11 gennaio 2026

Nel battesimo, Gesù si manifesta come il Figlio amato dal Padre. Rinnoviamo la grazia del nostro Battesimo, vivendo da figli di Dio ogni giorno.


«QUESTI È IL FIGLIO MIO, L'AMATO»

[Leggi anche: Epifania 2026]



L'amore contemplato nel mistero del Natale si manifesta oggi nel gesto di Gesù che si fa battezzare da Giovanni. Non è più l'umiltà del Dio fatto bambino, ma quella dell'uomo maturo che assume i tratti del "servo" (I Lettura) per rendersi solidale con gli uomini e adempiere la missione affidatagli dal Padre, la salvezza "per tutti" (II Lettura). L'amore non ammette distanze perché quando ami desideri condividere tutto con la persona amata. Per questo Cristo si è immerso, si è inabissato nella condizione umana divenendo "uno di noi", perché dal fondo di ogni storia ferita dal peccato risalisse la vita nuova quale annuncio pasquale. Al silenzio di un gesto tanto umile risponde la voce del Padre; una parola così personale e profonda da sostenere e plasmare un'intera esistenza: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento» (Vangelo). Questa stessa parola è rivolta a noi, "figli nel Figlio", consacrati nel sacramento del Battesimo e intimamente uniti a Cristo per la stessa missione: beneficare, risanare, far conoscere a tutti l'amore di Dio. Non ci resta che tuffarci... vivificati dall'unico Spirito che nidifica come colomba nel cuore dei "piccoli".

Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione - Albano L. (RM)

Forti nella speranza verso la gioia della carità

Milioni di pellegrini hanno varcato le Porte sante nell'Anno giubilare 2025. Non è questo il contesto per fare ipotesi sul suo impatto nei fedeli, ma, alla luce dello scenario internazionale ancora segnato da motivi di inquietudine (disastri ambientali, conflitti, incognita delle tecnologie ecc.), è utile ricordare ciò per cui il Giubileo era stato indetto da papa Francesco il 9 maggio 2024. Il motto Pellegrini di Speranza mette in risalto la più "piccola" e "forte" delle virtù teologali, indispensabile per mantenere viva la fede in Gesù risorto e alimentare una vita di carità in risposta all'amore salvifico di Dio. In un'epoca di profondi cambiamenti, è ancora più urgente «rianimare la speranza» (bolla Spes non confundit 1), fondandosi sulle ragioni annunciate dalla Parola di Dio e riscoprendo il «mettersi in cammino» come atteggiamento «tipico di chi va alla ricerca del senso della vita (n. 5).
Il tema del pellegrinaggio "nella" e "verso" la speranza sottolinea la necessità di una direzione comune per i popoli, al fine di superare ingiustizie, disuguaglianze, egoismi e giochi di potere, che minacciano la speranza stessa e ostacolano il dono più prezioso affidatoci dal Risorto: la pace, quella che solo lui può dare (cf. Gv 24,27). Per questo, le prime parole di papa Leone pronunciate il giorno della sua elezione sono risuonate come balsamo: «La pace sia con tutti voi! ... la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente». Parole che ci incoraggiano a non desistere dal peregrinare insieme verso la meta della fraternità e della riconciliazione universali, superando visioni particolaristiche e di corto respiro.
In un mondo che sembra non sapere più sperare, e sembra anche non aver più bisogno della Parola di salvezza, resta il dovere, per noi cristiani, di proseguire nel solco della speranza, uniti nella ricerca della vera felicità che si trova solo in Dio, forti nella speranza che «ci salvaguarda dallo scoraggiamento, ci sostiene nei momenti di abbandono, ci preserva dall'egoismo e ci conduce alla gioia della carità» (CCC 1818).

don Giuseppe Militello



Preghiera dei fedeli

C - Sorelle e fratelli amati, nel battesimo di Cristo l'umanità è stata sollevata dall'antica caduta, la nostra carne mortale redenta e i cieli si sono riaperti per noi, fatti eredi della dignità filiale.

