Mettere al lavoro la preghiera
L’esperienza di “Impresa Orante”
Dal 2015, in Italia, c’è chi ha deciso di abbrac- ciare una proposta molto particolare: mettere al lavoro la preghiera ovvero portare dentro lo spazio-lavoro la recita del Rosario una volta a settimana, secondo una modalità pensata apposta per (ri)mettere Dio al centro del mondo dell’economia e della finanza, a tutti i livelli. “Impresa Orante” è un’esperienza che vede attive, oggi, parecchie cellule oranti sparse per l’Italia, persone che ne condividono il carisma e hanno deciso, in questo tempo di fatica, di mettere al lavoro la preghiera proprio lì, nei luoghi dove si lavora. Così, fabbriche, uffici, laboratori, negozi... da luoghi di attività – a volte frenetica e poco umana per via delle logiche del massimo profitto che pervadono e stravolgono le attività economiche e con esse le vite di tanti – possono diventare, grazie a una scelta precisa, spazi di contemplazione in cui la preghiera rimette ordine nelle priorità, diventando balsamo che cura cuori, menti e corpi affaticati, e ricostituente che fortifica e rigenera la speranza di fare bene e per il Bene, con determinazione e senza compromessi con le lusinghe del mondo. Di fronte a cambiamenti epocali – in cui la velocità e la complessità sono lo scenario con cui ci si confronta quotidianamente, in un mercato dove pochi giganti modellano le dinamiche dell’economia a proprio vantaggio, puntando al massimo profitto – aderire alla proposta di “Impresa Orante” significa, prima di tutto, vivere il lavoro come servizio per il bene di tutti e non come assoluto in cui esaurire tutta la propria dimensione di vita, senza badare a costi umani e sociali. Mettere al lavoro la preghiera secondo il carisma di “Impresa Orante” significa, di fatto, scegliere da che parte stare e a “chi” rispondere, prima di tutto e oltre a tutto.Maria Chiara Martina

