Commento
FATE QUESTO IN MIA MEMORIA
L’Eucaristia è il cuore del Giovedì Santo: celebrata, adorata,vissuta. La Liturgia della Parola schiude le porte del Cenacolo e mostra l’amore sconfinato di Gesù per i suoi, per noi, per tutti. L’antico rito della cena pasquale (I Lettura), che annunciava e prefigurava la nuova Pasqua, cede il posto a Gesù nell’atto del suo estremo donarsi quale Corpo spezzato e Sangue versato “per voi” e “ogni volta”, come ricorda san Paolo (II Lettura). È Cristo il vero Agnello immolato che libera dalla schiavitù del peccato e salva il mondo, e che il memoriale della Cena delSignore rende realmente presente nella Chiesa mediante il mi-nistero sacerdotale.Nella trepida e raccolta intimità del Cenacolo, Gesù indica aisuoi discepoli il senso della sua missione redentrice, lavando e asciugando i piedi a ognuno (Vangelo). Un gesto umile, segno del suo servizio d’amore a Dio e agli uomini, che toccherà il culmine nel “fino alla fine” della sua passione e morte. La lezioneesemplare del Maestro passa ora ai discepoli di allora e di ognitempo. L’amore vicendevole, concreto e vissuto, deve essere ilsegno distintivo della comunità credente che, “in sua memoria”, celebra, adora e genera amore.
don Giuliano Saredi,ssp