Lettore - Con cuore di figli chiediamo:
 Padre, consacraci nel tuo amore.

1. Sostieni la tua Chiesa nella missione di evangelizzare l'umanità del nostro tempo: riconosca nei più fragili i primi destinatari dell'annuncio della salvezza. Preghiamo:
2. Infondi in coloro che governano un autentico spirito di servizio: la cura del bene comune e il disinteresse personale guidino e orientino ogni loro progetto. Preghiamo:
3. Benedici l'impegno di quanti promuovono il dialogo tra ebrei e cristiani: la radice comune della fede nell'unico Dio maturi nel mondo frutti di vita nuova. Preghiamo:
4. Illumina quanti sono prigionieri nelle tenebre del peccato e della morte: conoscano la potenza liberatrice e redentiva della salvezza che Cristo ci ha donato. Preghiamo:
5. Santifica noi e quanto oggi portiamo su questo altare: la potenza salvifica ricevuta nel sacramento del Battesimo divenga in ciascuno sorgente feconda di carità. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Illumina, o Padre, le profondità del nostro cuore perché, rinnovati dal tuo Spirito, manifestiamo al mondo la vita del Cristo tuo Figlio, primo ed eterno amore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
A - Amen.

12-18 gennaio 2026

12 L A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento. Il regno di Dio è vicino: non è l'annuncio di qualcosa che verrà, ma di qualcuno che c'è. Il Regno è Gesù con noi. S. Arcadio; S. Cesaria; S. Antonio M. Pucci. 1Sam 1,1-8; Sal 115; Mc 1,14-20.
13 M Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore. Il Signore mette a tacere satana che, gridando e disturbando, vuole impedire l'ascolto della sua parola. S. Ilario (mf); S. Remigio; S. Goffredo. 1Sam 1,9-20; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Mc 1,21b-28.
14 M Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà. Gesù di buon mattino si ritira per pregare il Padre. È nella relazione con Dio che riceve la forza per portare avanti la missione per la quale è venuto. S. Felice di Nola; S. Nino; B. Odorico da Pordenone. 1Sam 3,1-10.19-20; Sal 39; Mc 1,29-39.
15 G Salvaci, Signore, per la tua misericordia. Cristo tocca il lebbroso e pronuncia alcune parole. È lo stile dei sacramenti, fatti di gesti e parole. In essi il Cristo continua a manifestare il suo desiderio di guarirci dai nostri mali. S. Secondina; S. Probo; S. Mauro. 1Sam 4,1b-11; Sal 43; Mc 1,40-45.
16 V Canterò in eterno l'amore del Signore. Gesù chiede al paralitico, che ha appena guarito, di prendere la sua barella, perché, tramite essa, si ricordi sempre di essere stato salvato. S. Marcello I; S. Tiziano; B. Giuseppe A. Tovini. 1Sam 8,4-7.10-22a; Sal 88; Mc 2,1-12.
17 S S. Antonio abate (m, bianco). Signore, il re gioisce della tua potenza! Gesù non teme di chiamare tra i suoi i peccatori. Come Levi, un pubblicano, traditore del suo popolo che si è messo a servizio dei Romani, che sarà Matteo, apostolo ed evangelista. S. Giuliano; S. Roselina. 1Sam 9,1-4.17-19.26a; 10,1a; Sal 20; Mc 2,13-17. 37ª Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.
18 D II Domenica del T.O. / A. II sett. del T.O. (II) - II sett. del Salterio. S. Prisca; S. Margherita di Ungheria. Is 49,3.5-6; Sal 39; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34.

Proposte per i canti

PROPOSTE PER I CANTI: da Nella casa del Padre, ElleDiCi, 5a ed. - Inizio: Noi canteremo gloria a te (682); Nobile santa Chiesa (681). Salmo responsoriale: P. Bottini; oppure: Ti lodino i popoli, o Dio (109). Processione offertoriale: Noi diverremo (688). Comunione: Lo Spirito di Dio (559); I cieli narrano (659). Congedo: Salve, Regina (592).

Sussidio Musicale Digitale in omaggio con La Domenica

 

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