Gesù ha i suoi nomi / 6

GESÙ, «IL SALVATORE»

“Crocifisso” (particolare), Chiesa san Giovanni Battista, Tomba Extra, Verona. Foto Orlando Zambello.
IL titolo di «Salvatore» è già racchiuso nel nome Gesù, che nella lingua ebraica esprime l’idea della salvezza: Gesù, infatti, significa: «il Signore salva».
Tutta la storia biblica è la narrazione della salvezza che Dio offre al suo popolo liberandolo dalla schiavitù dell’Egitto e introducendolo nella terra della promessa, la terra della libertà.
La salvezza che offre Gesù è quella che ci libera dalla schiavitù del peccato e dal potere della morte, come l’evangelista Matteo spiega il nome di Gesù: «Tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21). È perciò nella persona di Gesù che la salvezza trova la sua piena realizzazione.
Nei libri del Nuovo Testamento, che ci sono stati trasmessi nella lingua greca, il termine «Salvatore» è reso con Sotèr: «Oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore [= Sotèr], che è Cristo Signore» (Lc 2,11). Questo era il titolo che veniva attribuito agli imperatori romani, considerati i portatori della pace e della salvezza di cui godevano le popolazioni del loro vasto impero.
Riferendolo a Gesù di Nazaret, le prime comunità cristiane professavano la fede che solo in lui e non nell’imperatore di Roma e in nessun altro viene offerta la salvezza: «In nessun altro c’è salvezza: non vi è infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12).

Don Primo Gironi, ssp, biblista

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