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SAN GREGORIO DI NAREK DOTTORE DELLA CHIESA

Statua di Gregorio di Narek (951-1003). Basilica di San Pietro
IL 12 aprile 2015 è stato proclamato Dottore della Chiesa universale da Papa Francesco san Gregorio di Narek, insigne teologo nato ad Andzevatsik, (allora in Armenia oggi in Turchia), intorno all’anno 950 e morto a Narek (allora Armenia, ora Turchia) nel 1003, maestro spirituale e figura importante di monaco–poeta nella tradizione della Chiesa armena.
Anche se nel “Memoriale” sulla composizione della sua opera, il “Narek” (1002), egli si definisce «prete e religioso, ultimo fra i poeti, minimo fra i teologi » in realtà, la Chiesa lo ha proclamato Dottore per la dottrina, gli scritti e la scienza mistica.
Il Libro delle Lamentazioni, il “Narek” (dal nome del monastero fondato da Anania, prozio materno di Gregorio) è espressione di un colloquio dell’anima con Dio, un salterio per l’uomo di ogni tempo capace di accostarsi con umiltà alla Parola, pronto a sentirsi, come san Gregorio, un “vegliante”.
Nel testo vi è il dramma di chi cerca il «Signore di ciascuno e speranza di tutti » attraverso la meditazione interiore, ne avverte il limite e si affida a “Dio inscrutabile”. Gli Armeni deportati recitavano e cantavano con il libro dei Salmi ed il Narek (raccolta di orazioni liriche, 95 “Parole”).
Il cammino spirituale del Narek non è individuale ma comunitario, la forma corale favorisce la preghiera del popolo di Dio.

Lucia Giallorenzo

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