Gesù ha i suoi nomi / 11
GESÙ, «L’EMMANUELE»

ALL’ORIGINE del titolo «Emmanuele» si trova una consolante promessa racchiusa nel libro del profeta Isaia. Egli al re Acaz e al suo popolo, minacciati da un grave pericolo, annuncia in nome di Dio: «Ecco, la vergine [= la giovane moglie di Acaz] concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7,14).
L’evangelista Matteo vede il compimento di questa promessa in Gesù. La «vergine» è da lui interpretata come la madre di Gesù, Maria. L’ «Emmanuele » è identificato con Gesù stesso. La sua nascita avviene «perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di “Emmanuele”, che significa “Dio con noi”» (Mt 1,22-23). Questo titolo di Gesù, che nella sua etimologia ebraica è composto da immanù («con noi») ed El («Dio»), esprime una profonda verità su Dio e su Gesù.
Nelle pagine dell’Antico Testamento Dio si presenta al suo popolo come «colui che sta dalla sua parte», come il Dio «che sta sempre con lui».
Nel vangelo secondo Matteo, il solo che contiene questo titolo, Gesù è l’Emmanuele che «è sempre in mezzo ai suoi» («Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro», Mt 18,20). È l’Emmanuele che, risorto e asceso al cielo, ci ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Per questo ci ha detto: «Non temete» (Mt 28,10).
Infatti Gesù, che con la sua nascita dalla Vergine Maria si è rivelato come l’Emmanuele, dopo la sua risurrezione assicura la sua presenza in modo permanente e definitivo in mezzo a noi. Questa sua presenza di “Dio con noi” segna ora ogni giorno della nostra storia e della nostra fede.
Don Primo Gironi, ssp, biblista

