La speranza della famiglia / 6

«NON È BENE CHE L’UOMO SIA SOLO»

Marito e moglie: ecco la coppia voluta da Dio

Sposi, foto di © IMAGE SOURCE / CORBIS

© IMAGE SOURCE / CORBIS

NEL sacramento del matrimonio gli sposi rispondono alla chiamata di Dio grazie alla relazione con un’altra persona, svelando così l’inevitabile natura relazionale dell’essere umano, che riconosce se stesso solo quando un... Altro lo guarda, lo nomina, lo abbraccia. «Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno» (Salmo 131, 15-16). Marito e moglie diventano così la circostanza provvidenziale attraverso cui si percorre la strada verso la casa del Padre (Genesi 2,18-24): «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne». L’incontro fecondo tra l’uomo e la donna diventa così la risposta radicale al bisogno più profondo dell’uomo, quello di non essere solo, perché non basta l’intero creato, per trovare «un aiuto che fosse adatto a lui». Dio allora muove il suo amore, perché «non è bene che l’uomo sia solo». E ogni giorno, negli sguardi degli sposi può risuonare il grido di gioia di Adamo di fronte al dono di Eva: «Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo ». Come a dire: con lei divento più me stesso, con lui divento più me stessa, nel cammino verso Dio.
A cura di Francesco Belletti, Direttore del Cisf

Archivio

Vai