missione: il nome ebraico Jehoshuà, che è il corrispondente di Gesù, significa: «il Signore salva». Così lo annuncia l’angelo che appare in sogno a Giuseppe: «Tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21).
Quello di Gesù è il nome che «è al di sopra di ogni nome» (Fil 2,9), è il nome nel quale ciascuno di noi viene ancora battezzato (Cfr At 2,38) e nel quale solo «è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12). Insieme con questo, i Vangeli ci presentano alcuni particolari nomi con cui Gesù ha indicato se stesso o con cui si sono rivolti a lui i contemporanei. Altri nomi sono stati originati nel contesto di vita del suo tempo o nel contesto di fede della prima comunità cristiana.
Per una migliore comprensione del significato di questi nomi con cui ci viene presentata la persona di Gesù, La Domenica dà inizio a una nuova rubrica dal titolo: «Gesù ha i suoi nomi». Conoscere questi nomi è avvicinarsi alla persona di Gesù e al grande amore con cui egli ancora oggi ci rivela se stesso.

Don Primo Gironi, ssp, biblista.

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