Gli animali nella Bibbia / 1

AGNELLO: mite e innocente

“Agnello”, illustrazione di Alfredo Brasioli, 2014.

“Agnello”, illustrazione di Alfredo Brasioli, 2014.

NOTO nell’antichità per la carne e la lana, l’agnello (ebraico seh; greco arnion) è il piccolo del gregge bisognoso di ogni cura. Oltre all’aspetto pastorizio, nelle culture dell’area mediterranea l’agnello, insieme all’ariete, riveste un ruolo sacrificale. Nella Bibbia, insieme alle attestazioni narrative, l’agnello assomma le caratteristiche tipologiche della docilità, della mitezza, divenendo simbolo d’innocenza e pazienza. Dio è presentato come “buon pastore” che porta gli agnellini sul petto (Is 40,11). L’agnello riveste un’importanza centrale nella celebrazione annuale della Pasqua, memoria della salvezza (Es 12,3). La Legge prescriveva anche due olocausti quotidiani di agnelli (Es 29,38-42; Nm 28,9). Nei profeti l’“agnello immolato” è figura dell’innocente perseguitato (Is 53,7; Ger 11,19). Gesù presenta la condizione missionaria dei discepoli come quella degli «agnelli tra i lupi» (Lc 10,3) ed è presentato come l’agnello pasquale (Gv 1,29; 19,36; 1Cor 5,7; 1Pt 1,19). L’immagine di Cristo «agnello immolato» domina il simbolismo dell’Apocalisse.

Giuseppe De Virgilio, biblista

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