Gli animali nella Bibbia / 4

Il bue

Animale impegnato nei campi e nei sacrifici

“Bue”, illustrazione di Alfredo Brasioli, 2014.

“Bue”, illustrazione di Alfredo Brasioli, 2014.

INSIEME a altri bovini affini (tori, vitelli), il bue (in ebraico bakar, sor; in greco bous) è noto per la sua forza lavorativa, il latte della mucca e la bontà della sua carne. È stato addomesticato e allevato dall’uomo fin dai primordi della civiltà. Associato al «bestiame grosso», il bue era allevato soprattutto nella Transgiordania e in Moab, regioni ricche di acqua e di pascoli. Nei testi biblici esso è presentato come l’animale adatto all’aratura (1Re 19,19) e alla trebbiatura (Pr 14,4). In Sir 38,25-26 il suo lavoro è ritenuto il più faticoso. Per tale ragione la legge proibiva di «mettere la museruola al bue che trebbia» (Dt 25,4), evidenziando un sentimento di rispetto verso gli animali (Dt 22,4.6.10). Oltre all’impiego agricolo, i buoi trainavano anche il carro che recava l’arca dell’alleanza (1Sam 6,7ss.; 2Sam 6) e erano impiegati per i sacrifici (1Re 8,62-66). Tale usanza è invalsa in Israele sotto l’influsso dei riti pagani di tipo cananeo. Associato al simbolo della bontà e della pace, insieme all’asino, il bue è presente secondo la tradizione, nel presepe natalizio.
Giuseppe De Virgilio, biblista

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