Commento

VENGA IL TUO REGNO NEL MONDO DEGLI UOMINI

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL termine Re deriva dal latino rex, da regere, cioè governare, ma anche dal termine sanscrito rags cioè «risplendere, essere illustre». Re non è soltanto colui che governa ma anche «colui che risplende» ed illumina il suo popolo. Oggi, la liturgia ci fa contemplare questo splendore che è proprio della regalità di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il nostro Signore e Salvatore. Una regalità particolare, atipica, come ci suggeriscono bene le letture di questa domenica. È la regalità del Figlio dell’uomo, a cui Dio dà ogni potere e ogni regno. È la regalità di Colui che il Padre ha costituito sì vincitore di tutte le potenze del male, simboleggiate dalla profezia di Daniele nelle quattro bestie (I Lettura), ma non guerriero e portatore di spada.
Il Figlio di Dio infatti le vincerà tutte sulla croce, che Giovanni vede come un trono, ponendo tali potenze demoniache come sgabello dei suoi piedi (Vangelo). A conferma di questo rimane il drammatico dialogo con Pilato nel quale il regno di Gesù Cristo si mostra nella sua più importante caratteristica: esso, pur presente in questo mondo, non vi appartiene, se non come regno dello spirito.

Don Guido Colombo, ssp

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